Digital Foundry ha pubblicato una nuova analisi tecnica di Crimson Desert, concludendo che la versione PC è la migliore disponibile grazie alle tecnologie di ricostruzione del ray tracing di NVIDIA e AMD: rispettivamente Ray Reconstruction e Ray Regeneration.
Il gioco di Pearl Abyss utilizza il ray tracing per gestire l’illuminazione indiretta, elemento centrale dell’estetica visiva del titolo. Per contenere l’impatto sulle prestazioni, gli sviluppatori hanno però dovuto accettare compromessi significativi: la global illumination in ray tracing è stata ridotta a 1/16 di raggio per pixel, mentre i riflessi ray traced sono renderizzati a un quarto della risoluzione. Il denoiser applicato produce risultati non ottimali, appiattendo la resa grafica complessiva. Attivando Ray Reconstruction o Ray Regeneration, la situazione migliora in modo sostanziale: l’illuminazione diventa notevolmente più ricca e naturale, stabilendo una differenza visibile rispetto alle versioni console.
Il costo prestazionale delle tecnologie avanzate
Il miglioramento ha però un prezzo. Su una NVIDIA RTX 5080 in 4K, l’attivazione della Ray Reconstruction comporta un calo del frame rate di circa il 14%. Sulle GPU AMD il conto è più salato: con una RX 9070 XT l’impatto può arrivare al 24%. Per chi dispone dell’hardware adatto a gestire queste tecnologie, la versione PC di Crimson Desert supera anche la già impressionante versione PS5 Pro.
Vi ricordiamo che Crimson Desert uscirà il 19 marzo 2026 su PC, PlayStation 5 e Xbox Series X|S.











