Nintendo Switch e quelle strane motivazioni per spiegare l’assenza di bundle

Le parole di Reggie Fils-Aime, presidente di Nintendo America, non ci hanno convinto

Nintendo Switch e quelle strane motivazioni per spiegare l’assenza di bundle

EDITORIALE – Come ormai saprete, il 3 marzo uscirà finalmente Nintendo Switch. Se ne è parlato tanto, tantissimo. Nintendo è stata brava a creare un buon hype intorno alla console, complice anche il fatto di essere maestra nel realizzare spesso (ed è sicuramente uno dei meriti maggiori della casa di Kyoto) sistemi di gioco originali e diversi rispetto ai concorrenti. Non stupiscono quindi i tanti rumors che si sono diffusi in rete riguardo caratteristiche, giochi, prezzo e data di uscita della console.

Ora che, dopo la presentazione andata in scena il 13 gennaio, finalmente abbiamo i dati ufficiali, possiamo tirare le prime somme. Nintendo Switch uscirà il 3 marzo, sarà region free, costerà in Europa circa 329 euro (stranamente, visto che in America costerà 299 dollari) e non sarà disponibile in versione bundle.

La console avrà solo 5 giochi disponibili al lancioThe Legend of Zelda: Breath of the Wild, 1-2 Switch, Super Bomberman R, Skylanders Imaginators e Just Dance 2017. Gli altri titoli annunciati, come Super Mario Odyssey, Splatoon 2 o  Mario Kart 8 Deluxe, usciranno invece entro Natale 2017.

Al di là della line-up iniziale piuttosto scarsa (cosa però ormai comune) e del prezzo maggiorato in Europa, quello che ci ha sorpreso particolarmente sono le motivazioni che la Nintendo stessa ha fornito sull’assenza di bundle. Queste infatti le parole di Reggie Fils-Aime, presidente di Nintendo America: “Nintendo sente di avere un’ottima line-up fino a Natale, quindi  preferiamo permettere ai consumatori di comprare Switch e il gioco che desiderano senza imporre nulla. Inoltre, così facendo, siamo riusciti a tenere basso il prezzo della console, proponendola a 299 dollari. Offrendo un gioco in bundle, il prezzo sarebbe salito a 349 o addirittura a 399 dollari.

Non vi nascondiamo che questi motivi ci hanno fatto un po’ sorridere. La prima motivazione (“lasciar scegliere gli utenti”) non ha molto senso, visto che un bundle di per sè non costringe nessuno a comprarlo: l’acquirente è assolutamente libero di non prendere la versione bundle e comprare invece la console singola con il gioco che preferisce.

Il motivo del prezzo poi è forse ancora più sorprendente. Ciò che spinge infatti  un giocatore ad acquistare un bundle è principalmente quello di cercare di risparmiare rispetto all’acquisto di due unità (console e gioco) separate. Il buon Reggie invece ci dice che con un gioco la console sarebbe potuta arrivare a costare “addirittura 399 dollari”. Ma quale gioco costa la bellezza di 100 dollari tra i cinque disponibili al lancio? Nessuno ovviamente.

A noi quindi, paradossalmente, quella dell’assenza del bundle ci sembra invece una scelta legata a motivi diametralmente opposti, ossia spingere gli utenti a comprare console e gioco separati (che poi nel 90% dei casi sarà Zelda), portandoli così a spendere di più.

Il mercato ed i meccanismi che lo muovono non li scopriamo certo oggi, quindi non c’è niente di male nel cercare di trarre il profitto maggiore possibile (ammesso, ovviamente, che questo non pregiudichi la domanda di Nintendo Switch…). Servirebbe però forse più attenzione nel non cercare di fornire strane motivazioni ai videogiocatori, un pubblico che conserva tradizionalmente una larga fetta di utenti decisamente smaliziata, che difficilmente si lascia convincere così facilmente.

Webmaster secoli fa di AniGames.it e PlayNow.it, ora Founder di Videogiocare.it. Appassionato di tecnologia in generale e videogiochi in particolare, inizia il cammino di gamer con una introvabile Irradio TVG 888, per poi innamorarsi completamente del Commodore 64. Il resto è storia. Il suo motto è: "Questo è un problema per il Fabio del futuro".

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