Deponia – Recensione

PC PS4

Per chi, come il sottoscritto, ha amato in passato le vecchie avventure punta e clicca ricche di humor e trovate geniali anni 90, forse il nome Deponia suonerà familiare. Il titolo targato Daedalic Entertainment, infatti, ha visto la luce la prima volta ben 4 anni fa su PC, primo capitolo di una trilogia che ha riscosso un discreto successo e che stizza l’occhio tantissimo alle avventure della storica LucasArts, in particolare al famosissimo The Secret of Monkey Island. Ora la trilogia si prepara a sbarcare su console, ed il primo capitolo “Fuga da Deponia” ora ribattezzato semplicemente “Deponia” arriva su PlayStation 4. Come se la cava un’avventura punta e clicca senza mouse su console? Scopriamolo insieme.

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Punto e clicco… con il pad

Come dicevamo, Deponia omaggia in molte occasioni le vecchie e bellissime avventure LucasArts come Monkey Island. Il protagonista infatti ricorda molto Guybrush Treepwood, ironico e un pò imbranato, e tutta la storia e l’ambientazione sono un mix di stile favolistico e comico come nel capolavoro di Ron Gilbert. E’ presente ovviamente anche il classico inventario, che ospiterà gli oggetti da usare e combinare per risolvere i vari enigmi presenti nel gioco.

Rispetto alla versione PC, il sistema di gioco rischiava di essere piuttosto scomodo utilizzando il gamepad al posto del mouse, ma fortunatamente Daedalic Entertainment, consapevole dei rischi, ha optato per un sistema piuttosto facilitato. Se quindi è possibile muovere semplicemente il puntatore con lo stick del pad come fosse un mouse, la software house tedesca ha inserito anche un modo alternativo per muoversi ed interagire facilmente con gli oggetti: vi basterà infatti premere il tasto R1/L1 per illuminare ogni oggetto d’interesse presente all’interno dell’area mostrata sullo schermo, e premere quindi semplicemente il tasto X per raggiungere la posizione selezionata. Questo sistema si rivela sicuramente molto comodo e semplice per giocare l’avventura su console.

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Un lungo prologo

Deponia, a differenza del recente Silence sempre di Daedalic Entertainment (di cui trovate la nostra recensione qui), non è una storia interattiva in cui andare avanti è piuttosto semplice. Al contrario, il gioco si presenta legato agli schemi delle vecchie avventure anche per quanto riguarda gli enigmi e la complessità per risolverli. In particolare, molti enigmi richiederanno un utilizzo piuttosto “fantasioso” dei vostri oggetti, sia con l’ambiente circostanze che in alcune loro combinazioni per generarne di nuovi. Se questo si traduce in una maggiore difficoltà e longevità del gioco, dall’altro potrà capitarvi di rimanere ogni tanto bloccati in quealche punto. Che sia un bene o un male, ovviamente, dipende dai vostri gusti.

Il punto più debole però di Deponia rimane però fondamentalmente lo stesso che avevamo riscontrato su PC anni fa, ossia la struttura e la storia fortemente indirizzata alla trilogia, fattore che relega Deponia ad un mero prologo, il cui acquisto trova senso solo nell’ottica di essere consapevoli che servirà acquistare gli altri capitoli per godere appieno della storia e, quindi, del gioco. Da questo punto di vista, e considerando che si tratta fondamentalmente dello stesso titolo di 4 anni fa, il costo di circa 30 euro non è indifferente (almeno per la versione fisica, mentre per la digitale si scende fortunatamente a 20 euro), e molti utenti potrebbero essere scoraggiati nell’acquisto, decidendo di aspettare magari qualche futura offerta.

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Un buona avventura, ma con dei compromessi

Deponia si rivela lo stesso buon titolo che avevamo avuto modo di giocare quattro anni fa su PC. La storia e l’ambientazione sono affascinati, ed il gioco è caratterizzato da quello stile favolistico ed umoristico che avevamo amato nelle storiche avventure targate LucasArts come The Secret of Monkey Island. Peccato solo che il gioco si riveli alla fine come un lungo prologo che svelerà davvero poco della trama, e che ha senso solo acquistano l’intera trilogia, ad un costo forse troppo alto a quattro anni di distanza. Un prezzo budget forse avrebbe giovato maggiormente ad un’avventura che, ancora oggi, risulta comunque intrigante e che merita di essere giocata.

Pro

  • Perfetto per chi ama le vecchie avventure
  • Buon adattamento del sistema di gioco su console
  • Ottimo doppiaggio in italiano

Contro

  • Un lungo prologo
  • Ha senso solo acquistando tutta la trilogia
  • Prezzo troppo alto per un gioco di 4 anni fa
7.8

Discreto

Webmaster secoli fa di AniGames.it e PlayNow.it, ora Founder di Videogiocare.it. Appassionato di tecnologia in generale e videogiochi in particolare, inizia il cammino di gamer con una introvabile Irradio TVG 888, per poi innamorarsi completamente del Commodore 64. Il resto è storia. Il suo motto è: "Questo è un problema per il Fabio del futuro".

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