Lost Dimension – Recensione

PSVITA

ALLA RICERCA DELLA DIMENSIONE PERDUTA

Interessante mix tra un gioco di ruolo e una “Visual Novel” (e cioè un’avventura grafica interattiva) Lost Dimensione si propone come titolo di rilancio di una PSVita che non vive un periodo particolarmente fortunato in termini di giochi. Protagonista del gioco è Sho Kasugai, ragazzino appena 18enne ma già membro di spicco di un’organizzazione con il compito di fermare un uomo misterioso chiamato “The End” che minaccia di distruggere il pianeta terra con un piano diabolico che deve essere assolutamente annientato. Il tempo concesso per riuscire nell’impresa è di appena tredici giorni. Certo, detta così la trama non sembra essere proprio il massimo dell’originalità. Ma andiamo a vedere cosa ci riserva questo titolo della Lancarse…

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GIUDIZIO

Lost Dimension è un gioco ambiguo, spiazzante, che mostra mille facce diverse, lasciandoci a volte rapiti e affascinati, e altri delusi e rammaricati per alcune sbavature che non lo rendono un grande titolo. La storia, per quanto all’inizio possa esserci presentata in modo sbrigativo, ha un suo fascino, accresciuto dalla libertà che viene lasciata al giocatore di conoscere gli altri protagonisti della storia, parlare con loro, aprrezzarne pregi e difetti, e stabilire un legame con loro. Intrigante il fatto che tra essi si nascondano dei traditori (che cambiano di volta in volta a ogni nuova partita), rendendo molto importante le nostre intuizioni e relative scelte, che andranno a incidere sull’andamento della trama. Molto importanti quindi i dialoghi, che potrebbero scoraggiare molti data la loro presenza ingombrante e la loro lunghezza, ma che sono bene o male un classico del genere.

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Le parti action del gioco invece sono meno brillanti, con un sistema di combattimenti a turno caratterizzati da poca varietà sia di strategie che di ambientazioni. Da rivedere anche l’IA dei nostri nemici, che appaiono spesso stupidi e privi di logica, rendendo spesso gli scontri poco appaganti. Lacune anche sotto l’aspetto puramente tecnico, con una grafica che si presenta povera, e un sonoro che non alza il livello della qualità con quelle musichette banali e un doppiaggio in inglese deludente. Alla fine dei conti, la parte rilevante del gioco, e forse quella più riuscita, è proprio la “novel”, e cioè quella basata sui dialoghi e le scelte che di volta in volta siamo chiamati a prendere, l’aspetto che è riuscito a tenerci incollati allo schermo per parecchie ore. Con tutti i limiti e le brutture che questo Lost Dimension porta con sé.

Pro

  • Trama intrigante
  • Longevità

Contro

  • Realizzazione tecnica mediocre
  • Fasi di combattimento non esaltanti
7

Discreto

Gli spetta per acclamazione (si fa per dire...) l'ingrato compito di dirigere Videogiocare.it. Cresciuto a pane e Commodore 64, riscopre la passione per i videogames proprio quando pensava fosse finito il tempo di giocare. Il suo motto preferito è: "Non prendere la vita troppo sul serio, tanto non ne uscirai vivo!"

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