Fast racing neo – Recensione

Wii U

RITORNO AL FUTURO

Fast Racing Neo è l’ultima fatica della Shin’en Multimedia. La game house tedesca riporta su Wii U un titolo di corse decisamente inspirato ai classici F-Zero e Wipe Out. Questo frenetico e futuristico racing game a gravità zero possiede una struttura classica: abbiamo a diposizione 3 campionati, ognuno suddiviso in 4 tornei con 4 differenti tracciati; possiamo, inoltre, scegliere fra tre classi differenti per affrontare le corse e salendo sul podio sblocchiamo il campionato successivo e un nuovo bolide. Sono disponibili anche una modalità multiplayer (sia offline che online) e ovviamente la classica corsa “contro il tempo”. Nel nostro garage possiamo scegliere fra 10 bolidi diversi, ognuno con le proprie capacità tecniche di velocità e accelerazione. In questo futuristico mondo delle corse tutto quello che dobbiamo fare è essere più veloci degli altri: infatti non esistono armi di sorta e i vantaggi che possiamo utilizzare sono gli orb sparsi sulla pista, che riempiono la barra del turbo, e i booster che troviamo lungo il percorso. Ma attenzione: dobbiamo passare sopra quelli del colore corrispondente alla nostra vettura, altrimenti subiremo pesanti rallentamenti. Infine, portando a termine la campagna principale, si sblocca la modalità Hero mode nella quale è possibile correre al contrario su tutti i tracciati e dove la barra del turbo indica anche la nostra energia vitale (urti e fuori pista possono far finire la corsa molto presto!).

FAST Racing NEO_05

Vecchio concept, nuovo divertimento

I ragazzi della Shin’en, che dal 1999, producono giochi quasi esclusivamente per la casa di Kyoto, hanno dovuto e devono fare i conti con un hardware quasi mai all’altezza dei loro robusti progetti e mai tecnologicamente competitivo rispetto alla concorrenza di Sony e Microsoft. Nonostante i limiti fisici della console, la casa di Monaco ha fatto un buon lavoro. Fast racing neo si bea dei suoi 60 fps e di una realizzazione grafica degli elementi decisamente buona. I modelli dei bolidi da corsa e gli sfondi sono egregiamente realizzati e il gameplay al primo impatto è spettacolare. Detto questo, dobbiamo ammettere che correre ai comandi di questi mezzi super veloci non è proprio semplice. Il gioco, infatti, parte subito fortissimo e l’unico modo per imparare a guidare è continuare a sbattere e andare fuori pista, finché non si memorizza sia il tracciato sia il piazzamento dei booster. Il problema però è la frustrazione derivante dai fuori pista: l’astronave da corsa viene spedita indietro di molti metri e sono necessari troppi secondi per rientrare in gara.

FAST Racing NEO_07

Il design dei tracciati è stato arricchito con alcuni ostacoli (meteoriti, cascate d’acqua e salti iperbolici) che se da un lato rendono più accattivante l’ambiente, dall’altro alzano ancor di più la difficoltà che permea tutto il gioco. Inoltre, non possiamo in nessun modo migliorare le prestazioni delle vetture. La modalità multiplayer in locale, utilizzando lo split screen, dimezza il frame rate e on line risulta un po’ limitata: non si può invitare qualcuno e non ci si può collegare alle partite altrui. Ma questo è Fast racing Neo: correre, correre e correre. Il comparto tecnico permette folli velocità e grafica raffinata, i comandi (purtroppo non personalizzabili) e i semplici menu garantiscono un veloce accesso al gioco. Un vero ritorno al passato in un ambiente futuristico. Se avete amato F-zero non potete non godere di questo titolo che cerca di riproporre un tipo di gioco lasciato in sospeso da troppo tempo. Si potrebbe accusare questo gioco di essere “vecchio”, ma non si può di certo dire che non sia divertente!

PRO

  • Più veloce della luce
  • Ottima realizzazione dei bolidi da corsa

Contro

  • Guidare è veramente difficile
  • Struttura troppo classica
8

Molto buono

Svezzato a NES, cresciuto a PlayStation e Xbox e sfamato a PC gaming. Ha accolto con entusiasmo il progetto videogiocare.it. Purtroppo spesso non è d’accordo con il pensiero generale riguardo i giochi, ma qualcuno deve pur cantare fuori dal coro. Il suo motto è: “Bisogna prestare poca fede a quelli che parlano molto”. Oh, non lo ha detto lui, ma Catone.

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