Mentre Sony starebbe ridimensionando la propria strategia di porting su PC, arriva un’analisi della società di ricerca Newzoo, riportata da GamesIndustry.biz, che prova a spiegare i motivi del rendimento deludente dei titoli PlayStation sulla piattaforma. Secondo i dati raccolti, il problema principale non sarebbe la domanda del pubblico, ma la strategia di uscita adottata da Sony Interactive Entertainment: lanciare i giochi prima su PS5 e portarli su PC solo mesi o anni dopo ha penalizzato significativamente i risultati.
I numeri parlano chiaro: i titoli PlayStation approdati su PC dopo il lancio console hanno registrato una quota PC di circa il 13% dei giocatori totali nei primi tre mesi complessivi. I titoli AAA comparabili lanciati simultaneamente su PC e console raggiungono invece una quota vicina al 44% nello stesso periodo. Secondo Manu Rosier, director of market intelligence di Newzoo, questo schema non cambia tra titoli first-party PlayStation (12% di quota PC) e esclusive third-party (13%), a conferma che il fattore determinante è la tempistica di uscita, non il franchise in sé.
Il declino progressivo: da Horizon Zero Dawn a Spider-Man 2
I dati storici mostrano un trend in peggioramento nel tempo. Le prime conversioni PC avevano ottenuto risultati relativamente solidi: Horizon Zero Dawn aveva raggiunto una quota PC del 22% (circa 4 milioni di giocatori lifetime), God of War (2018) il 14% (~3,5 milioni) e Marvel’s Spider-Man il 14% (~3,8 milioni). I porting più recenti hanno invece registrato risultati progressivamente più bassi: Ratchet & Clank: Rift Apart all’8%, Horizon Forbidden West al 7%, God of War Ragnarok al 6% e Marvel’s Spider-Man 2 al 5%. Fa eccezione Ghost of Tsushima, che ha toccato l’11% grazie all’effetto novità del primo approdo della saga su PC.
Nel frattempo, secondo Bloomberg, Sony avrebbe già preso decisioni concrete in questa direzione: Ghost of Yotei non arriverà su PC dopo la cancellazione dei relativi piani, e anche il prossimo Saros resterà esclusiva PS5.






