L’ipotesi che Sony stia riconsiderando l’abbandono dei giochi fisici su PlayStation trova una voce contraria. Richard Browne, veterano dell’industria con esperienze in aziende come Psygnosis, Sony e Digital Extremes, ha contestato la ricostruzione circolata durante la Gamescom 2026: secondo lui, alla fiera non si sarebbe discusso di alcun cambiamento di strategia.
Intervenendo su X, Browne ha sostenuto che gli editori starebbero ancora seguendo le indicazioni relative all’abbandono dei dischi nel 2028. Ha inoltre messo in dubbio l’origine stessa dell’indiscrezione, osservando che la persona indicata come fonte non avrebbe pubblicato quelle informazioni sul proprio profilo.
La sua presa di posizione contraddice il rumor riportato inizialmente da MP1st e ripreso da Eurogamer Spagna. Quella versione dei fatti descriveva una Sony disposta a posticipare di uno o due anni la presunta dismissione dei supporti fisici, collocata alla fine del 2027. A favorire il ripensamento sarebbero stati le proteste dei giocatori, i pareri di sviluppatori ed editori e le mosse della concorrenza.
Just briefly. There was NO talk of Sony changing strategy at GamesCom. All publishers are following their guidance for discless in 2028. Microsoft will also go discless if they launch a new console. The “source” of these “rumors” has not even posted it to their own X feed.
— Richard Browne (@rpwbrowne) August 30, 2026
Una parte centrale della ricostruzione riguardava proprio Xbox. Microsoft avrebbe presentato agli addetti ai lavori una futura Helix “al 100% fisica”, offrendo così a Sony un motivo per rivalutare l’uscita di scena dei dischi. Browne sostiene invece l’opposto: a suo giudizio, anche Microsoft passerà al digitale qualora lanci una nuova console.
Sono dunque due racconti incompatibili, sullo sfondo di una transizione verso il digitale già evidente nell’ecosistema Xbox. Iniziative come Disc to Digital, pensate per collegare le collezioni su disco alle librerie digitali, rendono quantomeno discutibile la descrizione di una prossima console interamente votata al formato fisico.
Il curriculum di Browne dà peso alle sue parole, ma resta essenziale distinguere la testimonianza di un addetto ai lavori da una comunicazione ufficiale di Sony. Il suo intervento contesta il presunto rinvio, senza costituire da solo una conferma aziendale delle tempistiche o delle modalità di abbandono dei dischi.
Per ora, quindi, non emergono elementi concreti a sostegno di un ripensamento di PlayStation. La prospettiva di uno slittamento rimane un’indiscrezione contestata, mentre le affermazioni di Browne riportano l’attenzione sul 2028 e sulla complessità produttiva di un cambiamento che difficilmente potrebbe essere deciso dall’oggi al domani.











