Ubisoft ha avviato una nuova fase del proprio piano di riorganizzazione globale, annunciando la chiusura di due studi di sviluppo e una serie di cambiamenti interni che potrebbero portare alla perdita di fino a 380 posti di lavoro.
La società ha deciso di interrompere le attività degli studi di Winnipeg e Belgrado, mentre la sede di Barcellona verrà ristrutturata per concentrarsi esclusivamente sui progetti legati a Rainbow Six. Parallelamente sono state comunicate modifiche organizzative anche all’interno del team Global Publishing, con una riduzione di ruoli in diverse aree dell’azienda.
Il piano di riduzione dei costi di Ubisoft
Lo studio di Winnipeg era stato fondato nel 2018 e impiegava circa 100 persone. Il team si occupava principalmente dello sviluppo delle tecnologie alla base dei motori grafici proprietari Anvil e Snowdrop.
La sede di Belgrado, aperta nel 2016, aveva invece collaborato a numerosi progetti della compagnia, tra cui The Crew 2, Tom Clancy’s Rainbow Six, Riders Republic e Skull & Bones.
Le nuove chiusure si inseriscono all’interno del più ampio programma di contenimento dei costi annunciato da Ubisoft negli ultimi mesi. Il piano ha già portato alla cancellazione di almeno sei giochi, al rinvio di altri sette progetti e alla chiusura di diverse strutture produttive in varie parti del mondo.
Negli ultimi mesi l’azienda aveva già confermato circa 100 licenziamenti presso Red Storm Entertainment, storico studio legato ai giochi di Tom Clancy, oltre a ulteriori tagli presso la sede centrale di Parigi e altri team internazionali, compreso quello di Toronto.
L’obiettivo dichiarato da Ubisoft è ridurre ulteriormente i propri costi fissi di circa 200 milioni di euro nel corso dei prossimi due anni.
Queste misure fanno parte di quello che la società ha definito un “major reset“, una profonda riorganizzazione interna che prevede la trasformazione dei team creativi in strutture autonome, descritte come vere e proprie “creative houses”.
La ristrutturazione rappresenta uno dei cambiamenti più significativi affrontati da Ubisoft negli ultimi anni e conferma la volontà dell’azienda di ridefinire il proprio modello operativo in un periodo particolarmente complesso per l’intera industria videoludica.






