Watch Dogs 2 – Recensione

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Ad essere sincero, il primo Watch Dogs non mi era dispiaciuto. Non era certamente un gioco esente da difetti, e certo non era un capolavoro, ma mi era piaciuto. “L’ho finito, e quando un gioco arrivo a finirlo vuol dire che, almeno a gusto mio, è un gioco che vale la pena acquistare”: questo è un pò il leitmotiv che utilizzo quando qualcuno mi chiede, chiaccherando, un giudizio od un consiglio su un gioco che non ha collezionato voti altissimi su siti e riviste di settore. E l’ho usato anche per il primo Watch Dogs.

E’ quindi con una certa curiosità che ho lanciato per la prima volta questo nuovo capitolo, nonostante una certa diffidenza iniziale per un cambio di protagonista che sembrava indirizzare il gioco su binari piuttosto diversi rispetto al precedente capitolo. E infatti…

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Cambia il protagonista e cambierai il gioco

Aiden Pearce era un protagonista estremamente diverso, e di conseguenza rendeva diversa un pò tutta l’atmosfera di gioco. Era un personaggio serio, introverso, solitario, e viveva una storia decisamente sofferta, che partiva da presupposti drammatici. Marcus Holloway invece è un personaggio completamente diverso: è scherzoso, estroverso, usa un linguaggio estremamente giovanile e fa parte di un strampalato gruppo di hacker del DedSec, decisi nuovamente a combattere la Blume, l’azienda che ha creato il sistema di controllo ctOS.

Personalmente mi ha ricordato molto Will Smith, ovviamente nelle sue interpretazioni giovanili come “Il principe di Bel Air“. Tutta l’atmosfera che si respira nel gioco è quindi molto più leggera rispetto al primo capitolo, a volte sfociando persino nel ridicolo o nel grottesco (basti pensare al personaggio di Wrench).

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Ovviamente questo cambiamento non può essere considerato un vero e proprio difetto, visto che si tratta di una scelta stilistica che magari ad alcuni piacerà. In generale però il gioco, specie per le tante situazioni assurde e paradossali, assomiglia ora molto più a Saint Row che non al primo Watch Dogs, perdendo molto fascino sulla credibilità della storia. Anche il fatto che Marcus si trovi in alcune situazioni a sparare e a causare delle vere e proprie carneficine contribuisce a rendere il gioco molto poco credibile e realistico.

Ma del resto è anche probabile che questo cambiamento fosse proprio quello a cui puntava Ubisoft: un gioco scanzonato, infarcito di slang giovanile, più improntato al divertimento che non al realismo. E, da questo punto di vista, il gioco fa sicuramente centro. Watch Dogs 2 infatti riesce a fare quello che, alla fine dei conti, dovrebbe fare un gioco: divertire. La storia è ricca di momenti che strapperanno più di un sorriso ai giocatori, San Francisco è una città viva e ricca di opportunità che la faranno sembrare a tratti un grande parco giochi dove sfruttare le vostre abilità, e le missioni che dovrete affrontare saranno sempre piuttosto varie ed originali, evitando il rischio (sempre alto nei titoli open world, Mafia III docet) della ripetitività delle missioni.

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Ottimo anche il doppiaggio, completamente in italiano, e la colonna sonora, che alterna brani dallo stile più moderno ad alcuni più “vintage”, specie in alcune sequenze di gioco che strizzano l’occhio a film e telefilm anni 80 e 90.

Tecnicamente Watch Dogs 2 è abbastanza ben realizzato, con una grafica gradevole e con una città molto ben sviluppata, anche se il titolo Ubisoft certo non fa gridare al miracolo rispetto a titoli anche più datati come GTA V. Unico difetto rimarchevole da questo punto di vista è la fisica durante le fasi di guida di moto e veicoli: movimenti innaturali, frenate molto poco realistiche ed un sistema di collisione decisamente pessimo.

Poco realistico ma molto divertente

Watch Dogs 2 è un gioco che alterna pregi e difetti, ma che globalmente ci ha convinto e divertito. Il titolo Ubisoft si distacca molto dallo stile più serio e realistico del primo capitolo e punta su un genere scherzoso, assurdo e divertente. Se da un lato tutto questo finisce per proporre una storia molto poco appassionante e credibile, dall’altro rende il gioco piuttosto vario e divertente, strappando un sorriso in molte occasioni. Peccato per alcuni difetti invece oggettivi, come il pessimo sistema di guida che, seppur migliorato rispetto al primo capitolo, continua ad essere il vero tallone d’achille del gioco. Un titolo sicuramente consigliato per il divertimento che può offrire, a patto di non aspettarsi un gioco maturo o con una trama appassionante.

Pro

  • Divertente
  • Estremamente vario nelle missioni
  • Buona colonna sonora e ottimo doppiaggio

Contro

  • Nessun realismo
  • Trama poco appassionante
  • Il sistema di guida è pessimo
8

Bello

Webmaster secoli fa di AniGames.it e PlayNow.it, ora Founder di Videogiocare.it. Appassionato di tecnologia in generale e videogiochi in particolare, inizia il cammino di gamer con una introvabile Irradio TVG 888, per poi innamorarsi completamente del Commodore 64. Il resto è storia.
Il suo motto è: “Questo è un problema per il Fabio del futuro”.

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