Far Cry 5 – Recensione

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Torna Far Cry, uno dei brand firmati da Ubisoft di maggior successo insieme ad Assassin’s Creed. Questo quinto capitolo poi era particolarmente atteso, visto che il cambio di ambientazione, non più tra isole sperdute o preistoria ma finalmente nell’America dei giorni nostri, e in particolare nel Montana, offriva spunti interessanti per un gioco che, da un po’ di tempo, veniva accusato di riproporre sempre la stessa formula, senza riuscire a rinnovarsi.

Come sarà andata con questo quinto capitolo?  Beh, da alcuni giorni abbiamo potuto finalmente giocare a fondo a questo Far Cry 5, e siamo finalmente pronti a dirvi le nostre opinioni.

Come sempre, per i titoli di una certa importanza e particolarmente attesi, abbiamo scelto di raccontarvi le nostre opinioni e i nostri commenti sul gioco tramite Press Play On Tape, la nostra rubrica video originale in cui affrontiamo, con il solito tono amichevole ed informale, gli argomenti più caldi del mondo videoludico, oltre appunto alle videorecensioni dei giochi più interessanti.

Ma per chi preferisce invece la lettura qui sotto trovate la recensione testuale e il giudizio riassuntivo sul gioco provato, oltre ovviamente alla pagella finale. Buona visione e buona lettura!

Il ritorno del Grido Lontano

Far Cry 5 è un titolo che, alla fine della prova, ci ha convinto e soprattutto (cosa spesso dimenticata nel videogiochi) ci ha divertito, nonostante manchi l’innovazione che alcuni giocatori forse si aspettavano. Il titolo Ubisoft infatti ci ha regalato una trama profonda e matura, un gameplay solido (nonostante qualche bug, ma niente che non si veda in giochi open world) ed un’ambientazione davvero riuscita.

In realtà la software house francese di novità ha provato ad introdurne diverse. La prima è la modalità co-op, attraverso cui un amico può entrare nella vostra partita ed aiutarvi nelle operazioni più complesse. La seconda, a livello di gameplay, riguarda alcuni ritocchi come l’eliminazione delle torri da espugnare per rivelare mappa e punti di interesse, fattore che rende molte sessioni di gioco più veloci e snelle. La terza è la modalità Arcade, che vi catapulterà in divertenti partite online PvP, oltre a darvi la possibilità di creare da soli le mappe di gioco online.

Tutte queste novità, sicuramente gradite, non riescono comunque a rendere Far Cry 5 davvero diverso dai precedenti capitoli, cosa invece che Ubisoft è riuscita a fare decisamente meglio con Assassin’s Creed Origins. E’ un bene? E’ un male? Beh, questo sta a voi deciderlo, visto che spesso si invocano cambi radicali e poi si finisce per rimpiangere la formula “originale”.

Quello che possiamo dirvi è che Far Cry 5, nonostante manchi un cambiamento sostanziale rispetto al passato, si è rivelato un titolo divertente, frenetico ed appassionante. Un gioco assolutamente consigliato, specialmente a chi ha amato i precedenti capitoli della serie.

Divertimento vecchio stile

Far Cry 5 è quello che, in fondo, ci aspettavamo: un titolo che, esattamente come i precedenti capitoli della serie, ci divertisse e ci appassionasse per ore ed ore con una trama profonda, matura e avvincente, con un buon lato RPG di progressione del personaggio e con un’ambientazione diversa e riuscita. Ubisoft ha provato inoltre ha portare alcune novità nel gioco, ma c’è da dire che, nonostante questo, il gioco non si discosta poi molto dai precedenti capitoli della serie. Se è un bene o un male sta a voi deciderlo. Chi si aspettava un taglio netto col passato rimarrà forse deluso, ma chi ha amato i precedenti capitoli, o chi semplicemente ama gli FPS più profondi e meno lineari, farebbe bene a non farsi sfuggire questo ottimo quinto capito.

Pro

  • Divertente come sempre
  • Trama profonda e matura
  • Ottima caratterizzazione dei personaggi
  • Buone novità, specie il co-op

Contro

  • Nonostante tutto, è il solito Far Cry
  • Alcune missioni secondarie noiosette
  • Qualche bug
8

Bello

Svezzato a NES, cresciuto a PlayStation e Xbox e sfamato a PC gaming. Ha accolto con entusiasmo il progetto videogiocare.it. Purtroppo spesso non è d’accordo con il pensiero generale riguardo i giochi, ma qualcuno deve pur cantare fuori dal coro. Il suo motto è: “Bisogna prestare poca fede a quelli che parlano molto”. Oh, non lo ha detto lui, ma Catone.

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