Deathloop – Recensione

PC PS5

Lo ammetto: ho sempre avuto un debole per gli FPS firmati Arkane Studios, Ho amato Dishonored, Dishonored 2, Dishonored: La morte dell’Esterno ed il mai lodato abbastanza Prey. Il loro essere un perfetto mix tra action (poco) e stealth (molto), con una trama interessante e soprattutto con un level design ispiratissimo, ha reso la software house francese una di quelle che seguo con maggior interesse.

Non vi sorprenderà quindi sapere che, fin da quando è stato annunciato per la prima volta per PS5 e PC (ma siamo pronti a scommettere che ora che Arkane Studio è entrata a far parte di Xbox Game Studio, il gioco presto arriverà anche su console Microsoft), Deathloop è stato un di quei titoli che ho atteso maggiormente, sperando di ritrovare ancora una volta la magia firmata Arkane.

Ora che abbiamo potuto terminare il gioco in circa 15 ore grazie ad un codice review per PC fornito da Bethesda,  scopriamo insieme se il team francese ha fatto centro ancora una stavolta.





Ricomincio da capo

Esattamente come nel celebre film con Bill Murray, il plot narrativo di Deathloop è basato sul loop temporale: il protagonista Cort infatti si ritroverà a rivivere costantemente una giornata, 24 ore, suddivise in quattro aree temporali: mattina, mezzogiorno, pomeriggio e sera.

Il motivo? Non è chiaro nemmeno a Cort, e noi di certo non vi rovineremo la sorpresa con qualche spoiler: e tutto quello che risulta chiaro fin dai primi istanti di gioco al protagonista è che deve spezzare il loop temporale, e per riuscirci dovrà uccidere gli 8 visionari, capitanati da Julianna Blake, dotati di poteri speciali e dediti alla protezione del loop.

Le informazioni inizialmente sono tante, e quasi tutte raccontate tramite i documenti che troverete sparsi per Blackreef, e questo potrebbe rendere un po’ farraginose le prime fasi di gioco. Non temete però, perchè con l’andare il gioco tutto sarà via via più chiaro. Inoltre se inizialmente può sembrare complicato riuscire ad eliminare tutti i Visionari in una singola giornata, scoprirete presto che non sarà così.

Questo perché il menù e le indicazioni di gioco saranno sempre chiare e precise man mano che raccoglierete le informazioni che vi saranno utili ad uccidere rapidamente gli 8 Visionari, vi sarà mostrato chiaramente dove e quando andarci.

Facciamo un esempio per rendervi più chiaro come funziona Deathloop e come sfruttare le informazioni che raccoglierete in ogni giornata che vivrete. In una giornata potete uccidere un Visionario, ad esempio perchè lo avete incontrato la mattina. In quella stessa giornata non trovate però  altri Visionari, e siete costretti ad andare avanti e terminarla senza averli uccisi tutti.

Nella run successiva, però, potrete scoprire che quello stesso visionario al mattino o alla sera si incontra con un altro Visionario, e quindi se non lo uccidete la mattina ma attendete l’incontro, potrete ucciderne ben due contemporaneamente.

E’ così che funziona Deathloop, ed è proprio qui che c’è la sua forza. Si tratta infatti di un gioco estremamente originale, diverso da tanti titoli simili, che porta il giocatore a dover esplorare e conoscere ogni dettaglio del mondo di gioco e della giornata che vivremo ripetutamente per riuscire spezzare il loop.

Molto originale, poi, anche l’idea di proporre un multiplayer PvP diverso dal solito: oltre all’avventura in single player con Cort, infatti, è possibile vestire i panni di Julianna Blake invadendo il mondo di un altro giocatore online e capovolgendo la situazione, tentando così di ucciderlo per difendere, paradossalmente, il loop.

Un cuore classico

Se quindi Deathloop si rivela un gioco estremamente originale nel suo incipit e nello sfruttamento dell’idea della ripetitività, è anche vero che il cuore pulsante del gioco è abbastanza classico, nel bene e nel male.

Questo vuol dire che la nuova opera firmata Arkane farà sicuramente felici i tanti fan sello studio francese (compreso il sottoscritto), visto che si ritroveranno davanti un gameplay estremamente simile a quello visto ad esempio in Dishonored. Pur non proponendo quindi nulla di veramente nuovo, avremo però un level design ispiratissimo, tanti poteri, spettacolari combattimenti con armi da fuoco e all’arma bianca, e soprattutto tanto stealth, che poi è lo stile di gioco che vi consigliamo di assumere, perché estremamente più divertente e appagante (nonché quello a cui il gioco stesso cerca palesemente di spingervi, pur lasciandovi la consueta libertà di scelta).

Da un punto di vista tecnico, Deathloop è estremamente bello da vedere e artisticamente ispiratissimo, ma risente sicuramente delle origini old-gen del gioco. Questo vuol dire che su PlayStation 5, per quanto il gioco sia visivamente molto curato e sfrutti perfettamente le caratteristiche del Dualsense, non riesce comunque a sbalordire da un punto di vista grafico.

Discorso diverso invece su PC, dove il gioco è sicuramente più impressionante ma estremamente esoso in termini di richieste hardware, per cui fateci un pensierino solo che siete tra i (pochi, visto il periodo) fortunati possessori di una scheda video di ultima generazione.

Una nota finale la merita sicuramente l’ottima colonna sonora, perfettamente in tema con l’originale mix tra il loop futuristico e gli arredamenti anni 60 presenti nel gioco, e l’eccellente doppiaggio italiano, tra cui spicca il bravissimo Francesco Rizzi, il doppiatore di Cort che avevamo già apprezzato come la splendida voce di Deacon St. John in Days Gone.

Il grande ritorno di Arkane Studios

Deathloop segna il grande ritorno di Arkane Studios, che fa centro ancora una volta con un gioco estremamente originale e coraggioso, ma che cela anche un gameplay classico che i fan della software house francese hanno imparato ad amare nel corso degli anni, gustandosi grandi titoli come Prey o la saga di Dishonored. Se quindi di fatto Deathloop non offre nulla di veramente nuovo rispetto al passato, di contro l’idea narrativa che sta alla base risulta sicuramente originale, ed aumenta esponenzialmente la rigiocabilità del titolo. Qualora decidiate però di puntare sulla versione PC piuttosto che su quella PS5, fate particolare attenzione ai requisiti, particolarmente esosi se non possedete una scheda video di ultima generazione.

PRO

  • Artisticamente bellissimo
  • L'idea del loop è originale e riuscita
  • Gameplay tradizionale ma sempre appagante
  • Ottima colonna sonora e doppiaggio italiano eccellente
  • Alta rigiocabilità

Contro

  • Su PS5 ancora non propriamente next-gen
  • Su PC estremamente esoso e con qualche bug
  • Nulla di davvero nuovo nel sistema di combattimento
8.8

Molto buono

Chi è esattamente TecnologicMan? Chi si nasconde dietro quegli enormi occhiali da sole a specchio, eredità di un terribile look anni 80 a cui rimane costantemente e nostalgicamente attaccato? Non lo sa quasi nessuno. Quel che è certo che si diverte a guardare l'attuale mondo videoludico con l'occhio critico di chi ne ha viste tante, condividendo opinioni, giudizi e provocazioni nella rubrica "TecnoPensieri".

1 Commento

  1. Lo sto giocando su PS5… bellissimo.
    Concordo con il voto!

    Reply

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