RiME – Recensione

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E’ fin dalle primissime immagini e dai primi trailer che tenevo d’occhio RiME. Il motivo principale, lo ammetto, era puramente estetico: mi piaceva da morire lo stile grafico (che ricorda molto The Legend of Zelda: Breath of The Wild) e l’ambientazione colorata e solare dell’isola sperduta. Ovviamente tutto questo non basta a fare un buon gioco, e non mi restava quindi che incrociare le dita e sperate che la piccola software house  spagnola che risponde al nome di Tequila Works riuscisse a tirare fuori dal cilindro almeno un buon gioco. E’ andata molto meglio del previsto, ma procediamo con ordine.

Segui la volpe

L’incipit narrativo di RiME è praticamente inesistente. Non c’è un’introduzione nel senso classico del termine, non veniamo a sapere mai durante tutto il gioco nemmeno il nome del protagonista. Tutto quello che sappiamo è che impersoniamo un ragazzino che si sveglia, senza nessun motivo apparente, in un’isola sperduta tra cielo e mare. Davanti a noi c’è una volpe, che dovremo seguire e che sarà la nostra guida per tutto il viaggio, pronta ad indicarci la strada giusta da prendere.

Queste poche informazioni permettono però al videogiocatore di focalizzarsi subito su due dei punti di forza maggiori del gioco. Il primo è senza dubbio lo stupendo stile grafico del gioco (che ricorda molto quello di The Legend of Zelda: Breath of The Wild), artisticamente splendido, colorato ed incantevole, sospeso tra le delicate onde di un mare cristallino e trasparente ed un cielo prima limpido, poi crepuscolare ed infine così ricco di stelle da sembrare un quadro. Per darvi un’idea della bellezza del gioco abbiamo girato un video gameplay dei momenti iniziali del gioco, che trovate qui sotto.

Il secondo punto di forza del gioco invece, che si rivela fin dai primi minuti di gioco, è la colonna sonora firmata da David García Díaz, e che vi consigliamo caldamente di acquistare o ascoltare su Spotify o Deezer. Raramente abbiamo ascoltato una colonna sonora così incantevole, potente, struggente e commovente, capace di sottolineare alla perfezione con l’orchestra ogni momento del gioco. In alcune situazione l’accompagnamento musicale è davvero così bello da lasciare senza fiato.

E’ tempo di crescere e andare avanti

RiME, però, non è solo un gioco bello da vedere e da sentire. E’ anche, e soprattutto, un viaggio. Una storia matura, adulta, delicata, che vi sarà svelata man mano che proseguirete durante il gioco, fino all’inevitabile finale. A questo punto però dobbiamo fermarci, perché il rischio di spoiler è davvero grandissimo e RiME merita assolutamente di essere giocato senza sapere nulla.

Come gameplay RiME ricorda moltissimo The Last Guardian e un pò tutto il filone targato Fumito Ueda (quindi anche Shadow of The Colossus e Ico). Non ci sono combattimenti (almeno non diretti), ma solamente un viaggio da affrontare camminando, nuotando, arrampicandoci, risolvendo enigmi e superando le difficoltà per cercare di capire il perchè della nostra presenza sull’isola. 

Due però sono i difetti che dobbiamo sottolineare in RiME. Il primo, unico a pesare un po’, è la durata. Personalmente ho finito il gioco in circa 5-6 ore. Davvero poche, specie se consideriamo che, nonostante il prezzo ridotto, il gioco di listino viene venduto comunque a circa 39 euro. Il secondo invece è che, nonostante il gioco non brilli tecnicamente per effetti particolari o poligoni complessi, si ravvisano spesso alcuni scatti di gioco, in parte dovuti alla pessima implementazione di Denuvo nella versione PC (che poi è quella che abbiamo provato noi), e infatti parzialmente risolti dopo la rimozione del sistema di protezione austriaco nell’ultimo aggiornamento.

Nonostante questo però, e dopo una lunga riflessione, abbiamo comunque deciso di premiare RiME con un voto alto perchè sulla bilancia i pregi pesano davvero troppo rispetto all’unico difetto vero della bassa durata. RiME è un viaggio così bello, poetico e toccante da far risultare il gioco targato Tequila Works un piccolo capolavoro, un gioiello da non perdersi assolutamente, specie se siete sensibili ai giochi artisticamente e visivamente più coinvolgenti.

Un piccolo capolavoro

RiME è stato un viaggio breve ma intenso, unico, toccante, destinato a rimanere impresso a lungo nella memoria. Sospeso tra il gameplay di The Last Guardian e lo stile grafico di The Legend of Zelda: Breath of the Wild, il piccolo gioiello di Tequila Works si rivela come un gioco artisticamente splendido, dai colori unici e accompagnato da una delle migliori colonne sonore mai ascoltate in un videogioco.  Nonostante la breve durata, RiME è un esperienza che ogni videogiocatore non dovrebbe farsi sfuggire, specie se rientrate in quella fetta di utenti più sensibili ai giochi meno pirotecnici ma molto più toccanti e maturi.

Pro

  • Artisticamente incantevole
  • Colonna sonora ai massimi livelli
  • Maturo, poetico, toccante
  • Enigmi mai frustranti

Contro

  • Dura poco
9

Da non perdere

Webmaster secoli fa di AniGames.it e PlayNow.it, ora Founder di Videogiocare.it. Appassionato di tecnologia in generale e videogiochi in particolare, inizia il cammino di gamer con una introvabile Irradio TVG 888, per poi innamorarsi completamente del Commodore 64. Il resto è storia.
Il suo motto è: “Questo è un problema per il Fabio del futuro”.

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