Blossom Tales: The Sleeping King – Recensione

SWITCH

Quando in redazione è arrivato il codice review, gentilmente fornito dallo sviluppatore, di Blossom Tales: The Sleeping King, confesso di aver detto “Blossom che?“. E’ innegabile infatti che si tratti di un titolo indie che a molti suonerà sconosciuto, come è successo al sottoscritto. Dopo una rapida ricerca, e dopo aver scoperto che si trattava di titolo che omaggiava (in maniera palese) The Legend of Zelda: A Link to the Past, un sorriso si è fatto strada sul mio volto. Parliamo infatti di uno dei miei giochi preferiti di sempre. Come non iniziare con piacere un titolo del genere?

Un clone con amore

The Legend of Zelda: A Link to the Past è stato una pietra miliare nella storia dei videogiochi, ed è rimasto impresso nel cuore e negli occhi di milioni di videogiocatori. Sicuramente lo stesso dev’essere successo anche ai ragazzi di Castle Pixel, che sfornano infatti un titolo con grafica in pixel art che richiama il titolo Nintendo in tutti i modi possibili.

Nonostante l’incipit narrativo diverso e meno epico rispetto a Zelda, che in Blossom Tales: The Sleeping King vede protagonista una ragazzina di nome Lyli al centro di una storia fiabesca serale raccontata del nonno, i richiami al grande classico di casa Nintendo sono davvero tantissimi.

Abbiamo la classica visuale dall’alto, il villaggio, il castello, la spada che effettua un colpo caricato a rotazione, i dungeon, lo scudo, le bombe, l’arco, i forzieri, le chiavi, e così via. Insomma, chi ha già giocato in passato con il capolavoro firmato da Shigeru Miyamoto avrà immediatamente la sensazione di trovarsi a casa.

Se da un lato tutto questo si tramuta, per gli amanti del genere, in una piacevole sensazione iniziale di ritorno al passato, dall’altro il gioco con il passare delle ore si rivela un po’ piatto, privo di guizzi narrativi (la storia è decisamente destinata ai più piccoli) o di level design particolarmente ispirato.

I ragazzi di Castle Pixel avrebbero dovuto avere il coraggio di rischiare probabilmente qualcosa di più, puntando su qualche situazione originale o su una storia più appassionante ed intrigante, invece di accontentarsi di un omaggio che, giunti alla fine dell’avventura, risulterà gradevole ma a tratti piatto e monotono.

Uno Zelda piacevole ma senza magia

Blossom Tales: The Sleeping King si è rivelato un titolo palesemente ispirato a The Legend of Zelda: A Link to the Past, di cui condivide tantissimi elementi: la visuale, le armi, la struttura di gioco, persino il colpo rotatorio caricato. Un omaggio che i ragazzi di Castle Pixel hanno fatto con amore, sfornando un titolo tutto sommato abbastanza divertente. Peccato però che si siano limitati a questo, mentre con un po’ più di impegno sul level design e soprattutto sulla storia avrebbero potuto sfornare un gioco sicuramente più profondo e meno piatto. Un gioco consigliato ai fan del capolavoro Nintendo, magari aspettando le frequenti offerte a cui sono sottoposti i titoli indie.

Pro

  • Un lungo omaggio a The Legend of Zelda: A Link to the Past
  • La grafica pixel-art è sicuramente riuscita
  • Estremamente godibile nella versione portatile di Switch

Contro

  • Non ha la magia dell'originale
  • Mancano guizzi narrativi e di gameplay
  • Solamente in inglese
7.1

Discreto

Webmaster secoli fa di AniGames.it e PlayNow.it, ora fondatore di Videogiocare.it. Appassionato di tecnologia in generale e videogiochi in particolare, inizia il cammino di gamer con una introvabile Irradio TVG 888, per poi innamorarsi completamente del Commodore 64. Il resto è storia. Il suo motto è: "Questo è un problema per il Fabio del futuro".

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