Hyrule Warriors: Legends – Recensione

3DS

RECENSIONI 3DS – IL PORTING DI UN MASH UP

17 mesi orsono i videogiocatori in possesso dell’ultima home console di Nintendo hanno potuto godere del risultato del lavoro fatto dalla grande N insieme ai ragazzi della Koei Tecmo: Hyrule Warriors. In questi giorni la game house giapponese rilascia il titolo anche per 3DS dando l’occasione ai possessori della console portatile di godersi questo musou brandizzato con l’universo di Zelda. Bisogna ammettere che anche stavolta è stato realizzato un porting, anche se condito da alcune novità, sfruttando ancora una volta uno dei pochi titoli che spingono gli affezionati a comprare  una console Nintendo. Fatta questa premessa passiamo a raccontare Hyrule Warriors: Legends. Lo strano matrimonio di un genere amato soprattutto in Giappone (il musou) e l’universalmente conosciuto e giocato mondo di Zelda, se all’inizio aveva spaventato i puristi dei due generi, dopo qualche tempo ha convinto una bella fetta di pubblico, tributando al titolo un discreto successo. Raccontare o spiegare la trama di un musou è banale: un eroe (da scegliere nel roaster a disposizione e in questo particolare caso i guerrieri possono essere selezionati tra tutti o quasi i personaggi incontrati nei 30 anni di Zelda) si batte da solo contro interminabili orde di nemici, gestiti da un IA praticamente assente. Con una difficoltà inesistente o quasi e grazie agli elementi cinematici, veniamo presto catapultati in mezzo a battaglie della durata di quasi mezz’ora con le quali cercheremo di far accumulare più esperienza possibile al personaggio che abbiamo scelto, così da poter incrementare la nostra forza, le nostre abilità e le tecniche per falcidiare le orde di inebetiti cattivoni in catatonica attesa di essere terminati. Gli elementi di discontinuità in questi giochi sono i protagonisti: ognuno diverso e caratterizzato da un’arma e una tecnica killer differente.

Hyrule Warriors Legends_02

Non è un gioco per portatili

Senza fare nessun tipo di polemica ma analizzando le evidenze, Hyrule Warriors: Legends non è un titolo adatto ad una console portatile. Su Wii U il nostro pad ci permette di avere una mappa sottomano e il campo di battaglia sullo schermo grande della TV con una visione integrale del gioco, sui i modelli 3DS, anche se possiamo godere dei due schermi vicini, si hanno grandi difficoltà a gestire i tanti pop up che appaiono e le orde che devastavamo sul televisore, diventano una manciata di poligoni (uso questa parola per criticare anche la definizione e la realizzazione grafica di un gioco che ha bisogno di più cavalli di quelli che hanno a disposizione i vari modelli DS). In aggiunta dobbiamo anche dire che il gioco non si può godere nella stessa maniera su tutte le macchine portatili: infatti solo il New 3DS ottimizza il 3D e minimizza glitch e rallentamenti. Le “aggiunte” che Nintendo ha reso disponibili per questo porting sono: nuovi elementi e caratteristi del mondo di Zelda: The Wind Waker, il passaggio da un personaggio all’altro direttamente toccando sul touch screen e la compatibilità con gli Amiibo.

Hyrule Warriors Legends_09

Decisamente poco per far dimenticare l’inadeguatezza dei DS in questo particolare caso. Una “nota” piacevole la troviamo nella colonna sonora, che ripropone i grandi classici dell’epopea di Zelda risuonati più duri, più rock e quindi più musou. Diventa difficile capire la scelta fatta dalla Nintendo: i tanti mesi passati dall’uscita per Wii U potrebbero far pensare che gli sviluppatori stessero cercando di trovare una chiave ludica originale o di ricreare una versione più godibile. Ma per coloro che sono spesso in viaggio e vorrebbero cogliere l’occasione di giocare un titolo di questo genere, l’esperienza contenuta in Hyrule Warriors: Legends potrebbe essere deludente. Sicuramente la realizzazione grafica dei protagonisti in versione guerrieri musou è notevole e permette un punto di vista più “moderno” dei personaggi fiabeschi cui siamo abituati e la scelta di mandarli a battersi contro interi eserciti può affascinare, ma se questi titoli dal forte accento giapponese non vi convincono neanche questo vi farà cambiare idea.

Pro

  • Artwork gradevoli
  • Colonna sonora notevole

Contro

  • Tecnicamente insufficente
  • Tutto il porting è una forzatura commerciale
5.5

Mediocre

Svezzato a NES, cresciuto a PlayStation e Xbox e sfamato a PC gaming. Ha accolto con entusiasmo il progetto videogiocare.it. Purtroppo spesso non è d’accordo con il pensiero generale riguardo i giochi, ma qualcuno deve pur cantare fuori dal coro. Il suo motto è: “Bisogna prestare poca fede a quelli che parlano molto”. Oh, non lo ha detto lui, ma Catone.

2 Commenti

  1. Ahi, che botta…

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  2. I creativi Nintendo e associati devono davvero cambiare marcia…

    Rispondi

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