Yakuza 0 – Recensione

PS4
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Non posso negare che il brand di Yakuza abbia sempre esercitato su di me un certo fascino.
Fin dai tempi del primo capitolo infatti, su PS2, si avvertiva quella leggera aria “alla Shenmue“: una vita quotidiana giapponese raccontata con dovizia di particolari, un senso di onore e tradizione che si mescolava sapientemente all’azione più spettacolare tipica dei picchiaduro.
Intendiamoci: Shenmue rimane un titolo profondamente diverso, molto più intimo e riflessivo rispetto a Yakuza. Però (ad oggi) la serie dedicata all’universo della malavita giapponese è forse il titolo che più si avvicina allo storico titolo SEGA (che, guarda caso, produce entrambi).
E’ stato quindi con estrema felicità che mi sono tuffato nella recensione di questo nuovo Yakuza 0, prequel in esclusiva su PlayStation 4 che racconta la storia iniziale del protagonista della serie, Kazuma Kiryu, il Dragone di Dojima, e Goro Majima, prima che diventi nei capitoli successivi il Cane Rabbioso di Shimano.

Piangi, che ben hai donde, Italia mia

Evitando con cura spoiler o altro, quello che colpisce fin dalle prime battute di gioco è (come da tradizione della serie) una storia profonda, raccontata nel dettaglio e ricca di particolari, con dialoghi lunghi e conditi da un’ottima recitazione. Chi ha già giocato i precedenti capitoli di Yakuza, del resto, sa di andare incontro a tantissime parti parlate durante il gioco. E qui possiamo toglierci subito il classico sassolino nella scarpa, quello che a conti fatti rappresenta il vero, grande difetto di questo Yakuza 0: la mancanza dell’italiano.

In un gioco così ricco di storia, dialoghi e colpi di scena, infatti, l’italiano rappresenta forse uno degli ostacoli più grandi ad un successo commerciale del gioco. Personalmente non ho avuto grandi difficoltà a seguire la storia, ma purtroppo è innegabile che tante persone con minore dimestichezza con la lingua inglese possano sentirsi scoraggiate a comprare questo Yakuza 0, sapendo di dover ricorrere costantemente al dizionario (o ad una app di traduzione sul proprio smartphone) per capirci qualcosa.

Ed è un vero peccato, perchè Yakuza 0 (ma tutta la serie in generale) meriterebbe molto più successo ed una diffusione molto maggiore rispetto a quella attuale, che ha raggiunto buoni risultati ma continua ad essere considerato troppo spesso un prodotto quasi “di nicchia”. E, da questo punto di vista, la lingua italiana avrebbe sicuramente aiutato moltissimo ad una maggiore diffusione nel nostro paese.

Un parco divertimenti anni 80

Yakuza 0 infatti ha veramente tanto da offrire: oltre alla già citata trama ha dalla sua moltissime trovate originali e divertenti per intrattenere il giocatore. Ci sono le sale giochi dove tuffarvi nei titoli SEGA del passato (il gioco è ambientato nel 1988), ci sono i locali notturni dove intrattenervi con bellissime ragazze, ci sono negozi, ristoranti, campi da baseball, bowling e tanto, tanto altro.

E, ovviamente, ci sono i combattimenti, vero fulcro che anima tutta la serie. In questo capitolo poi, oltre ad una buona varietà di gameplay dovuta al fatto di controllare due protagonisti (Kazuma Kiryu e Goro Majima) c’è anche la varietà dei diversi stili di lotta che potremo cambiare liberamente durante gli scontri, in base al nemico di turno e all’ambiente circostante, rendendo l’esperienza decisamente varia e divertente, e soprattutto mai ripetitiva.

A voler trovare un ulteriore difetto, oltre la lingua, in tutto questo parco divertimenti, c’è forse il fatto che i tanti dialoghi a volte risultano troppo lunghi (specie nelle fasi iniziali di gioco), rendendo il gioco a volte eccessivamente verboso. Ma per fortuna l’ottima storia e l’eccellente recitazione giapponese rendono il tutto facilmente sopportabile.

Tecnicamente il gioco è davvero un bel vedere: graficamente è estremamente ben realizzato, le animazioni sono decisamente buone e ogni angolo di Kamurocho è ricreato alla perfezione.  A chiudere troviamo poi una colonna sonora perfettamente in tema ed un doppiaggio (in giapponese) molto ben riuscito e ottimamente recitato, che contribuisce ancora di più a rendere realistica e credibile l’ambientazione del giappone di tutti i giorni.

Uno dei migliori capitoli della serie

Yakuza 0 si rivela uno dei migliori capitoli della serie: lungo, appassionante, vario, divertente, pieno zeppo di posti da visitare, storie da scoprire, attività da svolgere. Il gioco può essere terminato in circa 25-30 ore, ma questo vi farà vedere solo una piccola parte di quanto il titolo SEGA abbia da offrire (si parla di oltre 100 ore globali, ma non abbiamo avuto modo di verificarlo). Peccato solo per la mancanza della lingua italiana, vero tallone d’Achille che avrebbe garantito probabilmente una diffusione maggiore ad una serie che merita davvero il successo anche fuori dal Giappone. Se non avete problemi con l’inglese, compratelo ad occhi chiusi: si tratta di una delle esclusive migliori per PS4, e di un gioco davvero unico nel suo genere.

Pro

  • Storia intensa ed appassionante
  • Tantissime cose da fare
  • Perfetta riproduzione del Giappone anni 80
  • Sistema di combattimento riuscito

Contro

  • Mancanza dell'italiano
  • A tratti eccessivamente verboso
9

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Webmaster secoli fa di AniGames.it e PlayNow.it, ora Founder di Videogiocare.it. Appassionato di tecnologia in generale e videogiochi in particolare, inizia il cammino di gamer con una introvabile Irradio TVG 888, per poi innamorarsi completamente del Commodore 64. Il resto è storia. Il suo motto è: "Questo è un problema per il Fabio del futuro".

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