For Honor – Recensione

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Già da quando avevamo messo le mani su For Honor nel mese di ottobre, durante la Milan Games Week, le prime impressioni erano state positive. La prova che era stata preparata da Ubisoft, però, era uno scontro multiplayer 4 contro 4, e non c’era traccia della modalità single player.
Sapevamo che, basandoci sulle promesse della software house francese, ci sarebbe stata anche una modalità storia, ma la scelta di impostare la prova di gioco solo su battaglia in multiplayer ci aveva fatto venire qualche dubbio sull’effettiva attenzione che sarebbe stata riservata alla modalità in singolo. Ora che abbiamo avuto modo di provare finalmente il gioco finale targato Ubisoft, i nostri sospetti hanno trovato conferma. Ma procediamo con ordine.

Per un amico in più

Fin dalla prima volta che avrete modo di lanciare For Honor, vi sarà subito chiaro il vero focus del titolo Ubisoft: il gaming online. Già dal menù iniziale infatti, noterete che la prima voce del menù di gioco è la modalità multiplayer, mentre la modalità storia, tradizionalmente al primo posto, è relegata in seconda posizione.

La modalità storia si rivela infatti marginale, quasi più come una lunga serie di battaglie di allenamento in cui avremo modo di familiarizzare con il sistema di gioco e conoscere nel dettaglio tutte le varie classi principali (samurai, cavalieri e vichinghi) e relative sottoclassi presenti nel gioco, prima di scegliere quella che farà maggiormente al caso nostro per partecipare poi ai match online.

Intendiamoci, una storia che fa da filo conduttore c’è, ma sembra quasi un pretesto commerciale realizzato più per non scoraggiare troppo i possibili acquirenti che magari non comprerebbero un gioco esclusivamente online. Non si vede nemmeno il volto dei personaggi, e tutta la recitazione dei protagonisti (peraltro ottimamente doppiati) avviene sempre con elmi e caschi, senza nessun tipo di caratterizzazione e quindi, da parte del giocatore, senza nessuna empatia con i protagonisti della storia.

Questa modalità si rivela però, come dicevamo, un ottima palestra per tuffarsi poi più preparati nelle partite online (nonostante, ovviamente, nulla vi impedisca di buttarvi direttamente nelle arene multiplayer). Il nostro consiglio però è quello di sfruttare la storia per conoscere il personaggio più adatto ai vostri gusti e, soprattutto, per familiarizzare con il sistema di combattimento pensato da Ubisoft, vero punto di forza della produzione francese.

Al mio segnale, scatenate l’inferno

Per combattere è stato sviluppato un gameplay molto tecnico ed originale, completamente diverso da quanto siamo abituati a vedere nei titoli più action o ai musou stile Dynasty Warriors. Qui dovremo invece osservare il nemico, vedere da quale lato tiene la spada per riuscire a difenderci in tempo, premere i tasti con il giusto tempismo per bloccare completamente il colpo, e scegliere saggiamente se utilizzare un colpo rapido o potente, dato che il minimo errore può costare davvero caro.

Ed è proprio nei combattimenti che For Honor riesce infatti a dare e il meglio di sè, mischiando sapientemente situazioni di gioco epiche che ricreano perfettamente la sensazione di una battaglia cruenta, con una modalità di combattimento così tecnica e riflessiva. Immaginate urla, palazzi che crollano, musica incalzante, rumore di spade che duellano, e al centro di tutto questo voi, mentre cercate la concentrazione giusta per riuscire a parare il prossimo colpo in arrivo dall’avversario di turno: un atmosfera avvolgente e davvero ben realizzata.

Peccato solo che, come dicevamo, il cuore del gioco sia solo l’esperienza online (che va dal semplice duello, fino alla più ricca modalità quattro contro quattro con le classiche zone all’interno della mappa da conquistare), senza contare peraltro la discutibile scelta della connessione peer to peer, e senza nessuna penalità per i cosiddetti “rage quitter“, ossia quelli che escono dalla partita perché stanno perdendo.

Tecnicamente il gioco si presenta davvero molto ben riuscito: la grafica è bellissima da vedere e non presenta nessun rallentamento rilevante (noi abbiamo provato la versione PS4), con alcune ambientazioni medievali ricreate alla perfezione, e con armature ed armi davvero varie e ben realizzate. Ottime anche le musiche, pronte a crescere nelle sequenze più intense ed adrenaliniche, ed il doppiaggio (interamente in italiano) di qualità davvero elevata.

Un titolo originale ed appagante, penalizzato da uno scarso single player

For Honor è un titolo coraggioso da parte di Ubisoft, che ha scelta la strada di una nuova IP puntando su un sistema di combattimento tecnico, riflessivo ed appagante. Il tutto è poi condito da un comparto tecnico di primissimo piano, con una grafica molto ben realizzata, ottime musiche ed un eccellente doppiaggio in italiano. Peccato solo che For Honor sia un gioco rivolto principalmente agli amanti del gaming online, e che la promessa modalità storia si risolva in un semplice, lungo allenamento privo di ogni mordente, da sfruttare principalmente in vista di successive partite in multiplayer. Un titolo davvero bello e divertente, ma che potrebbe deludere chi si aspetta una modalità storia degna  di tale nome.

Pro

  • Multiplayer divertente
  • Sistema di combattimento tecnico ed appagante
  • Tecnicamente ben realizzato
  • Doppiaggio eccellente

Contro

  • La modalità storia è solo un allenamento
  • Adatto principalmente agli amanti del gaming online
  • Sistema peer to peer
8.1

Bello

Webmaster secoli fa di AniGames.it e PlayNow.it, ora Founder di Videogiocare.it. Appassionato di tecnologia in generale e videogiochi in particolare, inizia il cammino di gamer con una introvabile Irradio TVG 888, per poi innamorarsi completamente del Commodore 64. Il resto è storia. Il suo motto è: "Questo è un problema per il Fabio del futuro".

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