The Legend of Zelda: Breath of the Wild – Recensione

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Inutile nasconderlo: l’attesa per ogni nuovo capitolo di Zelda su console Nintendo è sempre spasmodica, viscerale, spesso anche superiore ad un nuovo titolo di Super Mario. La saga action adventure creata da Shigeru Miyamoto ha sempre avuto un seguito enorme ed un grandissimo affetto da parte dei fan, complice non solo una trama che ha da sempre appassionato i videogiocatori (specie dal capitolo SNES in poi) ma anche un gameplay ed un level design sempre fresco, originale, ricco di idee e soprattutto mai noioso. Tanta era quindi l’attesa per questo The Legend of Zelda: Breath of the Wild, inizialmente previsto su Nintendo Wii U e poi inserito anche nella line-up iniziale della nuova console della casa dai Kyoto, il Nintendo Switch. Scopriamo insieme come è andata.

Il Respiro della Natura Selvaggia

Partiamo dalla scelta del titolo, perché poche volte è stato scelto un titolo più adatto per esprimere al meglio quello a cui andiamo incontro affrontando il gioco: in Breath of the Wild (letteralmente: Il Respiro della Natura Selvaggia) la protagonista principale insieme a Link è senza dubbio la natura. Il mondo di gioco infatti, oltre ad essere estremamente vasto e paesaggisticamente stupendo, sa essere anche inospitale e crudele: montagne innevate e deserti caldissimi dove è impossibile sopravvivere senza vestiti adatti o cibi cotti nel modo giusto, laghi e fiumi dove potremo affogare se termineremo il vigore necessario per nuotare, pareti da cui potremo precipitare e morire se termineremo la forza necessaria per scalarla.

In The Legend of Zelda: Breath of the Wild tutta la natura è viva, pulsante, bellissima e spietata. Avvertirete il suo respiro nelle folate di vento improvvise, che scuotono l’erba e fanno alzare in volo le farfalle, nella pioggia che muta improvvisamente in neve, nei tramonti e nelle albe che faranno fermare i vostri passi, ovunque stiate andando, solo per ammirare il paesaggio stupendo che il gioco vi sta regalando e mormorare “wow…” sottovoce, quasi a non voler rompere l’incanto.

Il coraggio di cambiare

The Legend of Zelda: Breath of the Wild è probabilmente uno dei capitoli di Zelda più audaci, un forte punto di rottura con il passato. I dungeon, che da sempre hanno caratterizzato la serie, sono sostituiti da Sacrari e Colossi che propongono tanti enigmi ed il solito geniale level design, ma dove spariscono i dungeon intesi come labirinti, bussole e mappe, almeno per come siamo abituati a conoscerle nei capitoli passati. Inoltre Breath of the Wild si avvicina ai titoli più moderni sotto tanti punti di vista: tante armi, tanti vestiti ed armature, differenti stili di combattimento in base alle armi, personaggi che ora parlano e recitano (Link escluso) ed un livello di difficoltà più elevato. Ma il titolo Nintendo riesce a fare tutto questo senza dimenticare le sue radici, senza perdere la sua identità, facendo sentire comunque a casa tutti i fan della serie, che ritroveranno tanti personaggi, situazioni e luoghi del passato.

Ciao, mio fedele Wii U

The Legend of Zelda: Breath of the Wild è probabilmente il canto del cigno del Wii U: sarà l’ultimo gioco che la Nintendo produrrà per la sfortunata console, e contemporaneamente il primo su Switch. Tutto questo si traduce nella dimostrazione di quanto il Wii U sia stato poco supportato non solo da terze parti, ma anche da Nintendo stessa: sarà infatti l’unica console Nintendo a non avere un capitolo di Zelda in esclusiva, visto che i tre capitoli usciti su Wii U sono 2 remaster (Wind Waker e Twilight Princess) e, appunto, questo Breath of the Wild che esce anche su Switch.

Ed è un peccato perché con questo nuovo capitolo di Zelda il Wii U mostra i muscoli e fa vedere di cosa sarebbe stato capace se supportato a dovere. Ci sono, è vero, alcuni vistosi cali di frame rate (noi abbiamo provato la versione Wii U, ma il problema è presente anche nella versione Switch), ma The Legend of Zelda: Breath of the Wild è stupendo da vedere e da vivere, ed è la dimostrazione pratica che la gara a chi fa la console più potente non ha nulla a che vedere con la capacità di creare Videogiochi in cui la V maiuscola non sia casuale.

Capolavoro

The Legend of Zelda: Breath of the Wild è, senza tanti giri di parole, un capolavoro. Il titolo Nintendo incanta, diverte, appassiona e regala ai nuovi videogiocatori ed ai fan di vecchia data un open world vivo, pulsante, vastissimo, originale, con una storia appassionante e ricca di missioni secondarie mai noiose. Avremmo voluto premiarlo con un 10, ma alcuni piccoli difetti (i vistosi cali di frame rate ed il pad Wii U praticamente spento) abbassano leggerissimamente il punteggio. Ma sono dettagli inutili: parliamo probabilmente del miglior capitolo di Zelda mai realizzato, ed in generale di uno videogiochi più belli di tutti i tempi, di cui si parlerà davvero a lungo negli anni a venire.

Pro

  • Immenso, vivo, artisticamente splendido
  • Storia avvincente ed appassionante
  • Level design geniale
  • Splendide musiche
  • Ottimo doppiaggio in italiano
  • Il suono della natura è unico

Contro

  • Qualche vistoso calo di frame rate
  • Su Wii U il pad è praticamente spento
9.8

Da non perdere

Webmaster secoli fa di AniGames.it e PlayNow.it, ora Founder di Videogiocare.it. Appassionato di tecnologia in generale e videogiochi in particolare, inizia il cammino di gamer con una introvabile Irradio TVG 888, per poi innamorarsi completamente del Commodore 64. Il resto è storia. Il suo motto è: "Questo è un problema per il Fabio del futuro".

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