Avatar: Frontiers of Pandora – Recensione

PC PS5 XBOX SERIES X/S

AVATAR: FRONTIERS OF PANDORA RECENSIONE – Fin dalla sua prima uscita cinematografica, che ormai risale al lontano dicembre 2009, Avatar era sembrato perfetto per una sua trasposizione videoludica. L’opera firmata da James Cameron, oltre ad essere ancora oggi il film con maggiore incassi di tutti i tempi, vinse ben 3 premi oscar: miglior fotografia, miglior scenografia e migliori effetti speciali. Tre premi che indicano chiaramente la forza visiva del colossal, e così in tanti iniziarono a sognare un videogioco che rendesse onore ad un’opera di così ampio successo.

Ci sono voluti ben 14 anni perché il desiderio si realizzasse, ma finalmente Ubisoft ha portato tanti appassionati a vivere in prima persona le avventure dei Na’vi su Padora. Del resto parliamo di una software house che di open world in prima persona se ne intende davvero tanto (basti pensare alla serie Far Cry), e di conseguenza le aspettative per il titolo erano davvero alte.

Ora che abbiamo terminato il gioco grazie ad un codice review fornito da Ubisoft per Xbox Series X, siamo pronti a raccontarvi come sempre le nostre impressioni sul gioco.

A bocca aperta su Pandora

Il suo lato migliore, Avatar: Frontiers of Pandora lo mostra subito. Il gioco visivamente è uno spettacolo, e mostra i muscoli fin dalle prime battute di gioco. Ubisoft è riuscita nel non facile compito di restituirci una Pandora che lascia a bocca aperta. Il mondo di gioco è sconfinato e ricco di dettagli, la vegetazione è rigogliosa e colorata, e gli animali sono realistici e animati con cura. Insomma, uno dei punti di forza più evidenti del gioco  è sicuramente la grafica.

Il sistema di combattimento del gioco (che inizialmente, ad essere onesti, ci ha ricordato molto quello di Far Cry Primal) è inoltre fluido e coinvolgente. Il giocatore può utilizzare una varietà di armi forse non molto ampia (circa 8) ma sufficiente per non annoiare, e può contare su abilità per affrontare i nemici, sia umani che Na’vi. Il livello di difficoltà è inoltre ben bilanciato e offre tutto sommato anche una buona sfida.

Il mondo di Pandora, poi, è pieno di cose da scoprire. Il giocatore, data l’impossibilità di accedere a missioni di livello troppo elevato, è spinto ad esplorare foreste, montagne e canyon alla ricerca di nuovi luoghi da visitare, oggetti da collezionare e sfide da affrontare. Tutto questo nell’ottica di far aumentare di livello il nostro personaggio per poter proseguire nella campagna principale.

Una ripetitività conosciuta

Avatar: Frontiers of Pandora soffre anche di alcuni limiti, è il più evidente è la ripetitività delle missioni, sia principali che secondarie. Molte delle missioni del gioco si basano su schemi simili, con obiettivi che si ripetono spesso, primo fra tutti quello di andare in una certa zona e liberarla. Questo può rendere l’esperienza di gioco un po’ monotona, soprattutto con l’avanzare delle ore di gioco. Abbiamo impiegato circa 20 ore per arrivare ai titoli di coda, e non possiamo nascondere che alcune missioni le avremmo volentieri saltate.

Si tratta, del resto, di un tipo di ripetitività che gli amanti delle avventure RPG open world ben conoscono, e che affligge moltissimi esponenti del genere, specie nelle missioni secondarie.




Il secondo limite principale, ma tutto sommato più marginale, è una storia che non brilla particolarmente, piuttosto piatta e prevedibile, ricca di cliché e avara di colpi di scena. Per fortuna però l’ottima caratterizzazione dei personaggi di gioco riesce a donare al titolo Ubisoft più profondità di quanto ci saremmo aspettati, e vivere la lotta tra i Na’vi e i colonizzatori umani è risultato a tratti anche piuttosto interessante.

Perfetto per i fan, un po’ meno per gli altri

Avatar: Frontiers of Pandora è un’esperienza affascinante, ma con dei limiti che ne frenano il potenziale. Il gioco regalerà sicuramente ore di divertimento ai fan della serie Avatar, che finalmente possono vivere le avventure dei Na’vi su una Pandora davvero splendida da vedere, e godersi un sistema di combattimento tutto sommato riuscito. Tuttavia, chi non ama l’universo cinematografico ideato da James Cameron potrebbe restare parzialmente deluso da una storia poco avvincente e dalla ripetitività di molte missioni, trovando nel nuovo FPS di casa Ubisoft un titolo gradevole ma che non spicca tra i tanti esponenti del genere.

PRO

  • Graficamente splendido
  • Ottimo sistema di combattimento
  • Personaggi ben caratterizzati
  • Un sogno per i fan della serie

Contro

  • Storia piuttosto piatta e avara di colpi di scena
  • Tante missioni ripetitive
7.6

Buono

Giornalista iscritto all'Ordine di Roma. Webmaster secoli fa di AniGames.it e PlayNow.it, ora fondatore di Videogiocare.it. Appassionato di tecnologia in generale e videogiochi in particolare, inizia il suo cammino con una introvabile Irradio TVG 888, per poi innamorarsi completamente del Commodore 64. Il resto è storia.

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