Devil’s Third – Recensione

Wii U

IVAN IL TERRIBILE.

Il leggendario programmatore di Ninja Gaiden, sempre munito di occhiali da sole, Tomonobu Itagaki torna a programmare su WiiU un nuovo gioco di azione e violenza. Stavolta purtroppo le cose sembrano essere andate storte per una serie di motivi. Ma la domanda lecita, per ogni videogiocatore che ama l’azione ed una trama trash a fare da appetitoso contorno è: perché è successo questo? Perché Devils Third ha questi difetti, così banali ed ingiustificati per l’hardware per cui è programmato, da risultare irritanti? Purtroppo la risposta non è facile, ma fin dall’inizio la genesi di questo gioco fu tormentata. Il gioco si mostrò tempo fa, per poi scomparire nel nulla, fino al giorno in cui fu annunciato in esclusiva per WiiU. Ma forse è proprio il nostro Tomonobu ad essersi montato la testa dopo aver creato quel Ninja Gaiden che rappresentò una killer application (un gioco da comprare assolutamente) per la prima Xbox, nonché la serie picchiaduro con le affascinanti ragazze Dead or Alive.  La trama di questo Devils Third vede il mondo tormentato da una nuova guerra globale, dal momento che un sedicente gruppo terroristico ha distrutto praticamente tutti i satelliti nello spazio e ha reso quest’ultimo un luogo impossibile da visitare (quello che poi recita la Sindrome di Kessler). Il governo americano non può fare altro che chiamare Ivan, anche lui terrorista, condannato a (soli) 850 anni di reclusione nel carcere di Guantanamo, per cercare di fermare i suoi ex compagni. Inizia così la lotta di Ivan a mani nude e con l’ausilio di armi contro umani, mostri e strane creature nel pieno segno del nonsense che molti apprezzano (me compreso).

Giudizio

C’era l’esclusiva su console, Tomonobu Itagaki  alla realizzazione, il protagonista tutto muscoli trash quanto basta, violenza ed una trama degna del più godibile film di serie C degli anni ’80. What else? Purtroppo, l’unica cosa che i giocatori volevano (anzi pretendevano nel 2015) era una realizzazione tecnica che non avesse difetti tecnici che non vedevano da circa 10 anni. Il frame rate (la frequenza dei fotogrammi su schermo per intenderci) rallenta notevolmente quando ci sono esplosioni oppure troppi oggetti su schermo. Il gioco è pieno di bug tali che minano la giocabilità in generale. Oltre a ciò anche la capacità offensiva del caro Ivan è troppo limitata. A mani nude i suoi attacchi sono eccessivamente “delicati” e privi di mordente.

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Quando si impugna una arma e si comincia a sparare invece la visuale da terza persona passa a soggettiva, e questo rallenta tutta l’azione, dal momento che bisogna, giocoforza, mirare e quindi interrompere il flusso dell’azione. E’ pur vero che ci sono teste che scoppiano, armi bianche, donne seminude nel migliore della tradizione della cultura voyeur giapponese, ma questo purtroppo non basta. Poteva essere sfruttata meglio almeno l’opzione online del gioco, contraddistinta da due modalità chiamate Drill Match e  Siege Match. Nella prima vi sono ben dieci modalità di gioco da godere in multiplayer, mentre nel Siege Match la componente ludica si concentra in due clan che devono attaccare e difendere il proprio territorio. Le idee per il multi giocatore online erano più che buone, visto che su WiiU ben poche volte si combatte online, ma i sopracitati difetti tecnici rendono tutto difficile da godere. Un vero strazio vedere del potenziale ludico, come non se ne vedeva da tempo (oggigiorno i videogiochi vogliono essere come i film e questo spesso li rende noiosi), essere sprecato in modo così banale. Bastava veramente poco per aggiustare un impianto tecnico alla fine sufficiente per confezionare un titolo di nicchia che nel 2015 aveva tutti i crismi per essere acquistato, soprattutto dall’acquirente Nintendo che non ha problemi a sognare con Mario e la principessa Peach, ma che se vuole spaccare virtualmente la faccia a qualcuno fa fatica a trovare così tanti titoli del genere.

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Pro

  • Trama trash fuori dall'ordinario
  • Ivan ha del potenziale per come è stereotipato
  • Tanti mostri, sangue e botte
  • Il multiplayer online ha diverse modalità

Contro

  • Realizzazione tecnica insufficiente
  • Il frame rate rallenta notevolmente
  • Intelligenza artificiale ignobile
  • La giocabilità risulta scarsa quando si spara in soggettiva
5

Mediocre

L'amore per i videogiochi arriva nel momento in cui compare un fiammante ZX Spectrum nella sua vita all'età di 8 anni. A 40 anni ancora non ne ha abbastanza di videogiocare. Non si sa se la vita è un gioco, ma una cosa è certa: giocare aiuta a vivere nel migliore dei modi. Il suo motto preferito è: "Non esistono luoghi che non possano essere raggiunti seguendo le strade della fantasia".

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