Far Cry Primal – Recensione

PC PS4 XBOX ONE

FPS ALL’ETÀ DELLA PIETRA

Il quinto capitolo di Far Cry, lo sparatutto in prima persona targato Ubisoft, fa un balzo indietro nel tempo trasportando i giocatori fino al Mesolitico. Un ottimo marketing pubblicitario e le anticipazioni con immagini e video hanno mostrato, in questi mesi, l’attenzione, la ricerca e la perizia tecnica che lo studio di Montreal ha impiegato nella realizzazione di Far Cry Primal. Il canovaccio principale del nuovo titolo ha come protagonista Takkar, temibile guerriero e unico cacciatore della tribù dei Wenja, la cui missione consiste nel salvare la sua gente, minacciata dalle tribù nemiche e dispersa nella valle di Oros, riunificandola in un solo villaggio. La trama può sembrare debole e un po’ scontata ma la scelta dei realizzatori è in linea con la “basicità” della vita primitiva: nutrirsi e sopravvivere. Le armi, ovviamente contestualizzate all’era storica, non sono l’unico mezzo a disposizione di Takkar che possiede un dono davvero speciale: il controllo degli animali, dai più innocui fino alle bestie più feroci. Grazie a questo potere saremo in grado di affrontare le quest in moltissimi assetti (da Stealth fino alla battaglia in campo aperto). Come di consueto iniziamo le nostre peripezie con pochissimi strumenti, ma facendo esperienza e grazie ai numerosi incontri con vari e stranissimi personaggi, potremo sia aumentare le nostre capacità sia modificare e potenziare le nostre armi anche se ovviamente sempre nel limite di ciò che un’ era così primitiva può offrire.

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Bello senz’anima

La proposta di Ubisoft di trasportare il carrozzone di Far Cry indietro nel tempo è sicuramente molto interessante. La trama in questo modo assume dei contorni fluidi dove i personaggi e il mondo di gioco diventano i protagonisti e gli antagonisti allo stesso tempo. Già nel precedente titolo la realizzazione dei particolari e delle ambientazioni naturalistiche nelle quali si veniva immersi durante le ore di gioco, erano davvero parte fondamentale della bellezza e del divertimento del titolo stesso. In questo spin-off gli sviluppatori hanno davvero innalzato l’asticella portando l’ambientazione da coprotagonista a prima donna. Già dal titolo Far Cry Primal sembra mostrarsi come una avventura totale e non soltanto “un altro capitolo”. Le realizzazioni grafiche e i dettagli della valle di Oros – questo è il nome del teatro delle operazioni – sono davvero incredibili. La mappa di gioco è sterminata e finché non saremo in grado di “controllare” delle bestie da soma, dovremo andare a piedi e alle volte è davvero lunga! Gli animali, le popolazioni amiche e i guerrieri nemici sono delle piccole opere d’arte che aiutano l’immedesimazione di chi gioca. Purtroppo non tutto è oro quel che luccica.

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Nella tensione di realizzare un mondo di gioco il più verosimile possibile, la Ubisoft ha addirittura creato un linguaggio apposito per le tribù che se da un lato può sembrare una bella trovata, dall’altro diventa un piccolo ostacolo al godimento del “panorama”, infatti leggere costantemente i sottotitoli ci impedisce di guardare immagini degne di un documentario. La trama principale, come già detto in precedenza, è un pò debole e forse è questo il motivo dell’esistenza di innumerevoli quest secondarie che, se da un lato sono mezzi molto utili per l’accrescimento delle capacità di Takkar, alla lunga diventano noiose perché tutte troppo simili fra loro (in questo fa scuola la gilda degli Assassini). Anche il combat system risente di alcune imperfezioni: le nostre armi di base sono arco con frecce, lancia e clava, ma i “proiettili” sono pochi e nella gran parte delle occasioni ci ritroveremo ad affrontare dei corpo a corpo con una clava non proprio facile da utilizzare e contro dei cattivoni con un’ IA non troppo acuta (verremo quasi sempre caricati frontalmente come un toro incontro al suo matador), in aggiunta le fasi concitate sottolineano anche alcune  errori nella realizzazione tecnica. Il comparto audio è di primo livello ma, come abbiamo già scritto, avrebbe avuto bisogno di maggiore “chiarezza”. Nonostante tutti questi elementi Far Cry Primal rimane un buon FPS con qualche rimpianto. La speranza è che usando una base come questa si possa in futuro creare un prodotto migliore. Le versioni uscite per le console next gen di casa Sony e Microsoft sono praticamente identiche (per la versione PC dovremo aspettare fino al 1° Marzo) e vengono mostrate in un video realizzato dal canale Youtube Cycu1 che vi mostriamo in fondo alla recensione. Una considerazione: nella realizzazione di una clip i fattori di conversione e compressione video possono in qualche modo appiattire le reali caratteristiche del prodotto originale, ma tutto sommato il filmato rende l’idea. Ai consumatori la sentenza finale.

Pro

  • La mappa di gioco è vastissima
  • Panorami degni di grandi artisti
  • Il controllo delle bestie feroci è divertente

Contro

  • La trama è deboluccia
  • Alcune quest sono troppo uguali
  • Combat system insoddisfacente
7.9

Discreto

Svezzato a NES, cresciuto a PlayStation e Xbox e sfamato a PC gaming. Ha accolto con entusiasmo il progetto videogiocare.it. Purtroppo spesso non è d’accordo con il pensiero generale riguardo i giochi, ma qualcuno deve pur cantare fuori dal coro. Il suo motto è: “Bisogna prestare poca fede a quelli che parlano molto”. Oh, non lo ha detto lui, ma Catone.

5 Commenti

  1. Lo aspettavo da un pezzo!!!

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  2. Mah nel video non sembrano esserci differenze….
    Dovrò aspettare Marzo per giocarlo, ho solo il PC. E speriamo che giri bene!!!

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  3. Anche io dovrò aspettare marzo, ma sinceramente dopo i primi due capitoli ho visto un declino della saga… non lo so, ma non sono tanto convinta

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  4. Bella l’idea per rivitalizzare un titolo che traballava. Curioso di vedere cosa usare come arma

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  5. Anche se l’idea dei lunghi pezzi a piedi e dei sottotitoli non mi va proprio a genio….Sono davvero curiosa di giocarlo!

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