Sony ha finalmente rilasciato una dichiarazione ufficiale sul controverso timer da 30 giorni apparso sui giochi digitali PS4 e PS5 acquistati dopo l’aggiornamento 13.20. Contrariamente a quanto inizialmente sembrava, non è richiesta una connessione online ogni 30 giorni: la verifica è una tantum.
“I giocatori possono continuare ad accedere e giocare ai loro giochi acquistati come al solito”, ha dichiarato un portavoce PlayStation a Game File. “È richiesta una verifica online una sola volta dopo l’acquisto per confermare la licenza del gioco, dopodiché non è necessario alcun ulteriore check-in.” Sony non ha specificato ufficialmente il motivo della modifica, ma la teoria più accreditata è che serva a bloccare un exploit nella piattaforma di rimborsi: i pirati acquistavano giochi, estraevano le licenze permanenti su console PS4 modificate e poi richiedevano il rimborso automatico entro 14 giorni senza installare il gioco.
Il meccanismo effettivo funzionerebbe così: il timer da 30 giorni viene applicato al momento dell’acquisto, poi diventa permanente dopo 14 giorni — ovvero una volta chiusa la finestra per il rimborso automatico. In questo modo, nessun utente può estrarre una licenza indefinita prima che la possibilità di rimborso sia scaduta. La dichiarazione di Sony rassicura anche chi temeva che un’eventuale dismissione futura dei server PS4/PS5 potesse rendere inaccessibili i giochi acquistati in formato digitale.






