Teenage Mutant Ninja Turtles: Mutanti in Manhattan – Recensione

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Ninja, chi mai vi fermerà!

Quando ci sono di mezzo i ragazzi di Platinum Games, c’è sempre una certa attesa. Il gruppo di sviluppatori giapponesi è infatti l’artefice di alcuni giochi che si sono distinti per qualità, originalità e spettacolarità dei combattimenti, basti pensare a Vanquish, Bayonetta o Metal Gear Rising: Revengeance. A dire il vero non è sempre andata così: ci sono infatti anche esempi di titoli non riuscitissimi (su tutti, The Legend of Korra). Dove si piazzerà questo Teenage Mutant Ninja Turtles: Mutanti in Manhattan? Purtroppo, lo diciamo subito, tra i secondi. Ma andiamo con ordine…

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Chi male inizia, male finisce

Teenage Mutant Ninja Turtles: Mutanti in Manhattan è un titolo che, fin da subito, rivela poche idee e uno sviluppo non riuscito. Realizzato con un budget molto basso (e anche il costo del gioco è piuttosto contenuto), i ragazzi di Platinum Games stavolta non riescono a fare il miracolo. Ci sono, è vero, alcuni spunti riusciti nelle fasi di combattimento (specie in un paio di boss fight) e il Cel Shading è graficamente gradevole, ma il gameplay è decisamente ripetitivo e si svolge in livelli piatti e banali, dove alcune ondate di nemici sembrano fatte apposta solo per allungare la durata del titolo, che rimane comunque bassa (siamo intorno alle 5-6 ore). Inoltre la difficoltà è decisamente mal calibrata: a livello normale solo dopo alcune ore sarà necessaria una certa attenzione durante i combattimenti, finendo poi in alcune boss fight inspiegabilmente difficili e decisamente frustranti.

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A tutto questo va aggiunto un sistema di crescita dei personaggi fondamentalmente uguale per tutte e 4 le tartarughe, diverse solo di partenza (e nell’arma che verrà usata) ma estremamente simili nella crescita, e una intelligenza artificiale dei vostri compagni a dir poco imbarazzante (vi consigliamo infatti, se possibile,di giocare con un amico). Davvero discutibili poi alcune scelte: su tutte, quella che vi costringe a ricominciare da capo un livello dopo 3 tentativi di superarlo, anche se siete arrivati allo scontro con il boss. Il gioco si trascina quindi tra ripetitività, noia e frustrazione: davvero un peccato, perché ci sono giochi realizzati con budget anche più basso di questo che hanno proposto idee interessanti.

Il peggior gioco dei Platinum Games

Teenage Mutant Ninja Turtles: Mutanti in Manhattan si rivela senza dubbio come il peggior titolo di sempre dei Platinum Games. Ripetitivo, senza idee, con livelli piatti e banali e con una difficoltà decisamente mal calibrata. Considerando il curriculum della software house giapponese e la  fama delle Tartarughe Ninja ci aspettavamo sicuramente un risultato migliore, ma fin dai primi minuti di gioco il disastro che si manifesterà sotto i vostri occhi è inequivocabile. Anche se il gioco costa poco, meglio starne alla larga: ci sono sicuramente modi migliori per utilizzare i vostri sudati risparmi.

Pro

  • Le tartarughe ninja hanno sempre il loro fascino
  • Cel Shading ben realizzato

Contro

  • Ripetitivo e noioso
  • Pessima IA dei compagni
  • Difficoltà mal calibrata
  • Molto breve
5

Mediocre

Webmaster secoli fa di AniGames.it e PlayNow.it, ora fondatore di Videogiocare.it. Appassionato di tecnologia in generale e videogiochi in particolare, inizia il cammino di gamer con una introvabile Irradio TVG 888, per poi innamorarsi completamente del Commodore 64. Il resto è storia. Il suo motto è: "Questo è un problema per il Fabio del futuro".

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