Mortal Kombat 11 – Recensione

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A dover essere sinceri, bisogna ammettere che Mortal Kombat deve grand parte del suo successo alla violenza. Quando arrivò la prima volta, nell’ormai lontanissimo 1992, prima in sala giochi e successivamente su tutte le console casalinghe più famose (SNES in primis), ricordo che si parlo molto del gioco principalmente per le indimenticabili e violentissime Fatality, che consentivano di terminare il combattimento in modo cruento e spietato.

Ovviamente se tutto questo non fosse stato sorretto anche da un gameplay valido e divertente, oggi Mortal Kombat non sarebbe uno dei brand di picchiaduro più famosi al mondo, tra i pochi in grado di tenere testa, in particolare, all’eterno Street Fighter.

Da allora di strada Mortal Kombat ne ha fatta davvero tanta: una marea di giochi e spin-off, fumetti, serie animate e persino due film (di qualità discutibile), sempre fedeli alla tradizione del gioco: tanti combattimenti, tanto gore, tanta violenza e tanta fantasia, in un mix decisamente riuscito di realismo e superpoteri.

In tanti quindi aspettavano questo nuovo Mortal Kombat 11, e grazie ad un codice review PS4 siamo finalmente pronti, dopo tanti giorni (e soprattutto notti) di gioco, a raccontarvi le nostre opinioni.

Un ritorno in grande stile

Mortal Kombat 11, possiamo dirlo subito, è probabilmente il miglior Mortal Kombat di sempre: tecnicamente il gioco è davvero notevole, nonostante il gioco non si distacchi poi molto, graficamente parlando, dal precedente Mortal Kombat X, ma è la quantità di contenuti presenti nel gioco ad essere davvero impressionante.

Spicca infatti, prima fra tutte, la modalità Storia: difficilmente in un picchiaduro uno contro uno si vede una trama così curata e spettacolare, degna delle migliori produzioni hollywoodiane.

Ci vorranno circa 8 ore solo per portare a termine questa modalità: davvero tantissime per un gioco di questo genere.

Tornano poi le Torri, che propongono una modalità di gioco arcade e più classica: sceglieremo infatti il nostro personaggio preferito, e affronteremo una serie di combattimenti fino ad arrivare al combattimento finale in cima alla Torre contro Kronika, il nuovo villain del gioco, sbloccando così un finale diverso per ogni personaggio.

Torna poi anche la Kripta,  esplorabile in terza persona, e dove è possibile spendere i Time Crystals, ossia la valuta che si acquisisce portando a termine determinati obiettivi o utilizzando denaro vero (e questo, visto i rischi per i più giovani con le microtransazioni, ci ha fatto un po’ storcere la bocca).

Immancabili, infine, le varie modalità online che ci consentiranno di affrontare giocatori collegati da tutte la parti del mondo, ma dove (per un migliore e più equo livellamento dei combattimenti) non potremo utilizzare tutte le varie personalizzazioni e potenziamenti acquistati, ed utilizzabili invece altre modalità di gioco.

Amore che fa rima con dolore

Ogni cosa in questo nuovo Mortal Kombat 11 dimostra quanto i ragazzi di NetherRealm Studios abbiano preso a cuore la serie, di cui sviluppano i nuovi capitoli dal 2011. Il concept di base del gioco è rimasto fedele a se stesso, proponendo però un gameplay leggermente più tecnico e con un numero di combo leggermente ridotto, anche per consentire ai neofiti di avvicinarsi con meno timore alla serie.

Sarà adesso fondamentale affrontare i combattimenti con il giusto tempismo, utilizzando la parata nei momenti opportuni, e ricorrendo  alle mosse speciali con saggezza, con un’attenzione particolare al Fatal Blow, ossia alla super mossa speciale che può capovolgere letteralmente le sorti un round, ma che potremo scatenare solo 1 volta per incontro.

Immancabili poi le Fatality, ossia le violentissime mosse finali con cui possiamo terminare l’incontro in un modo tanto cruento quanto spettacolare.

A volte, è vero, forse la violenza è eccessiva (tanto che il gioco è stato proibito in alcuni paesi, come l’Indonesia), ma del resto, nel bene e nel male, si tratta di uno dei marchi di fabbrica della serie fin dagli anni 90.

Inoltre tutto il gioco non perde occasione per prendersi in giro ed ironizzare sulla violenza stessa (vi basterà vedere la Fatality di Johnny Cage per capire di cosa stiamo parlando…), sdrammatizzando molto alcune situazioni e rendendo l’atmosfera quasi comica e sicuramente mai drammatica, come invece capita il giochi decisamente più seri ed emotivi.

Mortal Kombat 11, alla fine della nostra prova, si è dimostrato un gioco divertente ed estremamente curato in ogni aspetto, sia single player che multiplayer.

Certo, bisogna ammettere che alla fine il nuovo titolo firmato  NetherRealm Studios propone sostanzialmente la solita formula di gioco già vista in tantissimi titoli della serie (e in particolare in Mortal Combat X), ma si tratta senza dubbio del miglior capitoli della serie, che farà sicuramente la felicità dei tanti appassionati della violentissima saga che imperversa su PC e console da ormai oltre 25 anni.

Il punto più alto della serie Mortal Kombat

Mortal Kombat 11 è sicuramente il punto più alto della storica saga picchiaduro che dal lontano 1992 imperversa di PC e console. Il gioco firmato NetherRealm Studios è davvero un piacere da vedere e sopratutto da giocare, con un gameplay più tecnico e meno confuso rispetto al passato, e soprattutto con una quantità di contenuti che, partendo dalla Storia, passando per le Torri, e finendo con gli scontri online, e davvero in grado di soddisfare ogni giocatore. Non ci ha convinto pienamente la gestione della Kripta e il rischio dell’invasività delle microtransazioni, e il gioco forse non stravolge più di tanto una formula ormai assodata come vincente, ma tolti questi piccoli difetti ci troviamo davanti, senza ombra di dubbio, al miglior Mortal Kombat di sempre, che farà davvero la felicità di tutti i fan della storica, violentissima saga di Raiden e compagni.

Pro

  • Offerta varia e ricchissima
  • Storia curata all'inverosimile
  • Ottimo comparto tecnico
  • Elevatissima longevità

Contro

  • Nessuna novità davvero di rilievo
  • Non ci convince la Kripta e il "rischio" delle microtransazioni
8.5

Molto buono

Svezzato a NES, cresciuto a PlayStation e Xbox e sfamato a PC gaming. Ha accolto con entusiasmo il progetto videogiocare.it. Purtroppo spesso non è d’accordo con il pensiero generale riguardo i giochi, ma qualcuno deve pur cantare fuori dal coro. Il suo motto è: “Bisogna prestare poca fede a quelli che parlano molto”. Oh, non lo ha detto lui, ma Catone.

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