La serie Far Cry da sempre è una delle più riuscite ed amate dal pubblico tra quelle firmate Ubisoft. Insieme a quella di Assassin’s Creed, infatti, l’FPS della software house francese ha sempre saputo appassionare ed intrattenere i videogiocatori mischiando sapientemente la sua anima prevalentemente action con alcuni interessanti spunti GDR, restituendoci un gioco divertente ma anche profondo.
A fianco di tante sparatorie ed esplosioni, infatti, Far Cry ha sempre proposto una storia interessante, tanta esplorazione ed una crescita del personaggio (sia in abilità che in equipaggiamento), spezzando così la monotonia dei frequenti combattimenti e rendendo il gioco meno superficiale e più appassionante.
Dopo l’ottimo Far Cry 5, che ci aveva decisamente convinto in fase di recensione, e il divertente Far Cry: New Dawn, ecco che a distanza di 2 anni Ubisoft torna alla carica con questo nuovo, attesissimo Far Cry 6. Ma è davvero un gioco tutto nuovo? Scopriamolo insieme.
Revolución!
Anche stavolta, Ubisoft non si smentisce per l’attenzione che ha riposto nel curare la trama e i personaggi del suo nuovo Far Cry 6. In questo capitolo vestiremo i panni del guerrigliero ribelle Dany Rojas (finalmente visibile e attivo nelle scene animate) nell’isola caraibica fittizia di Yara, un paradiso tropicale governato però dal cattivissimo “El Presidente” Antón Castillo. Un leader spietato e crudele, pronto a sterminare chiunque inneggi alla rivoluzione contro la sua dittatura, e che dovrà anche vedersela con un figlio, Diego Castillo, che non sembra voler seguire le orme del padre.
Ci fermiamo qui, come sempre, per evitare qualsiasi rischio di spoiler, ma sappiate che la trama di Far Cry 6, al netto di un canovaccio narrativo non proprio originalissimo, saprà regalarvi emozioni intense, complice come sempre un’eccellente recitazione dei personaggi ed una caratterizzazione estremamente riuscita.
Qui però dobbiamo darvi la prima cattiva notizia: per la prima volta, infatti, Far Cry 6 non possiede il doppiaggio in italiano. Una scelta davvero discutibile quella di Ubisoft, specie se consideriamo che sono presenti molte le altre lingue europee, e soprattutto che parliamo di un titolo di prima fascia. Un difetto, però, che alla lunga non di è rivelato davvero rilevante, complice un accento spagnolo molto marcato nel doppiaggio originale inglese (l’isola di Yara è palesemente ispirata a Cuba) che forse, con l’italiano, si sarebbe perso (un po’ come successo con Scarface).
Inutile nasconderlo però: si tratta di una scelta che potrebbe far storcere il naso a molti videogiocatori italiani, specialmente ai tanti fan della serie che fino ad oggi hanno potuto godere sempre del doppiaggio in italiano, e magari preferirebbero non dover ricorrere alla lettura dei sottotitoli, specie nelle scene più concitate.
Chi trova un Amigos trova un tesoro
Far Cry 6 anche stavolta sorprende per la varietà che offre il mondo di gioco. A livello di veicoli e mezzi per lo spostamento abbiamo l’imbarazzo della scelta: auto, moto, cavalli, fuoristrada, blindati, camion, quad, carri armati: la scelta è vastissima. Per non parlare poi di aerei ed elicotteri, che ci permettono di percorrere tantissimi chilometri di mappa in poco tempo. Anche a livello di armi il gioco ci mette a disposizione un vero e proprio arsenale in grado di soddisfare ogni approccio, da quello stealth e pianificato a quello più aggressivo e dirompente.
La novità che più ci ha divertito, però, è sicuramente quella degli Amigos. Si tratta, di fatto, della possibilità di reclutare un animale da tenere al nostro fianco e di cui sfruttare le abilità (anche se a volte si tratta di abilità quasi surreali per un animale) per combattere o distrarre i nemici. Ecco che, ad esempio, utilizzare il ferocissimo coccodrillo Guapo può risultare determinante in alcune battaglie in campo aperto, mentre distrarre i soldati con l’adorabile cagnolino Chorizo può fornire un vantaggio tattico eccezionale per un approccio più stealth con gli avamposti più ostici da annientare.
Al netto di tutte queste novità interessanti, però, è innegabile che Far Cry 6 si basi su una formula che ormai i fan della serie ben conoscono, non rischiando nessun cambiamento radicale o sostanziale. Nelle circa 30 ora necessarie per portare a termine l’avventura, infatti, quello che ci siamo trovati ad affrontare è il “solito” open world (peraltro vastissimo) in cui assaltare avamposti, liberare prigionieri, marcare i nemici per un approccio stealth, raccogliere risorse e dedicarci alle tante attività e missioni secondarie.
La struttura di gioco, insomma, è la stessa che abbiamo già visto e rivisto nei precedenti Far Cry: se vi aspettavate qualcosa di davvero nuovo, quindi, siete destinati a rimanere delusi. Sappiate però che Far Cry 6, al netto del suo classico “more of the same“, è un titolo davvero molto, molto divertente.
Bello ma non bellissimo
Da un punto di vista prettamente tecnico, Far Cry 6 si è rivelato un titolo in alcuni casi estremamente bello da vedere, specie da un punto di vista paesaggistico e complice una location in grado regalare scorci davvero suggestivi, ma in più di un’occasione il gioco targato Ubisoft tradisce le sue origini ancora cross-gen.
Fin dalle primissime sequenze di gioco in ambienti chiusi, infatti, risulta palese come il gioco sia in realtà nato per girare su PS4 e Xbox One, e solo successivamente “riadattato” per dare il meglio di se su PlayStation 5 e Xbox Series X/S attraverso i 4K ed i 60 fps.
Intendiamoci però: ci saranno comunque moltissime situazioni su console next-gen e su PC (noi abbiamo giocato il gioco grazie ad una promo fornita da Ubisoft per PS5) in cui vi scapperà un “wow”, specie nelle sessioni su aerei ed elicotteri, quando i bellissimi paesaggi in 4K sanno davvero fare la differenza.
Poche novità, ma sempre divertentissimo
Abbiamo impiegato poco più di 30 ore di gioco sulla nostra Playstation 5 per riuscire a portare a termine Far Cry 6, e alla fine della nostra prova possiamo dire che anche con questo capitolo Ubisoft riesce a fare centro con l’obiettivo principale che deve avere un videogioco: divertire. Certo, la struttura di gioco risulta forse eccessivamente riciclata dai precedenti capitoli di Far Cry, restituendoci il solito open-world ricco di avamposti, armi e veicoli, ma le divertenti novità inserite (come gli Amigos), una trama come sempre appassionante ed il vastissimo arsenale a disposizione garantiscono davvero tante ore di puro intrattenimento.














Da fan della serie non me lo farò sicuramente sfuggire.
Ok, la struttura di gioco sia sempre la stessa, ma non è forse così praticamente per tutte le serie di successo?