Mighty No. 9 – Recensione

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Il quasi ritorno di Megaman!

Mighty No. 9, considerato a tutti gli effetti l’erede spirituale di Megaman (anchè in virtù del fatto di essere sviluppato dallo stesso creatore, ossia Keiji Inafune), era un titolo molto atteso e con una storia travagliata alle spalle. L’autore infatti, dopo aver abbandonato Capcom e aver fondato Comcept, è dovuto ricorrere al crowfunding per trovare i fondi necessari per sviluppare il gioco, ma grazie alla sua fama e a quella di Megaman il risultato è stato raggiunto in pochissimo tempo: ben 4 milioni di dollari contro i 900.000 inizialmente richiesti
Dopo vari ritardi, ecco quindi arrivare finalmente Mighty No. 9: scopriamo insieme come è andata.

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Più alto è l’obiettivo, più rovinosa può essere la caduta

La storia da cui parte Mighty No. 9 non brilla certo per originalità, come del resto non brillavano quelle di Megaman: tutti i robot degli Stati Uniti sono impazziti e toccherà al nostro eroe ristabilire l’ordine affrontando una serie di livelli anche senza un ordine obbligato ma, ovviamente, di difficoltà crescente. Inoltre, come nei precedenti Megaman, la forza del nostro eroe di basa su powerup e poteri che è possibile assorbire dai nemici sconfitti.

Iniziamo insomma a giocare speranzosi, ma purtroppo non possiamo non sentire come la delusione, livello dopo livello, si impadronisca di noi.
In Mighty No. 9 si presentano infatti davvero troppi difetti per non domandarsi come siano possibile trovarseli davanti dopo tanti ritardi e tanti soldi incassati nella campagna di crowfunding. Il titolo infatti ha un level design davvero elementare, con qualche buono spunto ma globalmente piatto e davvero poco ispirato. Chi è abituato ad idee geniali nei platform bidimensionali sa bene quanto questa caratteristica sia importante in questo genere di giochi, ma sfortunatamente di tutto questo in Mighty No. 9 non c’è traccia. E’ vero che nel titolo di Inafune è presente anche una componente action, ma questo non giustifica così poche idee negli stage che dovremo affrontare. Da segnalare poi la povertà tecnica che si ravvisa nel titolo: la grafica cartoon non brilla, ci sono pochissimi poligoni e le animazioni sono spesso elementari. Un punto a favore invece lo segnano le musiche e gli effetti sonori, realizzati peraltro dagli stessi autori di quelle di Megaman: avvincenti e perfettamente in tema, e addirittura ascoltabili in modalità 8bit: una trovata davvero originale.

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Altro punto a sfavore invece lo segna la difficoltà: il gioco infatti presenta dei momenti davvero troppo frustranti, basati semplicemente sul provare più volte la stessa sessione prima di riuscire a trovare il trucco giusto per superare le parti più difficili, senza contare che consumate le 3 vite a disposizione saremo anche costretti a ricominciare tutto da capo.

Tutto da buttare quindi? Fortunatamente no: alcune boss fight posso regalare anche qualche momento soddisfacente, ed in generale i fan di Megaman e del gameplay old-school (difetti compresi) potranno trovare soddisfazione in questo Mighty No. 9. Senza contare il prezzo contenuto che rende il gioco alla portata di un pubblico sicuramente più vasto rispetto ai giochi venduti a prezzo pieno.

Operazione nostalgia riuscita solo in parte

Mighty No. 9 è un titolo che ha davvero troppo difetti e che quindi non ci ha convinto del tutto: il level design si alterna tra il decente ed il banale, graficamente è gradevole ma un pò povero, ed il livello di difficoltà è a tratti frustrante. Segnano un punto a favole le musiche, il prezzo basso e qualche boss fight, ma è davvero troppo poco specie considerato  il budget ottenuto da Inafune (4 milioni di dollari) rispetto a quanto richiesto inizialmente per sviluppare il gioco (700.000 dollari). Consigliamo caldamente di provarlo prima di considerare un eventuale acquisto, anche se il prezzo contenuto ne aumenta comunque l’appetibilità.

Pro

  • Musiche piacevoli e disponibili in versione 8bit
  • Prezzo contenuto
  • Alcune boss fight avvincenti

Contro

  • Tecnicamente arretrato
  • Level design spesso piatto ed anonimo
  • Difficoltà a tratti frustrante
6.1

Sufficiente

Webmaster secoli fa di AniGames.it e PlayNow.it, ora fondatore di Videogiocare.it. Appassionato di tecnologia in generale e videogiochi in particolare, inizia il cammino di gamer con una introvabile Irradio TVG 888, per poi innamorarsi completamente del Commodore 64. Il resto è storia. Il suo motto è: "Questo è un problema per il Fabio del futuro".

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