Sette anni dopo Ace Combat 7: Skies Unknown, Ace Combat 8: Wings of Theve riporta finalmente in volo la serie principale di Bandai Namco. Sviluppato da Bandai Namco Aces e Project Aces, il nuovo capitolo arriva su PC, PS5 e Xbox Series X/S con una campagna decisamente più ambiziosa, una componente multigiocatore ampliata e soprattutto con la volontà di perfezionare una formula che, più che essere reinventata, aveva bisogno di essere portata definitivamente nella nuova generazione.
Il risultato centra quasi completamente il bersaglio. Ace Combat 8 è uno degli episodi più spettacolari e divertenti della saga, capace di alternare dogfight serrati, battaglie contro enormi macchine da guerra, missioni più tattiche e alcuni momenti nei quali ci siamo semplicemente ritrovati a volare attraverso le nuvole godendoci il panorama. È proprio questa alternanza tra spettacolo, melodramma e puro piacere del volo a renderlo così irresistibilmente Ace Combat.
Non tutto vola alla stessa quota. La campagna da 30 missioni avrebbe beneficiato di qualche taglio, alcune idee narrative molto interessanti restano meno approfondite di quanto avremmo voluto e la componente online porta con sé qualche interrogativo legato alla monetizzazione. Ma quando Wings of Theve mette insieme mission design, colonna sonora e combattimenti aerei, riesce ancora a regalare sensazioni che pochi altri giochi sanno offrire.
Quando una leggenda diventa realtà
La storia ci riporta nello Strangereal, circa dieci anni dopo gli eventi di Ace Combat 7. La Repubblica di Sotoa invade la Federazione dell’Usea Centrale, conquistando rapidamente gran parte del territorio grazie alla propria superiorità militare e alle devastanti armi orbitali conosciute come Tonitrus Spears.
Ciò che resta delle forze dell’FCU continua a combattere dalla vecchia portaerei Endurance. È qui che arriva il nostro protagonista, un pilota senza nome recuperato in mare e inizialmente assegnato al fianco di Jan “Rex” Cope, leggendario asso noto come Wings of Theve.
C’è soltanto un problema: la leggenda è una menzogna. Le imprese attribuite a Cope sono state costruite dalla propaganda per offrire alla popolazione un simbolo al quale aggrapparsi. Quando però gli eventi costringono il nostro pilota a ereditarne il nome, quella storia inventata comincia progressivamente a trasformarsi in qualcosa di reale.
È un’idea narrativa molto interessante e permette al gioco di parlare di propaganda, simboli, nazionalismo, disinformazione e manipolazione dell’opinione pubblica. Non tutti questi temi vengono approfonditi quanto meriterebbero e qualche volta il gioco preferisce una grande dichiarazione melodrammatica a una riflessione più sottile. Ma la storia funziona perché, ancora una volta, Ace Combat crede completamente nella propria follia.
Joker Flight conquista il cuore della campagna
La vera forza narrativa non sta tanto nelle grandi questioni geopolitiche quanto nei membri di Joker Flight. Baxter, detto Professor, è un ex insegnante diventato pilota e assume quasi naturalmente il ruolo di mentore. Tasha è invece una giovanissima e straordinaria aviatrice civile trascinata dentro una guerra nella quale si rifiuta di uccidere. Coster, chiamato Noise, parla poco ma porta con sé una passione quasi viscerale per la musica.
Personaggi sopra le righe, certamente, ma anche sorprendentemente facili da amare. Le loro storie vengono sviluppate durante le comunicazioni radio e nelle nuove sequenze in prima persona ambientate sulla Endurance, tra hangar, sale briefing e spazi condivisi con militari e civili.
Non c’è molto da fare durante questi momenti, se non osservare, parlare e compiere qualche semplice interazione, ma funzionano benissimo nel dare un volto alle persone che stiamo cercando di riportare a casa. Dopo qualche missione non stavamo più semplicemente proteggendo degli indicatori sul radar: stavamo cercando di salvare Professor, Tasha e Noise.
Il gioco riesce inoltre a raccontare moltissimo senza interrompere l’azione. Le comunicazioni radio restituiscono continuamente la situazione sul campo, con soldati che chiedono aiuto, nemici che commentano le nostre azioni, alleati che reagiscono alle perdite e squadriglie avversarie che annunciano il proprio arrivo nei modi più teatrali possibili. La guerra sembra continuare a esistere anche quando non la stiamo guardando direttamente.
Volare non è mai stato così bello
Una volta chiuso il cockpit, però, tutto il resto passa inevitabilmente in secondo piano. Ed è qui che Ace Combat 8 raggiunge probabilmente il suo risultato migliore: volare è semplicemente magnifico.
La formula resta volutamente arcade, lontana da quella di un simulatore puro, ma i velivoli restituiscono una sensazione di peso leggermente superiore rispetto ad Ace Combat 7. Accelerare fino a superare la barriera del suono, stringere una curva ad alto numero di G o riuscire a portarsi perfettamente alle spalle di un caccia nemico produce una soddisfazione quasi fisica.
Consigliamo senza esitazioni i controlli Expert. Richiedono qualche minuto in più per essere assimilati, ma permettono di gestire completamente rollio, beccheggio e imbardata, trasformando ogni inseguimento in una sorta di danza tridimensionale. Quando pilota e velivolo iniziano davvero a muoversi come un’unica cosa, Wings of Theve raggiunge momenti di puro piacere aeronautico.
Anche l’intelligenza artificiale dei nemici migliori contribuisce. I piloti avversari più capaci sfruttano le nuvole per spezzare l’aggancio, lanciano contromisure e utilizzano manovre aggressive per ribaltare improvvisamente un inseguimento. Abbattere uno di questi caccia dopo diversi minuti di duello è infinitamente più soddisfacente del semplice aggancia, spara e dimentica.
Le nuvole sono parte del campo di battaglia
La tecnologia Cloudly, utilizzata insieme all’Unreal Engine 5, rappresenta una delle evoluzioni più evidenti. Le nuvole di Ace Combat 8 sono spettacolari da vedere, ma soprattutto hanno finalmente un ruolo concreto nel gameplay.
Entrare in un banco di nubi può spezzare la linea visiva e aiutare a liberarsi da un missile in arrivo, mentre la densità della copertura atmosferica può diventare persino un riferimento per comprendere meglio posizione e altitudine. Pioggia e condensa si depositano sul cockpit e attraversare una tempesta modifica radicalmente la leggibilità dello scenario.
Ci sono momenti nei quali abbiamo rallentato quasi involontariamente soltanto per osservare la luce attraversare le nuvole. E poi, pochi secondi dopo, ci siamo ritrovati con un allarme missilistico nelle cuffie e tre caccia alle spalle. È proprio questo contrasto tra bellezza e caos a rendere i cieli di Wings of Theve così affascinanti.
Anche il comparto audio contribuisce enormemente. Il rombo dei motori, il suono dell’aggancio, l’impatto dei missili e soprattutto una colonna sonora semplicemente eccezionale accompagnano alcune delle battaglie migliori dell’intera serie.
Trenta missioni e pochissima voglia di ripetersi
Il vero protagonista della campagna è però il mission design. Ace Combat 8 continua a sorprenderci cambiando continuamente condizioni e obiettivi, spesso mentre siamo già in volo.
Una missione può iniziare come semplice difesa di una formazione navale e trasformarsi improvvisamente nella ricerca di bersagli invisibili al radar. In un’altra dobbiamo seguire le scie di condensazione lasciate da bombardieri nascosti tra le nuvole. Altrove ci viene chiesto di volare disarmati attraverso una valle evitando la sorveglianza nemica.
E naturalmente non manca la follia tipica della serie. Combattere contro una corazzata terrestre gigantesca armata di railgun, abbattere piattaforme capaci di guidare attacchi orbitali o impedire a sciami di droni suicidi di distruggere infrastrutture strategiche sono esattamente il genere di situazioni nelle quali Ace Combat dà il meglio di sé.
Molte missioni lasciano inoltre maggiore libertà nella scelta delle priorità. Possiamo intervenire per aiutare una squadra terrestre in difficoltà, occuparci prima della superiorità aerea oppure ordinare a Joker Flight di utilizzare le proprie armi speciali contro un bersaglio particolarmente pericoloso.
Non tutte le trenta missioni raggiungono però la stessa qualità. Alcune sembrano inserite soprattutto per rallentare il ritmo dopo gli eventi più spettacolari e finiscono per risultare un po’ riempitive. Non sono realmente brutte, ma una campagna leggermente più corta sarebbe probabilmente risultata ancora più incisiva.
Scegliere l’aereo giusto conta davvero
Prima di ogni sortita possiamo scegliere velivolo, armamenti e parti. L’Aircraft Tree permette progressivamente di sbloccare nuovi caccia, armi speciali e miglioramenti, offrendo una quantità considerevole di opzioni.
Alcuni velivoli privilegiano velocità e combattimento aria-aria, altri sono molto più efficaci contro obiettivi terrestri. Le parti possono migliorare la manovrabilità, diminuire i tempi necessari per l’aggancio dei missili, aumentare la quantità di bombe disponibili o modificare numerosi altri parametri.
La cosa interessante è che non tutti gli aerei possono essere potenziati allo stesso modo. Ogni modello possiede capacità differenti per le varie categorie, rendendo gli apparecchi più avanzati realmente superiori senza appiattire completamente quelli precedenti.
Possiamo persino scegliere equipaggiamento e velivoli dei compagni di squadrone, anche se nella pratica questa personalizzazione incide meno di quanto sperassimo. Molto più utili sono invece i comandi impartiti a Joker Flight, con i quali possiamo chiedere maggiore aggressività, copertura oppure autorizzare l’utilizzo delle preziose armi speciali.
Un multiplayer enorme
Wings of Theve propone anche quella che Bandai Namco definisce la più ampia componente multigiocatore mai realizzata per Ace Combat. L’Air Base funziona da hub virtuale capace di ospitare fino a cento giocatori, con avatar personalizzabili e diverse attività collaterali.
Il cuore dell’offerta è rappresentato da Co-op Assault e Co-op Warfare. La prima punta sulla cooperazione contro obiettivi controllati dal gioco, mentre la seconda mescola PvE e PvP, mettendo due squadre in competizione mentre entrambe affrontano anche unità controllate dall’intelligenza artificiale.
A queste modalità si aggiungono eventi temporanei, deathmatch, scontri tutti contro tutti e missioni dedicate alle celebri super-armi della serie. Sulla carta c’è quindi molto più da fare rispetto al passato.
ACE COMBAT 8: Wings of Theve non prova a reinventare Ace Combat. E probabilmente fa bene. Prende ciò che Ace Combat 7 aveva riportato in vita e lo perfeziona attraverso combattimenti aerei migliori, missioni più dinamiche, cieli spettacolari e una campagna molto più attenta ai propri personaggi.
La storia affronta temi potenzialmente affascinanti come propaganda e disinformazione senza riuscire sempre ad andare davvero in profondità, e alcune delle trenta missioni rallentano inutilmente il ritmo. Ma sono limiti che passano rapidamente in secondo piano quando ci ritroviamo a inseguire un caccia dentro una tempesta, volare tra i colpi di un railgun gigantesco o ascoltare la musica esplodere proprio mentre appare una squadriglia nemica.
È melodrammatico, assurdo, spesso esagerato e qualche volta persino ingenuo. In altre parole, è Ace Combat fino al midollo. E quando il gioco ci lascia finalmente liberi di volare, con il sole sopra le nuvole e nessun missile alle spalle, ci ricorda anche perché questa serie riesce ancora a trasformare il semplice atto di stare in cielo in qualcosa di speciale.
Wings of Theve è uno dei migliori capitoli della saga moderna: spettacolare da vedere, meraviglioso da ascoltare e soprattutto tremendamente divertente da pilotare.
The Review
Ace Combat 8: Wings of Theve
Ace Combat 8: Wings of Theve prende la splendida base costruita da Skies Unknown e la porta più in alto. Il combattimento aereo è probabilmente il migliore mai visto nella serie, le missioni cambiano continuamente ritmo e obiettivi e la nuova tecnologia dedicata alle nuvole migliora tanto lo spettacolo quanto il gameplay. Joker Flight e le sequenze a bordo della Endurance rendono inoltre la campagna più umana e coinvolgente, accompagnata da una colonna sonora semplicemente straordinaria. Qualche missione riempitiva e una sceneggiatura che non approfondisce fino in fondo i propri temi non impediscono a Wings of Theve di essere uno dei capitoli più riusciti della saga.
PRO
- Combattimento aereo ai massimi livelli della serie
- Mission design estremamente vario e dinamico
- Nuvole spettacolari e integrate nel gameplay
- Colonna sonora eccezionale
- Joker Flight rende la campagna molto più coinvolgente
CONTRO
- Alcune missioni spezzano il ritmo della campagna
- Temi narrativi interessanti ma poco approfonditi
- Personalizzazione dello squadrone poco incisiva















