A Plague Tale Innocence – Recensione: un gioco poetico, emozionante e lineare

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A Plague Tale: Innocence è stato un titolo che, prima della data di uscita, ha saputo attirare su di sé l’attenzione del grande pubblico piano piano, lentamente, grazie soprattutto alle anteprime e ai video apparsi in rete.

Il titolo sviluppato dai francesi di Asobo Studio e pubblicato da Focus Home Interactive è apparso da subito un titolo promettente, pieno di fascino e tecnicamente sorprendente.

Ovviamente, tra i video ed il gameplay vero e proprio, di acqua sotto i ponti ne passa davvero tanta, ed è solo provando un gioco con mano che è possibile sapere veramente se è riuscito a mantenere le promesse fatte in fase di promozione.

Ora che abbiamo terminato il gioco su PC, grazie ad un codice review fornito dal publisher, siamo finalmente pronti a raccontarvi le nostre impressioni.

Un quadro in movimento

Fin dai primissimi minuti di giochi, A Plague Tale: Innocence si rivela una vera gioia per gli occhi. Complice l’ambientazione francese trecentesca (il gioco si svolge infatti nel 1348, in piena Guerra dei cent’anni) ai giocatori sembrerà quasi di trovarsi davanti ad un quadro in movimento, caratterizzato da colori e paesaggi davvero incantevoli.

E non solo: andando avanti tutto questo non solo non andrà scemando, ma anzi saprà costantemente sorprendervi, regalandovi ambientazioni e personaggi di gioco sempre nuovi e suggestivi, e soprattutto proponendo alcuni scorci su paesaggi che vi porteranno più di una volta a prendervi una pausa dal gioco, solo per godevi al meglio il bellissimo spettacolo.

Il gioco ci mette nei panni di Amicia, una ragazza nobile costretta a fuggire perché braccata dagli Inquisitori, e che durante le (tante) fasi stealth e le (poche) sessioni di combattimento dovrà anche prendersi del cura del fratellino minore Hugo, nostro compagno nel corso dell’ avventura e ammalato di un male oscuro.

Il tutto è accompagnato da una colonna sonora davvero suggestiva, perfettamente in tema con l’ambientazione, e da un buon doppiaggio in lingua inglese con sottotitoli in italiano.

Un’avventura semplice ed emozionale

Con il progredire della storia e del gioco, A Plague Tale: Innocence conferma piano piano i suoi punti di forza, ma anche il suo limite più grande, nonostante forse per qualcuno possa anche non essere tale.

Tra i punti di forza, oltre al comparto tecnico e all’ambientazione di cui abbiamo parlato, spiccano senza dubbio la bellissima storia di Amicia e Hugo, che risulterà ora dopo ora sempre più profonda, coinvolgente, matura, ed estremamente drammatica, e l’ottimo gameplay stealth, caratterizzato da un buon level design e accompagnato da eccellenti animazioni.

Di contro però il gioco è anche estremamente lineare e non propone praticamente nessuna fase di esplorazione, se si esclude qualche piccola zona extra per raccogliere le risorse necessarie per potenziare la nostra fionda o ed ampliare l’inventario necessario per distrarre le guardie.

Tutto questo si traduce in gioco coinvolgente da un punto di vista narrativo ed emozionale, ma anche in un titolo abbastanza lineare e con un livello di sfida decisamente livellato verso il basso.

Non che questo sia necessariamente un difetto, del resto accade spesso che i giochi che puntano tutto sull’emozione del videogiocatore (prendete giochi come Unravel o RiME, ad esempio) trascurino volontariamente esplorazione o missioni secondarie. E più di una volta mi è capitato di confrontarmi con giocatori che preferiscono questo piuttosto che il solito e dispersivo open world.

Sta quindi a voi decidere se questo sia un difetto o no: se cercate un gioco difficile o in cui passare tante ore in missioni secondarie, A Plague Tale: Innocence potrebbe forse parzialmente deludervi.

Ma sarebbe davvero un peccato perdervelo, perché il titolo firmato Asobo Studio è un gioco che ci ha davvero conquistato, e con cui abbiamo passato circa 12 ore davvero emozionanti e, a tratti, indimenticabili.

Emozionante, profondo, maturo… e semplice

A Plague Tale: Innocence si è rivelato uno dei migliori single player degli ultimi tempi: emozionante, intenso, drammatico, maturo e appassionante. Il lavoro svolto da Asobo Studio è davvero notevole, sia a livello narrativo che da un punto di vista tecnico. Il gioco è infatti graficamente splendido, e propone un’ambientazione storica piena di fascino. Il titolo non risulta particolarmente impegnativo come livello di sfida, e scorre su binari che non lasciano spazio all’esplorazione o a missioni secondarie, ma se siete disposti a non considerarli necessariamente dei difetti ma una precisa scelta stilistica, potrete godervi un gioco davvero bellissimo. Non perdetevelo. 

Pro

  • Storia profonda ed emozionante
  • Graficamente splendido
  • Ottima colonna sonora
  • Buona recitazione dei personaggi
  • Gameplay stealth riuscito, e con più approcci per ogni situazione di gioco

Contro

  • Basso livello di sfida
  • Molto lineare
  • Longevità non altissima
8.5

Molto buono

Webmaster secoli fa di AniGames.it e PlayNow.it, ora fondatore di Videogiocare.it. Appassionato di tecnologia in generale e videogiochi in particolare, inizia il cammino di gamer con una introvabile Irradio TVG 888, per poi innamorarsi completamente del Commodore 64. Il resto è storia. Il suo motto è: "Questo è un problema per il Fabio del futuro".

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