Con Denuvo niente più giochi PC in rete, ma la pirateria conviene ancora?

Chi ne sente davvero la mancanza?

Con Denuvo niente più giochi PC in rete, ma la pirateria conviene ancora?

EDITORIALE – I tempi cambiano. Che sia in meglio o in peggio lo dirà solo il tempo stesso, visto che quasi sempre i cambiamenti vanno storicizzati per avere un giudizio più attendibile ed imparziale.

Ma se c’è un cambiamento che mette quasi tutti d’accordo sul fatto che sia positivo (pirati esclusi, ovviamente) è quello della legalità nel mondo dei videogiochi.

Chi infatti, come il sottoscritto, è figlio degli anni 80/90 e trovava le cassette per Commodore 64 con decine e decine di giochi pirata semplicemente in edicola, non può non essersi accorto di come la pirateria sia ormai messa alle strette e, soprattutto, come sia ormai quasi obbligatorio utilizzare solo giochi digitali in versione originale.

Se infatti su console la pirateria c’è sempre stata ma, complice una maggiore difficoltà di realizzazione e di utilizzo, ha sempre avuto una diffusione minore rispetto all’universo PC (nonostante, ad onor del vero, continui ad essere presente su PS4 e, soprattutto, su Nintendo Switch), nel mondo del gaming PC la pirateria ha invece sempre avuto una diffusione maggiore.

Tra i motivi c’è anche, ovviamente, quello di una maggiore facilità di utilizzo: scarica, metti il crack al posto dei file originali, avvia e gioca.

Il mercato dei giochi PC, però, è da sempre uno dei più floridi, complice la larga diffusione che ormai hanno i personal computer nel mondo moderno, e quindi non desta particolare stupore il fatto che le software house non si siano mai rassegnate alla sconfitta ed abbiano continuato a dare battaglia alla pirateria.

Tra i maggiori artefici della riscossa in questi ultimi anni c’è Denuvo, l’ormai celebre DRM che, aggiornamento dopo aggiornamento e dopo qualche sonora sconfitta, sembra oggi diventato insuperabile.

Sono infatti ormai tantissimi i giochi che, anche a distanza ormai di diversi mesi, non sono mai usciti in versione illegale in rete: basti pensare a titoli come Anno 1800 (aprile 2019), Mortal Kombat 11 (aprile 2019), Team Sonic Racing (maggio 2019), FIFA 20 (settembre 2019), Call of Duty: Modern Warfare (ottobre 2019),  e così via via fino al recentissimo e attesissimo Red Dead Redemption 2 (novembre 2019).

Nessuno di questi giochi, tutti famosissimi, è mai uscito in versione pirata, e a od oggi l’unico modo per giocarli è quello di ricorrere alla versione originale.

Ma c’è un dettaglio che, a mio giudizio, non va assolutamente sottovalutato per capire come i tempi stiano cambiando: il minor interesse da parte degli utenti verso la pirateria.

Basti pensare al recente AO Tennis 2: il gioco non è nemmeno protetto da Denuvo, ma nonostante fosse piuttosto noto ci sono voluti quasi 20 giorni perché un gruppo della scena pirata (peraltro quasi sconosciuto) lo pubblicasse in rete senza la protezione base di Steam.

Giochi in versione pirata: ne vale davvero la pena?

Cosa ha causato questo disinteresse quasi dilagante verso la pirateria? Perchè molti utenti (anche se non tutti, ovviamente) si sono rassegnati a farne a meno?

Probabilmente il motivo è duplice.

Il primo va probabilmente ricercato nella connessione internet. Molti giochi, infatti, hanno una componente multiplayer abbastanza importante, e spesso anche intrecciata al single player. Basti pensare ai vari The Division o alle fasi più complicate dei vari Dark Souls dove l’aiuto di altri giocatori può essere determinante in alcuni punti particolarmente difficili. Ma anche per fare una partita online a FIFA 20, o per provare il nuovo ed affascinante Red Dead Redemption Online è necessario essere collegati ai server del gioco, e con i giochi in versione pirata tutto questo è impossibile.

Il secondo motivo invece va ricercato nel fatto che oggi giocare su PC in versione digitale è molto economico.

Ci sono infatti moltissimi modi per risparmiare: basti citare i tanti siti che vendono i codici digitali, perfettamente legali. e che permettono un risparmio non indifferente. Tra i più popolari ricordiamo i nostri partner: Instant-Gaming, CDKeys e G2A.

Tutti siti sicuri, in cui è possibile comprare giochi PC (e non solo) anche utilizzando Paypal e ricevere praticamente all’istante la chiave per riscattare il gioco tramite la sua piattaforma ufficiale.

Per non parlare poi dei tanti abbonamenti disponibili su PC che consentono di avere accesso ad una libreria vastissima di titoli. Servizi come Uplay+, EA Origin Access Premier o il famosissimo Xbox Game Pass Ultimate consentono a tanti gamer di giocare tantissimi titoli anche appena usciti, e di scoprire magari anche qualche titolo interessante che magari non avrebbero nemmeno provato.

Dulcis in fundo: gli aggiornamenti. I giochi oggi godono infatti di continui aggiornamenti e patch che migliorano il titolo e correggono costantemente problemi. Utilizzare un gioco in versione pirata rende più complicato e scomodo mantenerlo costantemente aggiornato, senza contare che non tutti gli aggiornamenti escono poi in versione pirata.

Un destino difficile da prevedere

La pirateria è quindi destinata a scomparire? Difficile a dirsi. Probabilmente la pirateria non morirà mai completamente, visto che ci sono molti utenti che pur di risparmiare pochi euro preferiscono comunque rivolgesi alla versione pirata di un gioco piuttosto che a quella originale, rinunciando a tutti i benefici sopra elencati.

C’è però da dire che, come sempre, quando il mercato e le nuove tecnologie vanno incontro all’utente proponendogli tanti vantaggi ed un prezzo più basso rispetto al passato, in tanti a quel punto preferiscono prendere la strada più comoda, sicura e legale.

Webmaster secoli fa di AniGames.it e PlayNow.it, ora fondatore di Videogiocare.it. Appassionato di tecnologia in generale e videogiochi in particolare, inizia il cammino di gamer con una introvabile Irradio TVG 888, per poi innamorarsi completamente del Commodore 64. Il resto è storia. Il suo motto è: "Questo è un problema per il Fabio del futuro".

4 Commenti

  1. Ottimo articolo.
    Io personalmente da ragazzino piratavo l’impossibile, ora quasi nulla.
    Su console compro solo giochi originali in offerta, e su PC utilizzo Instant-Gaming per le ultime uscite, oppure sfrutto l’Xbox Game Pass.

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  2. La pirateria non morirà mai!

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  3. Nle 2020 la pirateria non ha più nessun senso.
    Non siamo negli anni 80-90, quando un gioco per Snes d’importazione costava anche 100-200 mila lire.
    Oggi tramite internet puoi comprarti il nuovo Mario o Zelda in digitale il giorno stesso dell’uscita a 45 euro.

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  4. Senso o non senso la pirateria esiste la dove le è concesso di esistere, difatti anche di fronte a prezzi irrisori i pirati non si sdegnano nel violare il gioco.Se non sono uscite le versioni pirata di alcuni giochi in particolare FIFA,FM20 e includerei anche PES2020 è perché essenzialmente risultano inviolabili .

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