Uncharted 4: Fine di un Ladro – Recensione

PS4

Nathan Drake è finalmente tornato!

Dopo una lunghissima attesa la Naughty Dog porta sulle nostre Playstation 4 l’epilogo della sua saga più famosa. Uncharted 4: Fine di un Ladro è l’avventura conclusiva delle gesta di Nathan Drake e di tutti i personaggi della saga che negli anni hanno accompagnato milioni di giocatori. Gli sviluppatori hanno dato fondo a tutta la loro sapienza e a tutta la loro passione regalandoci un’avventura che riempie gli occhi e il cuore, quasi costringendoci a non lasciare mai il pad per tutte le ore (circa 16) necessarie a terminare lo story mode principale. Racconterò la trama a grandi linee per evitare inutili spoiler, anche perché gli sceneggiatori hanno scritto una gran bella storia che va vissuta in prima persona. Drake è cambiato, ha optato per una vita più tranquilla anche se nel profondo del sue cuore le braci del desiderio di avventura sono ancora calde. Sarà il ritorno inaspettato del fratello Sam, creduto morto e invece tenuto prigioniero per 15 anni, che riattizzerà la fiamma e lo farà ripartire all’inseguimento del tesoro del pirata Avery e di Libertalia, la città senza padroni. Come nei più classici film di avventura in stile Indiana Jones il canovaccio di base è semplice, forse scontato, ma dalle dita dei ragazzi della Naughty viene fuori quasi una magia.

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Scenografia e sceneggiatura: due parole, un gioco

Il cuore della PS4 non ha mai battuto così forte. Il dettaglio grafico delle ambientazioni e i poligoni che danno vita ai personaggi sono da rimanere a bocca aperta. Davanti ai nostri occhi abbiamo un mondo reale, vivo, dettagliatissimo e curato in ogni più piccolo aspetto. Come tutte le avventure in terza persona, i passaggi sono abbastanza lineari, ma stavolta Nathan avrà a disposizione delle mappe enormi e piene di “scorci” interessanti, dove è possibile trovare oggetti, scoprire i pezzi mancanti che servono a dare spessore a tutti gli elementi di un’avventura totale. L’incredibile regia adottata dagli autori ci permette di vivere le parti di pura azione e le parti narrative con lo stesso trasporto: sparatorie, combattimenti (Nathan ha anche imparato a fare a pugni!), misteri e dialoghi mai banali costituiscono la spina dorsale di un prodotto che si posiziona come pietra di paragone per tutte le avventure che in futuro verranno create nel mondo videoludico. Il protagonista mostra ancora qualche difetto (in particolare l’uso della pistola rimasto non semplice), ma ha imparato ad usare le mani non solo per battersi, ma anche per utilizzare vari gadget creati su misura per dare pepe all’azione (soprattutto il rampino, anche se ci ricorda parecchio quello di Lara).

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Ultima abilità, ma non per importanza, è la modalità stealth. Drake ha imparato a fare le cose in silenzio e a rendersi invisibile grazie agli elementi dell’ambiente circostante. Senza far volare neanche una pallottola possiamo portare a termine quasi tutte le azioni necessarie a proseguire nel cammino, fino alla vittoria finale. Così Neil Druckmann e i suoi ragazzi sono riusciti ad arricchire un gameplay già entusiasmante: hanno optato per ampliare le possibilità invece che aggiustare quelle già esistenti, quasi a voler miscelare novità e continuità in un gioco che nei passati capitoli aveva già riscosso un enorme successo. La colonna sonora è eccezionale e i dialoghi, che non solo raccontano elementi della storia ma completano la connotazione di ogni singolo personaggio, sono degni di un film come solo Spielberg negli anni ottanta/novanta è stato in grado di realizzare.

Lo stato dell’arte

Uncharted 4: Fine di un Ladro è il gioco che tutti vorremmo giocare almeno una volta. I signori della Naughty Dog, quando pensavamo che ci avessero già fatto vedere tutto, hanno fatto una specie di magia. Avventura, azione, storia si mescolano all’interno di un mondo ricreato alla perfezione. Dalla grafica al sonoro, anche cercando il pelo nell’uovo, non possiamo che tributare i giusti onori ai realizzatori di questo titolo. Per la prima volta si può dire che il gioco vale ogni centesimo del suo prezzo.

Pro

  • Grafica eccellente
  • Sceneggiatura e regia da oscar
  • Gameplay avvincente

Contro

  • Forse l'uso della pistola poteva migliorare
9.7

Da non perdere

Svezzato a NES, cresciuto a PlayStation e Xbox e sfamato a PC gaming. Ha accolto con entusiasmo il progetto videogiocare.it. Purtroppo spesso non è d’accordo con il pensiero generale riguardo i giochi, ma qualcuno deve pur cantare fuori dal coro. Il suo motto è: “Bisogna prestare poca fede a quelli che parlano molto”. Oh, non lo ha detto lui, ma Catone.

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