Oceanhorn: Monster of Uncharted Seas – Recensione

SWITCH

Oceanhorn: Monster of Uncharted Seas, inutile nasconderlo, è un titolo che ha sempre fatto parlare di sé per la sua estrema somiglianza con The Legend of Zelda in generale, e con Wind Waker in particolare. Che questo sia un bene o male, ovviamente, dipende dai gusti. C’è chi ha apprezzato questa somiglianza, giudicandola un omaggio, e chi l’ha definita fondamentalmente un plagio. Dov’è la verità? Forse da nessuna delle due parti. Ma procediamo per gradi…

The Legend of Oceanhorn

Oceanhorn: Monster of Uncharted Seas è una novità su Nintendo Switch, dove è sbarcato da pochi giorni, ma non è certo una novità in senso assoluto. Il gioco sviluppato da Cornfox & Bros infatti è uscito inizialmente su smartphone e tablet Apple, per poi arrivare anche su Android, PC Windows, Xbox One, PlayStation 4, PS Vita e Mac.

Ora che da qualche mese è uscita anche la nuova console ibrida casalinga/portatile targata Nintendo, Oceanhorn non si è fatto attendere e dopo nemmeno 4 mesi il gioco è sbarcato anche sul nuovo sistema di gioco della casa di Kyoto.

Per chi non lo sapesse, il plot narrativo di Oceanhorn: Monster of Uncharted Seas è abbastanza elementare: il gioco racconta infatti la storia di un anonimo e giovane protagonista che parte in un lungo viaggio sulle orme del padre per trovare e sconfiggere il terribile mostro dei mari Oceanhorn.

Il titolo è fondamentalmente lo stesso che abbiamo già visto sugli altri sistemi di gioco, con tutti i suoi pregi ed i suoi difetti. Il fatto di essere così palesemente ispirato alla saga di The Legend Of Zelda sinceramente noi non l’abbiamo trovato un difetto, anzi. L’ispirazione che il team ha preso dalla celebre saga di Shigeru Miyamoto è talmente palese (specie nelle sessioni a bordo della barca) da non poter essere nemmeno considerato come plagio, ma piuttosto come un omaggio.

Quello che piuttosto può essere considerato come un difetto di gioco è il fatto di non possedere quel “quid” che ha reso un successo mondiale la saga di Zelda.

Il gioco infatti, pur scorrendo in modo tutto sommato piacevole, manca completamente della magia del titolo Nintendo,  presentando un level design gradevole ma senza trovate geniali, un sistema di enigmi abbastanza elementare e una modalità di combattimento troppo semplice per suscitare emozioni particolari.

Attenzione: non stiamo dicendo che Oceanhorn: Monster of Uncharted Seas sia brutto, ma semplicemente che il suo ispirarsi così palesemente al gioco Nintendo è riuscito più dal lato artistico che da quello della sostanza.

E intanto il tempo se ne va

Da un punto vista tecnico, invece, con una certa sorpresa che il titolo è invecchiato decisamente bene, specie se pensiamo che si tratta di un gioco che risale ormai al lontano 2013 e nato per girare in ambienti mobile. Certo, parliamo pur sempre di un indie game nato per iOS, ma ancora oggi il titolo si rivela molto ben fatto, ben colorato e artisticamente convincente.

Il gioco inoltre presenta una colonna sonora davvero riuscita, gradevole e piacevole da ascoltare durante tutta l’avventura, senza mai risultare ripetitiva come spesso accade sui titoli mobile.

Da segnalare però un sistema di obiettivi virtualmente assente, e spesso potrà capitarvi di girare alla cieca senza sapere esattamente dove è necessario andare.

Un gioco gradevole ma senza picchi di divertimento

Alla fine della prova Oceanhorn: Monster of Uncharted Seas si è rivelato un gioco piacevole e rilassante su Nintendo Switch, specie in modalità portatile, ma che riesce ad imitare la saga di The Legend Of Zelda più artisticamente che sostanzialmente. Il titolo risulta infatti ancora graficamente e musicalmente riuscito nonostante gli anni, ma manca della magia e della genialità che caratterizza la saga creata da Shigeru Miyamoto, risultando alla lunga piuttosto noioso. Visto che del gioco è stato già annunciato il seguito, vogliamo avvisare i ragazzi di Cornfox & Bros: viste le buone premesse ci aspettiamo tanto dal seguito. Non deludeteci!

Pro

  • Artisticamente ancora valido
  • Piacevole da giocare
  • Ottima colonna sonora

Contro

  • Globalmente piatto
  • A tratti noioso
  • Gestione degli obiettivi praticamente assente
7.2

Discreto

Webmaster secoli fa di AniGames.it e PlayNow.it, ora Founder di Videogiocare.it. Appassionato di tecnologia in generale e videogiochi in particolare, inizia il cammino di gamer con una introvabile Irradio TVG 888, per poi innamorarsi completamente del Commodore 64. Il resto è storia. Il suo motto è: "Questo è un problema per il Fabio del futuro".

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