Tekken 7, RiME e Paper Mario Color Splash: questione di gusti, ma fino ad un certo punto

Una vecchia favola che stavolta non funziona

Tekken 7, RiME e Paper Mario Color Splash: questione di gusti, ma fino ad un certo punto

TECNOPENSIERI – Nel weekend appena trascorso stavo giocando a Captain Toad su Nintendo Wii U. Ormai il mio Wii U è quasi sempre fermo a prendere polvere, lo ammetto, ma ogni tanto mi ricordo di qualche bel gioco ancora da terminare e lo riaccendo con piacere. E così, in questi caldissimi giorni di giugno, mi sono ritrovato a giocare con il simpatico e leggero titolo targato Nintendo.

Ero praticamente sicuro di aver ormai terminato ogni titolo importante su Wii U, ma puntuale arriva sempre il dubbio: sicuro? Finito tutto? Non ti manca niente?

Così ho aperto alcuni dei siti americani più famosi (di cui non farò il nome) che non aprivo da tempo per essere sicuro che non mi mancasse nulla. E, con un pizzico di rabbia, ho constatato alcuni voti davvero sballati che girano ultimamente su siti che dovrebbero essere i più autorevoli: il primo che mi balza all’occhio è RiME che si prende 6 perchè tra i difetti viene giudicato “frustrante” (frustrante RiME?! Ma scherziamo?).

Poi, dopo essere andato nella sezione che stavo cercando, ossia Wii U, noto che uno dei giochi più belli che mi è capitato di giocare sula morente console Nintendo quest’anno, ossia Paper Mario Color Splash, si prende un 7 risicato senza alcun motivo per preciso (escluso qualche appunto sul sistema di ritaglio).

Torno alla lista generica di recensioni, ormai borbottando nervosamente…  e noto che Tekken 7 si è preso addirittura 9.5, seguito da Dirt 4 che si è preso più di 9.

Non ho assolutamente nulla contro chi si diverte con Tekken 7 (sicuramente un buon titolo, lo abbiamo recensito positivamente anche qui su Videogiocare dove ha preso 8.2) o Dirt 4 (altro buon titolo). Sorvolando sul fatto che si tratta, specie nel caso di Tekken 7, del classico “more of the same“, non capisco però come si possano dare voti così palesemente sproporzionati in alto, mentre altri così ingiustamente bassi.

E, per favore, non tiratemi fuori la solita storiella che è semplicemente “questione di gusti”.

Anni fa recensivo per una rivista cartacea (non chiedetemi quale: lo sapete, devo mantere nascosta la mia identità). Mi è capitato ovviamente di dover recensire giochi che non fossero certo il mio genere preferito, ma ho sempre cercato di essere imparziale senza farmi condizionare dai gusti personali, magari facendomi consigliare da qualcuno in redazione più pratico del genere.

Qui invece mi sembra ci sia un problema di superficialità (nel  migliore dei casi) o di vera mancanza di professionalità (nel peggiore).

Perchè un gioco come RiME, caro recensore del sito famoso americano, se lo etichetti come frustrante… beh, o non lo hai giocato, o sei inadatto a videogiocare. E lo stesso mi viene da pensare se mi dici che Paper Mario Color Splash è penalizzato da un complesso sistema di ritaglio, visto che chi lo ha giocato a fondo sa benissimo che il ritaglio si presenta pochissime volte durante il gioco.

Come tutti voi non ho il tempo di giocare tutto quello che esce, e come tutti voi spesso sono costretto a fidarmi delle recensioni che leggo in rete.  Temo però che in futuro dovrò farlo molto meno (presenti esclusi, ovviamente), perchè in molte casi non è una tanto una questione di gusti, quanto di pregiudizi o incompetenza.

Chi è esattamente TecnologicMan? Chi si nasconde dietro quegli enormi occhiali da sole a specchio, eredità di un terribile look anni 80 a cui rimane costantemente e nostalgicamente attaccato? Non lo sa quasi nessuno. Quel che è certo che si diverte a guardare l’attuale mondo videoludico con l’occhio critico di chi ne ha viste tante, condividendo opinioni, giudizi e provocazioni nella rubrica “TecnoPensieri”.

2 Commenti

  1. Duro ma giusto!

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  2. Le recensioni ormai contano poco… io guardo ormai solo video e giudico da solo.

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