Resident Evil 7: Biohazard – Recensione

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L’importanza del brand di Resident Evil, in casa Capcom, è determinante. La celebre e storica software house nipponica ormai dedica una percentuale altissima di energie ed investimenti su questa saga, complice anche il rifiorire del genere horror degli ultimi anni. Come sarà andata con questo nuovo settimo capitolo, che tanto aveva fatto discutere dopo l’annunciato cambio di visuale in prima persona?
Ve lo diciamo subito: davvero bene. Ma procediamo per gradi.

Brrr, rabbrividiamo

Gli ultimi capitoli della saga di Resident Evil, inutile nasconderlo, erano stati molto criticati dai fan della saga, in particolar modo il quinto e (ancora di più) il sesto. E il motivo è presto detto: rispetto al primo, storico capitolo su PSX, estremamente pauroso e di ritmi più lenti e riflessivi, la serie aveva virato su un taglio molto action, snaturando quella che era l’anima originale della serie.
Da questo punto di vista, possiamo subito tranquillizzarvi: Resident Evil VII rappresenta sicuramente un ritorno, forse il più deciso, verso il primo capitolo. Nonostante il cambio di inquadratura, che avvicina il gioco più ad Outlast che a quello tradizionale di Resident Evil, questo è probabilmente il Resident Evil più “Resident Evil” di tutti. Torna infatti la paura, una trama che riesce a catturare il giocatore, una villa terrificante da esplorare, i save point, i bauli e le poche munizioni con cui difendersi.

Il cambio di rotta ha giovato veramente tantissimo alla serie, e ora giocare a Resident Evil è tornato ad essere appassionante come era un tempo. Personalmente non mi succedeva da un po’ che, durante una pausa tra una sessione e l’altra, avessi così tanta voglia di tornare a tuffarmi nel gioco e scoprire cosa fosse successo a Mia, la nostra giovane moglie da salvare.

Tecnicamente il gioco si presenta molto ben realizzato: noi abbiamo provato la versione PC, quindi ci asteniamo dall’esprimere un giudizio sulla versione per PlayStation VR, e non abbiamo ravvisato bug (nonostante le segnalazioni in rete non manchino). Graficamente è ben sviluppato e gradevole, con un ottima colonna sonora ed effetti sonori terrificanti pronti a tenervi sul filo del rasoio, ed un doppiaggio (in italiano) estremamente ben realizzato e recitato.

Non sprecare le munizioni, ragazzo!

Resident Evil VII pesca a piene mani dai film horror classici ma più recenti, come The Ring, Saw – L’enigmista, Insidious e simili. Apparizioni inquietanti alle finestre o alle porte delle stanze, videocassette con riprese di eventi terrificanti, possessioni e continui jump scare (che poi sarebbero gli spaventi improvvisi, quelli che un tempo si chiamavo “salti sulla sedia”). Gli ingredienti del nuovo genere horror, tornato in auge dopo Il Sesto Senso, ci sono davvero tutti. Da questo punto di vista, ad essere sinceri, Resident Evil VII non inventa davvero nulla. Anzi, il vero apri pista di questo genere è stato senza dubbio Outlast, che ha ricreato perfettamente il genere cinematografico in campo videoludico.

A differenza però del titolo targato Red Barrels, dove non era possibile combattere o sparare, Resident Evil VII ha mantenuto la sua anima originale, e potrete combattere con pugnali, pistole, fucili, lanciafiamme e persino lancia granate. Un ottimo mix, che alterna (come del resto faceva il primo capitolo) sequenze puramente horror a combattimenti e boss fight più adrenalinici.

Insomma, in Resident Evil VII si spara, e anche di frequente. Ma non aspettatevi un gioco action: le munizioni sono decisamente poche, e servirà giudizio e risparmio per non arrivare impreparati alle boss fight, dove avrete bisogno di ogni singola pallottola.

Il RE è tornato

Il RE (Resident Evil) è tornato ai fasti di un tempo. Tanta paura, un villa terrificante da esplorare, spaventi ad ogni angolo e fasi action ma con poche munizioni. La famiglia Baker fa davvero paura, è molto ben caratterizzata e giocare sarà un esperienza unica. Una buona grafica, un’ottima colonna sonora ed un doppiaggio in italiano estremamente ben realizzato chiudono il cerchio di un gioco che consigliamo a tutti senza remore…  fatta eccezione forse solo per i più facilmente impressionabili.

Pro

  • Una storia appassionante
  • A tratti davvero pauroso
  • L'inquitante famiglia Baker è molto ben caratterizzata
  • Buona grafica, ottima colonna sonora ed eccellente doppiaggio

Contro

  • Sconsigliato a chi non sopporta il genere horror
9

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Webmaster secoli fa di AniGames.it e PlayNow.it, ora Founder di Videogiocare.it. Appassionato di tecnologia in generale e videogiochi in particolare, inizia il cammino di gamer con una introvabile Irradio TVG 888, per poi innamorarsi completamente del Commodore 64. Il resto è storia. Il suo motto è: "Questo è un problema per il Fabio del futuro".

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