Tom Clancy’s Ghost Recon Wildlands – Recensione

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“Winners don’t use drugs” recitava un celebre slogan anni 80 e 90 nei cabinati da sale giochi per tentare di contribuire alla lotta contro alla droga che in quegli anni stava vivendo un vero e proprio boom. I vincitori non usano droghe. Di parere completamente diverso sembra invece essere oggi El Sueno, il cattivone di turno di Tom Clancy’s Ghost Recon Wildlands. Il capo dei narcotrafficanti della Bolivia ha infatti costruito un impero vastissimo basando il suo potere proprio sul traffico di sostanze stupefacenti, grazie al quale ormai governa l’intera isola come fosse un imperatore. A noi e alla nostra squadra Ghost ovviamente spetterà il compito di tuffarci nelle verdi terre boliviane per tentare di risolvere il problema.

La felicità è reale solo quando è condivisa

Il brand di Tom Clancy’s Ghost Recon si porta dietro una tradizione ben precisa, ossia quella di un titolo fortemente improntato su missioni stealth, tattiche e pianificazioni militari. Questo nuovo capitolo, Wildlands, ovviamente non fa eccezione, ma per cercare di portare nuova linfa vitale alla serie Ubisoft ha deciso di portare la serie nel mondo degli open world, rendendo quindi il gioco molto più libero ed esplorativo rispetto al passato.

Fin dalle prime ore di gioco però, Tom Clancy’s Ghost Recon Wildlands rende subito chiara una caratteristica che lo accomuna ad altri titoli recenti della software house francese come The Division o For Honor: l’importanza del comparto multiplayer.

Se infatti deciderete di affrontare l’avventura in single player, durante tutto lo svolgersi della storia (che peraltro non ha molto mordente…) sarete seguiti da tre compagni di squadra controllati dall’intelligenza artificiale. Per quanto si noti come Ubisoft abbia cercato di rendere i compagni facilmente gestibili tramite la classica ruota di comandi, le tanti missioni che richiedono pianificazione e studio primo di sferrare l’attacco decisivo perdono assolutamente mordente se giocati in solitaria.

Discorso completamente diverso invece se abbiamo 3 amici con cui affrontare il gioco. In questo caso infatti, Wildlands mostrerà davvero tutto l’ottimo lavoro che c’è dietro il titolo, e sarà capace di regalarvi davvero ore ed ore di divertimento.

Sole, montagne e proiettili

Indipendentemente dalla scelta del single player o del multiplayer, uno dei fattori positivi di Tom Clancy’s Ghost Recon Wildlands è sicuramente la riproduzione delle terre boliviane. Il gioco infatti, da un punto di vista meramente tecnico, è riuscito davvero a convincerci. Graficamente è bellissimo, ed in molte occasioni abbiamo davvero avuto la sensazione (specialmente utilizzando elicotteri ed aerei) di poter raggiungere qualsiasi punto dell’isola, godendoci alcuni panorami davvero mozzafiato. Anche il comparto sonoro è davvero ben realizzato, con piacevoli canzoni sudamericane che ci accompagneranno durante gli spostamenti in macchina, ottimi effetti sonori delle armi ed un eccellente doppiaggio italiano (tra cui spicca Luca Ward, la voce di Massimo Decimo Meridio nel film Il Gladiatore).

In tutto questo piacere visivo di colori e suoni però dobbiamo segnalare anche la presenza di numerosi bug, come un sistema di copertura impreciso che a volte, senza un motivo chiaro, non ci permetterà di nasconderci a dovere, o alcune collisioni tra le texture di personaggi, veicoli ed elementi del mondo di gioco assolutamente innaturali.

La lunga campagna poi, che alla fine si è rivelata anche più corposa e profonda di quanto immaginassimo, soffre comunque di una ripetitività di fondo che si manifesterà soprattutto nelle fasi avanzate di gioco. Anche in questo caso, la situazione cambia e il problema si attenua qualora stiate affrontando il gioco con gli amici, dato che la varietà di azioni da studiare e mettere in pratica aumenterà esponenzialmente.

Discreto da soli, ottimo con gli amici

Tom Clancy’s Ghost Recon Wildlands è un gioco sicuramente valido, con un ottima grafica ed una buona colonna sonora, ma che ci ha convinto completamente però solo quando giocato con gli amici in multiplayer. Il titolo Ubisoft soffre infatti di una storia con poco mordente e di missioni alla lunga ripetitive se giocati da soli. Il discorso invece cambia radicalmente se giocato con amici, dato in questa modalità il titolo offre il meglio di se regalandovi tante ore di divertimento. Consigliato quindi soprattutto se avete qualcuno con cui affrontare il gioco.

Pro

  • Vasto e ricco di missioni
  • Graficamente riuscito
  • Divertentissimo con amici

Contro

  • Ripetitivo e a volte noiso da soli
  • Alcuni bug
7.8

Discreto

Webmaster secoli fa di AniGames.it e PlayNow.it, ora Founder di Videogiocare.it. Appassionato di tecnologia in generale e videogiochi in particolare, inizia il cammino di gamer con una introvabile Irradio TVG 888, per poi innamorarsi completamente del Commodore 64. Il resto è storia. Il suo motto è: "Questo è un problema per il Fabio del futuro".

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