In un mercato dove il prezzo standard dei titoli AAA ha ormai raggiunto e consolidato la soglia degli 80€, la scelta di lanciare Clair Obscur: Expedition 33 a 50€ ha sollevato diverse domande tra i consumatori e gli analisti. Il CEO di Kepler Interactive, Alexis Garavaryan, è intervenuto ai microfoni della BBC per chiarire la visione dell’editore, spiegando che dietro questa cifra non vi è una mancanza di contenuti o di qualità, bensì una precisa strategia di posizionamento e di costruzione del brand.
Secondo Garavaryan, il pubblico odierno sta cambiando priorità: se in passato la fedeltà visiva e la longevità erano i principali motori d’acquisto, oggi i giocatori premiano l’innovazione e l’unicità dell’esperienza.
Il rispetto dei soldi e del tempo
L’obiettivo di Kepler Interactive è quello di invertire la tendenza inflattiva del settore, studiando il valore di mercato del titolo per poi proporlo a un prezzo deliberatamente più basso. Questa tattica mira a generare un senso di valore percepito superiore, facendo sentire il giocatore rispettato nelle sue risorse economiche e di tempo.
Il dirigente ha sottolineato come la fiducia del consumatore sia la risorsa più preziosa in un panorama videoludico estremamente affollato. Proporre Expedition 33 come un “affare” serve a tagliare il rumore di fondo della concorrenza, attirando l’attenzione su un progetto che, per direzione artistica e cura tecnica, non ha nulla da invidiare a produzioni dal budget superiore. La strategia sembra funzionare: il gioco ha ottenuto una visibilità straordinaria, supportata anche da una direzione artistica talmente ricercata che l’art book ufficiale è stato recentemente protagonista di un bizzarro caso di cronaca, venendo scambiato per un reperto antico dalle autorità.
In sintesi, Kepler Interactive punta a trasformare ogni acquisto in un investimento emotivo positivo per l’utente. Invece di massimizzare il profitto immediato sul singolo pezzo, l’editore preferisce consolidare la propria reputazione come realtà capace di offrire esperienze speciali a prezzi equi. Resta da vedere se questo modello di business diventerà un punto di riferimento per altri medi publisher o se rimarrà un’eccezione isolata in un’industria sempre più orientata verso l’alto dei listini. L’accoglienza entusiastica di pubblico e critica per il GDR francese suggerisce che la strada della sostenibilità economica per il giocatore possa essere una mossa vincente a lungo termine.











