Bravely Second: End Layer – Recensione

3DS

NON ESISTE SOLO FINAL FANTASY

Bravely Second: End Layer è l’attesissimo, almeno dagli appassionati di genere, sequel di Bravely Default che, circa 2 anni orsono, diede nuova linfa ai giochi JRPG (Japan Role Play Game – Gioco di ruolo in stile giapponese). Trenta mesi dopo la conclusione della storia raccontata nel primo capitolo la situazione a Luxendarc non è affatto migliorata: i giocatori si troveranno davanti agli occhi una terra devastata e martoriata dagli strascichi della Guerra dei Cristalli. Ma appena il tempo per renderci conto della situazione e il giocatore viene subito catapultato nel cuore della nuova trama: un combattimento contro il malvagio Kaiser. Yew, questo il nome del nuovo protagonista, insieme alla sua compagnia, cerca in tutti i modi di sconfiggere il cattivone ma le sue armi e i sui alleati non si rivelano all’altezza del nemico che li sconfigge e li punisce rapendo la papessa Agnés (già vestale del Cristallo del Vento e incontrata nella prima avventura). Ma Yew non molla e così comincia la missione di salvataggio.

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Una puntata su un cavallo sicuro

Silicon Studio e Square-Enix portano sulla scena, in esclusiva per Nintendo 3DS, il secondo capitolo del loro RPG, che meno di 3 anni fa aveva incontrato il favore del pubblico. Nel momento in cui sembrava stessero per andare in scena le esequie di questo particolare genere di gioco di ruolo, Bravely Default piomba sugli schermi per urlare la sua esistenza. L’accoglienza fu a tal punto calorosa da far inneggiare alla nascita di una vera alternativa all’incontrastato domino di Final Fantasy; ma forse per paura di osare troppo o di deludere le crescenti aspettative, gli sviluppatori hanno realizzato un prodotto molto simile al primo capitolo introducendo alcune novità e molti personaggi nuovi (lasciando anche molti di quelli già incontrati), ma rimanendo molto fedeli al prodotto che tanto successo aveva ottenuto. Il sistema di gioco è quello classico dei turni e la scelta di utilizzare gli ambienti già visitati e i personaggi già incontrati danno una continuità di trama e di gioco che farà venire i brividi a tutta la numerosa fan base.

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I combattimenti che già avevano introdotto novità rispetto al genere (le modalità Brave e Default ci facevano accumulare turni o spenderne vari consecutivamente variando moltissimo il ritmo classico di un RPG) si arricchiscono anche della modalità Bravely Second, con la quale possiamo congelare l’azione e utilizzare il momento di sospensione per completare indisturbati la nostra azione, anche se per avvalerci di questa modalità dovremo accumulare dei punti non proprio banalmente (evito spoiler). La trama, oltre a guidare la storia, traccia anche le modalità di ottenimento di tutte le classi disponibili e le side quest diventano forse troppo accessorie (alle volte servono solo per fare soldi). Le aggiunte grafiche e sonore sono quasi impercettibili, al netto della ottima realizzazione artistica e musicale di questo piccolo gioiellino. Il titolo può essere giocato a vari livelli di difficoltà e questo rende molto interessante la possibilità di “rigiocare”, dando una maggiore longevità ad un titolo già abbastanza lungo. Il lavoro fatto dai ragazzi di Silicon Studio è stato ottimo: la scelta di continuità e perfezionamento di un prodotto collaudato ha evitato a Bravely Second: End Layer la nomea di more of the same e ha assicurato il supporto degli entusiasti che sicuramente faranno da traino ai nuovi giocatori. Secondo il nostro parere è un titolo che i possessori della console stereoscopica della grande N devono avere, ma sinceramente crediamo che sarebbe un’ottima idea cominciare dal primo capitolo per godere appieno di questo secondo.

Pro

  • I combattimenti sono ancora la parte più bella
  • Grafica e Sonoro di prima qualità
  • Discretamente longevo

Contro

  • Non ci sono vere novità
  • Trama non chiara per chi non ha giocato il primo capitolo
8.2

Bello

Svezzato a NES, cresciuto a PlayStation e Xbox e sfamato a PC gaming. Ha accolto con entusiasmo il progetto videogiocare.it. Purtroppo spesso non è d’accordo con il pensiero generale riguardo i giochi, ma qualcuno deve pur cantare fuori dal coro. Il suo motto è: “Bisogna prestare poca fede a quelli che parlano molto”. Oh, non lo ha detto lui, ma Catone.

3 Commenti

  1. Mi sa che mi tocca farmi il primo 🙂

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  2. Kennin: non perdertelo! E’ stupendo! 😉

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  3. ricomincio dal primo e finisco con questo. Lo fondo il 3DS!!!

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