Dopo un primo capitolo capace di conquistare pubblico e critica con la sua delicatezza visiva e narrativa, Planet of Lana torna con un sequel che si presenta con un obiettivo ambizioso: non limitarsi a replicare la formula, ma raffinarla, ampliarla e portarla a maturazione.
Il risultato, almeno per quanto abbiamo potuto vedere, è un’opera che mantiene intatta l’identità originale – un platform con forte componente puzzle – ma la arricchisce con maggiore varietà, profondità emotiva e una messa in scena ancora più consapevole. Un titolo che richiama inevitabilmente capolavori del passato come Another World e Flashback, ma che non vive di nostalgia: costruisce qualcosa di proprio, con una voce chiara e riconoscibile.
Un legame che guida il gameplay
Al centro dell’esperienza tornano Lana e il piccolo Mui, coppia ormai iconica che rappresenta il fulcro emotivo e ludico del gioco. La struttura resta quella di un platform cinematografico scandito da enigmi ambientali, sezioni di esplorazione e momenti di tensione calibrata. Tuttavia, il secondo capitolo introduce una maggiore varietà situazionale che arricchisce il ritmo complessivo.
La gestione di Mui è sempre intuitiva e immediata: impartire comandi, coordinare azioni, sfruttare le abilità complementari dei due protagonisti è naturale e gratificante. Il loro aiutarsi reciprocamente non è mai un artificio meccanico, ma una scelta narrativa coerente. Ogni soluzione è costruita attorno alla fiducia e alla collaborazione, elementi che si riflettono tanto nel gameplay quanto nella storia.
La difficoltà è ben calibrata: alcuni puzzle richiedono osservazione e riflessione, ma non scivolano mai nella frustrazione. Il gioco stimola senza punire, accompagna senza banalizzare. È una linea sottile, e Planet of Lana II riesce a mantenerla con eleganza.
Un mondo più vario e più vivo
Una delle evoluzioni più evidenti riguarda la struttura delle aree. Se il primo capitolo puntava molto sulla coerenza estetica, qui troviamo una suddivisione più marcata in ambientazioni distinte: foreste lussureggianti, cime innevate, profondità marine, caverne oscure, fabbriche e miniere. Non si tratta di semplici variazioni scenografiche, ma di contesti che influenzano concretamente le dinamiche di gameplay.
Ogni location introduce leggere modifiche nelle interazioni, nei pericoli e nel modo in cui affrontare gli ostacoli. Questo dona al titolo una maggiore varietà rispetto al passato e impedisce alla formula di diventare prevedibile. Il mondo di gioco appare più stratificato, più complesso, e soprattutto più coerente nella sua fusione tra natura e tecnologia, elementi che convivono e si scontrano in un equilibrio fragile e affascinante.
Un passo oltre la bellezza
Dal punto di vista visivo, Planet of Lana II compie un salto evidente. Se il primo capitolo era già artisticamente ispirato, questo sequel riesce nella non semplice impresa di migliorare ulteriormente. Le animazioni sono raffinate, fluide, espressive. Ogni scena sembra studiata per evocare emozione, ogni panorama è costruito con una sensibilità pittorica rara.
Su PlayStation 5 – dove noi abbiamo provato il gioco in anteprima grazie ad un codice review fornito dal publisher, portandolo a termine in circa 5 ore – il titolo si presenta con una resa tecnica solida, capace di valorizzare colori, profondità e dettagli ambientali senza compromessi.
A impreziosire il tutto torna la firma di Takeshi Furukawa, già noto per il lavoro su The Last Guardian e sul primo Planet of Lana. La sua colonna sonora orchestrale accompagna l’avventura con un taglio cinematografico ed emozionante, sottolineando i momenti chiave senza mai sovrastare l’esperienza. È una musica che respira con il gioco, che amplifica la poesia senza renderla retorica.
La narrazione resta affidata a una lingua inventata, scelta stilistica che potrebbe sembrare rischiosa ma che si conferma vincente. Nonostante l’assenza di dialoghi comprensibili, ciò che accade è sempre chiaro, leggibile, emotivamente diretto. La storia si sviluppa con naturalezza, introducendo colpi di scena riusciti e momenti di forte impatto emotivo.
Il focus sul rapporto tra Lana e Mui conferisce all’intera esperienza un tono intimo e coinvolgente. È un racconto che parla di legame, sopravvivenza e speranza, senza bisogno di spiegazioni ridondanti. E proprio in questa essenzialità trova la sua forza.
Planet of Lana II non stravolge la formula del primo capitolo, ma la perfeziona con intelligenza. Più vario nelle ambientazioni, più maturo nella messa in scena, più ricco nel ritmo, riesce a essere al tempo stesso familiare e sorprendente. È un platform puzzle elegante, emotivo e rifinito, capace di rendere omaggio ai grandi classici del passato senza restarne prigioniero. Chi non ama questo genere di giochi sicuramente non cambierà idea con questo, ma per chi ha amato il primo capitolo può poter tornare, finalmente, a restare incantati davanti allo schermo.
The Review
Un piccolo gioiello
Planet of Lana II è la dimostrazione di come non servano produzioni mastodontiche per realizzare un’esperienza memorabile. Cura artistica, coerenza ludica e sensibilità narrativa si fondono in un’opera che emoziona senza forzature. Un titolo coinvolgente, poetico e sorprendentemente maturo, che conferma il talento dello studio e alza ulteriormente l’asticella qualitativa della serie.
PRO
- Direzione artistica straordinaria
- Colonna sonora di grande impatto
- Il gameplay cooperativo tra Lana e Mui sempre appagante
- Ottima varietà di ambientazioni e situazioni
- Narrazione emozionante e ben costruita
CONTRO
- Formula di base volutamente conservativa
- Più lungo del primo, ma sempre breve










