Cuphead – Recensione

PC XBOX ONE

Eccoti, finalmente. E’ con queste parole, pronunciate a mezza bocca, che ho lanciato per la prima volta Cuphead. Il titolo targato Studio MDHR infatti, fin dalle prime immagini e dai primi trailer, era stato capace di incuriosire e stuzzicare l’interesse dei videogiocatori (ed il mio, ovviamente) grazie ad uno stile grafico e musicale decisamente originale, ispirato ai cartoni animati e alle musiche anni 30. Ora, dopo continui ritardi, polemiche, e dopo averlo provato lo scorso anno duramente la Milan Games Week, Cuphead è uscito sul mercato in esclusiva su sistemi Microsoft (PC e Xbox One, come titolo Play Anywhere), e noi siamo pronti a dirvi le nostre opinioni. Pronti?

La classe non è acqua

Tutte le cose belle che probabilmente vi aspettate da Cuphead, se avete seguito tutta la sua travagliata storia di produzione, probabilmente esploderà davanti ai vostri occhi in tutta la sua magnificenza. Fin dalla schermata iniziale, e ancora più dai primissimi minuti di gioco, il titolo targato Studio MDHR si mostrerà in tutta la sua bellezza artistica. Cuphead, non è bello. E’ bellissimo. E non parliamo di una bellezza grafica ottenuta grazie a paesaggi iper-realistici o texture 3D ultra moderne, ma al puro e semplice genio artistico.

Quello che ci troveremo davanti agli occhi è un vero piacere per gli occhi e per il cuore: un cartone animato anni 30 in tutto e per tutto, compreso quel retrogusto vagamente spaventoso che caratterizzava spesso il genere. Senza contare poi la colonna sonora: musiche swing e jazz perfettamente in tema, orecchiabili e piacevoli da ascoltare durante tutta l’avventura.

E’ un mondo difficile

Se quindi lo spettacolo visivo e musicale vi lascerà incantati, quello che vi riporterà velocemente con i piedi per terra sarà la difficoltà del gioco, davvero elevata come non si vedeva dai tempi di alcuni arcade da bar anni 80. E se i potenziamenti che vi venderà un grosso maiale bendato (una citazione non troppo celata da Wonderboy: Dragon’s Trap) vi aiuteranno nell’avventura, Cuphead rimarrà comunque un gioco dannatamente difficile.

Potete, è vero, scegliere per ogni livello la modalità facile, ma così facendo non potrete accedere all’ultima area di gioco. Una scelta coraggiosa questa dello Studio MDHR, ma anche decisamente pericolosa, visto che rischia di allontanare una grossa fetta di pubblico.

Il gioco infatti, basato su una mappa dove scegliere i (pochi) livelli platform e i (tanti) boss da affrontare, sa essere davvero punitivo, e per molti potrebbe risultare frustrante. Anche per questo, parlare di longevità non è facilissimo: per terminare il gioco possono volerci 5 ore (ma è virtualmente impossibile), così come 10 (per un giocatore abbastanza bravo) o 20 (per chi ha più difficoltà, ma non vuole arrendersi).

Ed è forse in questa frammentazione di gameplay e nella difficoltà elevata che risiede il limite più evidente di Cuphead, visto che spesso il gioco si riduce in micro-partite di trial and errors contro i boss piuttosto slegate, senza avvertire quella sensazione di gioco completo ed uniforme.

Un piccolo gioiello da non farsi scappare

Cuphead, specie visto il costo piuttosto basso (in versione digitale su Windows Store e Xbox Store il gioco costa 19,99 euro) è un titolo da non farsi assolutamente sfuggire. Studio MDHR ha saputo sfornare un piccolo gioiello per gli occhi, le orecchie ed il cuore, capace di incantare fin dai primissimi livelli. Il livello di difficoltà, davvero elevato, per qualcuno sarà un pregio e per qualcun’altro sarà un difetto, per cui lasciamo ad ognuno di decidere secondo i propri gusti. Peccato solo per uno schema di gioco un pò slegato che porta ad effettuare solo rapide partite di tentativi, ma nonostante questo abbiamo tra le mani gioco divertente ed originale che vale sicuramente l’acquisto.

 

Pro

  • Artisticamente splendido
  • Colonna sonora meravigliosa
  • Difficile ed impegnativo

Contro

  • A tratti frustrante
  • Pochi livelli e tante boss fight slegate tra loro
8.2

Bello

Webmaster secoli fa di AniGames.it e PlayNow.it, ora Founder di Videogiocare.it. Appassionato di tecnologia in generale e videogiochi in particolare, inizia il cammino di gamer con una introvabile Irradio TVG 888, per poi innamorarsi completamente del Commodore 64. Il resto è storia.
Il suo motto è: “Questo è un problema per il Fabio del futuro”.

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