PES 2017 – Recensione

PC PS4 XBOX ONE

Il grande ritorno di Pro Evolution Soccer

Dopo le ottime impressioni che abbiamo avuto provando la versione demo di Pro Evolution Soccer 2017, siamo finalmente riusciti a mettere le mani sulla versione completa del gioco. Trascorsi alcuni giorni di prove e test, ecco a voi finalmente il nostro verdetto su una delle storiche simulazioni calcistiche che arriva finalmente,su PC e console (e, per dovere di croncara, noi abbiamo provato la versione PS4).

L’eterno paragone con FIFA

Il dualismo con FIFA c’è sempre stato, inutile negarlo, ed è uno scontro che a settembre di ogni anno si ripresenta. Del resto è anche abbastanza normale: FIFA e PES solo le uniche due simulazioni calcistiche rilevanti che, all’inizio di ogni nuovo campionato calcistico, escono in una nuova ed aggiornata versione. Forse ci sarà anche chi compra entrambi, ma la maggior parte dei videogiocatori giustamente si chiede su quale dei due investire i suoi sudati risparmi. Trovo quindi giusto evidenziare le differenze rispetto al rivale EA in fase di recensione, ovviamente limitandoci a quelle davvero valutabili visto che al momento FIFA 17 deve ancora arrivare sul mercato e non abbiamo avuto ancora modo di provare la versione completa.

PES 2017 - Pro Evolution Soccer_07

Partiamo con una partita normale, e scelgo nuovamente l’Arsenal contro l’Atletico Madrid, come avevo fatto in fase di analisi della demo, per cogliere meglio eventuali differenze. Ed infatti già ne noto una: i cali di frame rate che avevo ravvisato, specie durante le esultanze, qui sono decisamente minori e molto più saltuarie. Inoltre le animazioni sono rimaste fluide, i movimenti più realistici e meno “arcade” rispetto al passato, ed i ritmi di gioco decisamente più riflessivi. I contrasti fisici inoltre sono molto più importanti rispetto a PES 2016, rendendo molto più “vera” la partita che stiamo disputando.

Insomma, le prime impressioni sono di una maggiore somiglianza con FIFA, con un occhio più attento al realismo e alla simulazione e meno al lato arcade rispetto al passato (che, almeno personalmente, era uno dei fattori che mi aveva allontanato dal titolo Konami e avvicinato al calcio made in EA). E, se cercate un calcio più vicino alla realtà, questo non può essere che un bene.

Bello da vedere e da giocare con gli amici

Graficamente il titolo è davvero molto bello e rispetto a FIFA c’è una cura sicuramente maggiore per i dettagli. Ogni capigliatura, ogni, tatuaggio, ogni dettaglio in PES è riportato alla perfezione, cosa che spesso manca invece nel titolo EA. Ho però ravvisato, rispetto alla demo, una cura dei dettagli meno precisa per i giocatori meno famosi, tanto che in alcune casi c’è anche una differenza abbastanza rilevante rispetto al giocatore reale.
Bellissimi inoltre gli stadi e le esultanze, molto varie e realistiche.

Decido quindi, soddisfatto, di passare alla parte principale per il giocatori singoli, ossia la celebre Master League. Preparo quindi il mio alter ego (di cui potete decidere ogni piccolo dettaglio estetico, come in un gioco di ruolo) e mi butto nel campionato. Anche qui tutto bene come sempre, il calciomercato è realistico e ben realizzato (anche se ancora non perfetto e lontano dai livelli di FIFA), ottimo il sistema di prestiti e le partite finalmente ad orari diversi. Ma è proprio andando avanti in questa modalità (specie giocando le coppe) che viene fuori la mancanza come sempre più pesante di PES, ossia le licenze. Basti pensare che in PES 2017 mancheranno squadre famose come Manchester City, Manchester United o tutta la Bundesliga. In Italia poi é abbastanza svilente giocare contro il PM Black White (sarebbe la Juventus) o il Sansagiulio (sarebbe il Sassuolo), nonostante poi fortunatamente i giocatori abbiano i nomi reali. Un prezzo davvero alto da pagare.

Ottima invece la parte multiplayer, e del resto anche PES ormai punta espressamente sul gioco con gli amici o via internet, sapendo che ormai è difficile combattere l’egemonia EA sul single player e sulle licenze, di cui ormai detiene molte esclusive. Non abbiamo riscontrato poi, durante gli scontri online, lag o problemi di connessione, e le partite sono terminate senza alcuna difficoltà.

Ultima nota per il comparto audio: la telecronaca di Caressa è buona ma risente troppo, lato tecnico, di alcune pause tra una frase e l’altra che la rendono a tratti innaturale, mentre il commento di Marchegiani raggiunge appena (ma proprio appena…) la sufficienza come recitazione.

Tanti passi avanti, peccato per le licenze

PES 2107 nella sua versione finale ci ha decisamente convinto. Pur rimanendo un titolo più adatto ad essere giocato con gli amici (come del resto ha dichiarato anche dalla stessa Konami), si è comunque dimostrato più simulativo e realistico rispetto al passato, e questo è un grosso punto a favore del calcio targato Konami. Graficamente il gioco è molto bello da vedere ed i dettagli dei giocatori sono molto ben riprodotti, nonostante tale cura manchi nei giocatori meno noti. Il vero punto debole però di PES rimangono le licenze, dove lo strapotere EA (che detiene l’esclusiva di alcune squadre) si fa sentire pesantemente. Per chi preferisce fare campionati e calciomercato piuttosto che solamente sfide con gli amici, forse è meglio aspettare e valutare FIFA 17, mentre consigliamo assolutamente l’acquisto a chi interessa principalmente giocare online e con gli amici.
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Pro

  • Più realistico rispetto al passato
  • Grafica di ottimo livello
  • Divertente con gli amici e online

Contro

  • Le licenze che mancano pesano come un macigno
  • Il commento di Marchegiani non è il massimo...
8.5

Bello

Webmaster secoli fa di AniGames.it e PlayNow.it, ora fondatore di Videogiocare.it. Appassionato di tecnologia in generale e videogiochi in particolare, inizia il cammino di gamer con una introvabile Irradio TVG 888, per poi innamorarsi completamente del Commodore 64. Il resto è storia. Il suo motto è: "Questo è un problema per il Fabio del futuro".

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