La Terra di Mezzo: L’Ombra della Guerra – Recensione

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Devo ammettere che ero piuttosto curioso di mettere le mani su La Terra di Mezzo: L’Ombra della Guerra. Avevo già giocato e finito il precedente L’Ombra di Mordor, e il precedente lavoro targato Monolith Productions mi aveva divertito davvero tanto. Il caratteristico sistema di combattimento, portato in auge da Rocksteady Studios nella serie dedicata a Batman (e riproposta anche da Avalanche Studios nell’ottimo Mad Max) aveva saputo riprodurre molto bene le intense fasi di combattimento dei film della serie Il Signore degli Anelli, regalandomi ore ed ore di divertimento. Saranno riusciti a fare il bis anche con L’Ombra della Guerra? Lo scopriamo subito.

Un corpo e due anime

Anche stavolta, come nel precedente capitolo, prenderemo il controllo del ramingo Talion e dello spirito del Signore elfico Celebrimbor, che condivide il corpo di Talion donandogli alcuni poteri speciali. E proprio l’utilizzo di questi poteri speciali renderanno Talion capace di azioni sovrumane, come scalare altissime torri in pochissimi secondi, o attraversare sterminate praterie alla velocità della luce. Tutto questo a dire il vero, se da un lato rende il gioco decisamente più dinamico e frizzante, dall’altro penalizza un po’ il realismo e l’ambientazione, dato che a volte sembrerà di avere davanti più un gioco di superpoteri stile Prototype o Infamous che non un gioco ambientato nell’universo de Il Signore degli Anelli.

Bisogna ammettere in ogni caso che la scelta di  Monolith Productions che si rivela vincente dal un punto di vista del divertimento e dell’assenza di tempi morti, che avrebbero potuto rendere il gioco noioso in alcune situazioni magari marginali qualora avessero optato per una maggiore vicinanza con quanto visto nei film.

Il sistema di combattimento invece, vero punto di forza de L’Ombra di Mordor, è rimasto sostanzialmente invariato, mantenendo i (tanti) pregi ed i (pochi) difetti del precedente capitolo. Con un singolo pulsante saremo infatti capaci di portare a segno sequenze d’attacco spettacolari e facilmente direzionabili tramite il semplice utilizzo dello stick sinistro, mentre le combinazioni di tasti saranno destinate alla azioni speciali che potremo sbloccare man mano che proseguiremo nella storia.

Il sistema ancora oggi si rivela appagante e divertente, riuscendo a regalare grandi soddisfazioni e, soprattutto, a rinnovarsi man mano che sbloccheremo le nuove abilità, evitando che alla lunga diventi noioso e ripetitivo. Unica nota dolente, da questo punto di vista, sono invece le animazioni, che in alcuni casi ci sono sembrate (specie in alcuni mosse di base) un po’ legnose ed innaturali.

Il Lucente Signore e L’Oscuro Signore

A fianco del tradizionale ed appagante sistema di combattimento, e ad alcune interessanti novità come la possibilità di costruire il proprio esercito da schierare in battaglia e scegliere i campioni che ci faranno da guardie del corpo, troviamo l’altro punto forte della produzione targata Monolith: la storia.

Il mondo e gli avvenimenti narrati nel gioco, che si distaccano completamente da quelli de Il Signore degli Anelli rendendo di fatto la storia assolutamente inedita, godono di una regia e di una recitazione davvero riuscita. Vi ritroverete infatti a godervi le scene ed i colpi di scena, le vivaci discussioni tra Tallion ed il Lucente Signore su come prepararsi al meglio alla battaglia contro l’Oscuro Signore, quasi foste davanti ad un film.

Da questo punto di vista c’è inoltre da segnalare l’ottimo doppiaggio in italiano e la colonna sonora epica che vi faranno calare ancora di più nel vivo e pulsante universo di gioco, davvero pieno di missioni secondarie e di armi ed armature extra da scovare.

Microtransazioni? No, grazie

Si è fatto un gran parlare in questi giorni di alcune microtransazioni (ossia piccoli pagamenti da effettuare) che sarebbero presenti all’interno delle fasi finali del gioco per sbloccare il vero finale della storia, pena il dover affrontare ore ed ore di gioco noiose e ripetitive. Noi sinceramente non abbiamo ravvisato nulla del genere, e siamo riusciti a terminare il gioco senza dover assolutamente pagare niente. Sappiate quindi che molti degli allarmi lanciati in rete ci sono sembrati più una caccia alla streghe che un problema vero e proprio. Le microtransazioni sono presenti in alcune sezioni extra, e questo anche noi non lo abbiamo apprezzato in un gioco tripla A venduto a prezzo pieno, ma ad onor del vero si trattava di missioni marginali che non penalizzano assolutamente la normale esperienza di gioco.

Un seguito divertente ed appassionante

La Terra di Mezzo: L’Ombra della Guerra riesce nel non facile intento di bissare il successo del precedente capitolo, raffinandosi ulteriormente. Il sistema di combattimento è ancora divertente ed immediato, capace di rinnovarsi durante il gioco evitando il rischio di scadere nella monotonia e nella ripetitività. Le storia principale è intensa ed appassionante, complice anche l’ottimo doppiaggio e una coinvolgente colonna sonora, mentre le missioni secondarie sono tante e decisamente varie. Peccato solo per alcune animazioni un po’ legnose e per un comparto grafico forse non proprio ai massimi livelli, ma si tratta di difetti sicuramente minori che non impediscono a La Terra di Mezzo: L’Ombra della Guerra di risultare un gioco divertente, appassionante e ricco di missioni da portare a termine e di extra da scoprire. Fatelo vostro, non ve ne pentirete.

Pro

  • Sistema di combattimento sempre divertente
  • Gestione dei comandanti e delle guardie del corpo riuscita e profonda
  • Storia appassionante
  • Ottimi il doppiaggio italiano e la colonna sonora

Contro

  • Graficamente non brilla
  • Alcune animazioni legnose ed innaturali
  • Microtransazioni solo maginali ma presenti
8.9

Bello

Webmaster secoli fa di AniGames.it e PlayNow.it, ora Founder di Videogiocare.it. Appassionato di tecnologia in generale e videogiochi in particolare, inizia il cammino di gamer con una introvabile Irradio TVG 888, per poi innamorarsi completamente del Commodore 64. Il resto è storia.
Il suo motto è: “Questo è un problema per il Fabio del futuro”.

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