Dopo due capitoli che hanno saputo conquistare con il loro mix di inquietudine e poesia, Little Nightmares 3 avrebbe dovuto rappresentare la naturale evoluzione di una delle saghe più affascinanti e disturbanti degli ultimi anni. Invece, il nuovo episodio di Supermassive Games (che raccoglie l’eredità di Tarsier Studios) si limita a ripetere formule già viste, aggiungendo poco o nulla alla struttura originale.
Il risultato è un’esperienza che conserva l’atmosfera tipica della serie, ma senza più la tensione e l’inventiva che la rendevano unica.
Due protagonisti, un solo copione
Questa volta i protagonisti sono Low e Alone, due bambini che attraversano un mondo deformato fatto di ombre, creature grottesche e architetture impossibili. A differenza dei precedenti capitoli, si può affrontare l’avventura anche in cooperativa online, scegliendo di interpretare uno dei due mentre l’altro è gestito dall’intelligenza artificiale.
Low impugna un arco, utile per azionare leve e meccanismi, mentre Alone brandisce una grossa chiave inglese per rompere muri o spostare oggetti. In teoria la differenza tra i due dovrebbe offrire varietà e stimolare la collaborazione, ma nella pratica si rivela un espediente più estetico che sostanziale: le azioni sono quasi sempre scriptate e contestuali, e i puzzle finiscono per risolversi da soli, senza richiedere particolare intuizione.
Il problema principale di Little Nightmares 3 è proprio questo: non spaventa, non sorprende e non sfida. Dove i precedenti giochi mescolavano tensione, platform e rompicapo con equilibrio, qui tutto scorre in modo prevedibile, senza mai spingere il giocatore a ragionare davvero o a temere per la sorte dei protagonisti. L’atmosfera resta affascinante, ma la sensazione di pericolo svanisce presto, sostituita da un senso di routine che mina la tensione.
L’incubo che non incute timore
Il viaggio di Low e Alone si sviluppa in quattro capitoli principali – Necropolis, Candy Factory, Carnavale e The Institute – ciascuno caratterizzato da uno stile visivo particolare. Il più riuscito è senza dubbio Carnavale, con i suoi tendoni contorti e le luci tremolanti che illuminano visioni di corpi deformi, burattini assassini e magie disturbanti. In quei momenti il gioco ritrova, anche solo per un istante, l’identità cupa e teatrale che aveva reso celebre la saga.
Peccato che il resto dell’avventura non riesca a mantenere lo stesso livello. Necropolis affascina all’inizio ma si rivela presto un susseguirsi di fughe e nascondigli troppo simili tra loro, mentre The Institute tenta di riportare l’horror psicologico di Little Nightmares II, senza riuscire però a evocare la stessa angoscia. Persino la nuova meccanica dell’ombrello, che permette di planare e affrontare alcune sezioni verticali, viene abbandonata troppo presto, sostituita da una torcia dal potenziale narrativo sprecato.
L’introduzione del co-op online poteva dare nuova linfa alla formula, ma la sua implementazione è limitata e priva di spontaneità: niente modalità locale, niente drop-in/drop-out, e soprattutto poca interazione reale tra i giocatori. Anche il sistema di “Friend Pass”, che consente a un amico di partecipare senza acquistare il gioco, non basta a mascherare la povertà di idee di fondo.
Little Nightmares 3 è un’avventura breve e piacevole, ma che ripete troppo ciò che i giocatori hanno già visto. La storia di Low e Alone intrattiene, ma non sorprende, e la co-op, pur interessante, non riesce a trasformare il gioco in un’esperienza davvero nuova. Un incubo tiepido, adatto soprattutto a chi vuole rivedere il mondo oscuro della serie con un amico, senza aspettarsi sorprese o vere emozioni forti.
The Review
Un incubo tiepido
Nonostante qualche scena riuscita e un’atmosfera coerente con la serie, Little Nightmares 3 soffre di ripetitività e limitata innovazione. I nuovi protagonisti e il co-op non bastano a dare freschezza a un’avventura breve, che può essere completata in circa cinque ore. È un titolo che si lascia giocare, ma che difficilmente rimarrà impresso nella memoria dei fan della serie.
PRO
- Atmosfera cupa e coerente con la serie
- Carnavale, la sezione più intensa e memorabile
- Co-op online aggiunge una dimensione sociale
CONTRO
- Puzzle troppo prevedibili e lineari
- Ritmo ripetitivo con morti istantanee frequenti
- Modalità co-op limitata e poco flessibile
- Poca innovazione rispetto ai capitoli precedenti








