Mille euro per una console domestica. Non è un’ipotesi campata in aria, ma la previsione concreta di Michael Pachter, uno degli analisti più seguiti del settore videoludico internazionale, espressa durante un recente episodio del suo podcast Pachter Factor. Secondo Pachter, il lancio di PS6 potrebbe avvicinarsi pericolosamente ai 1000 dollari (che da noi, col il solito cambio 1:1, sarebbe intorno a 1000 euro), con conseguenze importanti per l’intero mercato delle console.
La catena di cause è lunga ma coerente: scarsità di componenti RAM, inflazione, dazi commerciali e, soprattutto, la corsa all’intelligenza artificiale stanno facendo lievitare la domanda — e quindi i prezzi — degli stessi chip utilizzati nelle console. “I prezzi delle console continueranno a salire finché la domanda di componenti crescerà per altri motivi, e in questo momento il motore principale è l’IA“, ha dichiarato Pachter. Sony ha già aumentato il prezzo di PlayStation 5 in diverse regioni, e la tendenza sembra destinata a proseguire con la prossima generazione.
Per decenni le console hanno rappresentato il compromesso ideale tra prestazioni e accessibilità economica, un’alternativa concreta ai PC da gaming di fascia alta che possono costare anche tre o quattro volte tanto. Se la previsione di Pachter si rivelasse fondata, quell’equilibrio storico sarebbe (quasi) definitivamente saltato.
Vale la pena ricordare, però, che il caro-console non è un fenomeno nuovo. PlayStation 1 arrivò in Italia alla fine del 1995 a 749.000 lire — cifra che in alcune offerte bundle dell’epoca saliva fino a 799.000 lire. Considerando il potere d’acquisto di trent’anni fa, non si trattava affatto di una spesa leggera. Forse, con il tempo, ce ne siamo semplicemente dimenticati.






