Parlare di Dead or Alive è sempre stato complicato. La serie di Team Ninja e Koei Tecmo ha costruito negli anni una reputazione divisa in due metà quasi uguali: da un lato un sistema di combattimento raffinato e profondo, spesso sottovalutato dalla critica; dall’altro una vocazione per i contenuti aggiuntivi a pagamento e per una certa estetica che continua ad alimentare polemiche. Dead or Alive 6: Last Round, riedizione del capitolo del 2019 uscita nel giugno 2026 su PS5, Xbox Series X|S e PC, rispecchia perfettamente questa dualità. Il gioco in sé è ancora oggi un picchiaduro di ottima qualità, accessibile ma tecnicamente ricco, capace di divertire tanto i neofiti quanto i veterani del genere. Ma ciò che lo circonda, dalla politica sui contenuti aggiuntivi all’assenza di funzionalità ormai considerate standard, rende difficile consigliarlo con entusiasmo a chi possiede già la versione originale.
Cosa include e cosa no
Prima di parlare del gioco, è necessario essere chiari su cosa Dead or Alive 6: Last Round effettivamente offra. Il pacchetto base comprende tutti i 24 personaggi del gioco originale più cinque dei sette combattenti aggiuntivi pubblicati negli anni: Nyotengu, Phase 4, Momiji, Rachel e Tamaki. A questi si aggiungono cinque nuovi costumi per altrettanti personaggi tra i più amati, la nuova Modalità Foto e alcuni aggiornamenti visivi di entità modesta. È possibile trasferire i costumi già acquistati nella versione originale, con alcune eccezioni rilevanti: i personaggi ospiti Mai Shiranui e Kula Diamond di The King of Fighters non sono inclusi nel pacchetto e vanno riacquistati separatamente anche da chi li possedeva già, a una cifra superiore rispetto al prezzo originale.
Ciò che non è incluso è altrettanto significativo. Non c’è la Battaglia in coppia, assente nonostante le richieste dei fan vadano avanti da anni. Non c’è il gioco incrociato tra piattaforme. Non c’è il rollback netcode, uno standard ormai consolidato nel genere. Non ci sono nuovi personaggi o arene inedite al lancio. La pagina Steam al momento del debutto listava 440 voci di contenuto aggiuntivo a pagamento, tra costumi singoli, pacchetti e chiavi personaggio per la versione gratuita. Il totale acquistabile supera i 1.400 euro. Team Ninja ha promesso supporto continuativo con nuovi contenuti nei mesi successivi al lancio, ma questa rimane per ora una promessa.
Combattimento ancora tra i migliori
Messe da parte le polemiche commerciali, il combattimento di Dead or Alive 6: Last Round regge magnificamente la prova del tempo. Il Sistema Triangolare che governa ogni scontro è una delle idee più eleganti che un picchiaduro abbia mai prodotto: i colpi battono le prese, le prese battono le proiezioni, le proiezioni battono i colpi. Su questa struttura apparentemente semplice si costruisce una profondità tattica che emerge progressivamente man mano che si impara a leggere l’avversario, anticiparne le intenzioni e scegliere la risposta giusta al momento giusto.
Il fulcro del sistema sono le proiezioni: premendo il tasto apposito nella direzione corretta rispetto all’attacco in arrivo, colpo alto, medio o basso, è possibile contrastare quasi qualsiasi offensiva trasformando la difesa in un’opportunità di danno significativo. Eseguire una proiezione al momento giusto è tra le soddisfazioni più genuine che questo genere possa offrire. Il rischio è proporzionale alla ricompensa: una proiezione mancata o mal calibrata lascia completamente esposti.
L’Indicatore devastazione si carica sferrando e ricevendo colpi, e consente di accedere a tre abilità speciali. L’Assalto fatale è una sequenza di combo accessibile anche ai principianti attraverso la semplice pressione ripetuta del tasto speciale, e si chiude con un Colpo devastante particolarmente potente quando la barra è piena. La Presa devastante consente invece di contrastare qualsiasi tipo di colpo in arrivo, a costo di metà indicatore: una contromossa di emergenza preziosa nelle situazioni più difficili. Aggiungere una barra di risorse a un picchiaduro tridimensionale è sempre un rischio, ma l’implementazione di Dead or Alive 6 ha resistito bene all’usura dei sette anni trascorsi.
Le Zone pericolo disseminate nelle arene aggiungono un ulteriore livello di imprevedibilità: scaraventare l’avversario contro un nido di pterodattili o farlo rotolare lungo una scarpata piena di ostacoli non è solo spettacolare, ma può ribaltare uno scontro apparentemente già deciso. È uno di quegli elementi che contribuisce a rendere Dead or Alive più accessibile e immediato rispetto a concorrenti come Virtua Fighter, senza sacrificarne la profondità competitiva.
Modalità per un giocatore: ancora solide
Sul fronte delle modalità per giocatore singolo, Dead or Alive 6: Last Round non delude. Il sistema di insegnamento è tra i più completi del genere: un tutorial dettagliato, l’allenamento ai comandi per ogni personaggio con visualizzazione dei dati di frame, le prove combo e la modalità allenamento libera offrono strumenti genuinamente utili sia per chi muove i primi passi nel picchiaduro sia per chi vuole affinare tecniche specifiche.
La DOA Quest è la modalità secondaria più riuscita: ogni sfida assegna fino a tre obiettivi da completare durante uno scontro, come infliggere una determinata quantità di danno con una singola combo o colpire l’avversario mentre si sposta lateralmente. Se non si sa come eseguire una tecnica richiesta, un tasto porta direttamente alla sezione corrispondente del tutorial, permettendo di allenarsi e tornare alla sfida quando si è pronti. È una soluzione di design esemplare, raramente replicata con questa efficacia nel genere.
La Modalità Storia è la più controversa delle offerte per giocatore singolo, ma conserva un suo fascino stravagante. La trama, che mescola tornei, corporazioni, ninja, cyborg e cospirazioni globali, è dichiaratamente sopra le righe, ma i singoli scambi tra i personaggi funzionano spesso molto bene. È anche raro vedere una modalità storia di un picchiaduro con un cast prevalentemente femminile come protagonista: Kasumi, Helena, Ayane, Honoka, Leifang e Hitomi prendono decisioni, risolvono problemi e guidano la narrazione in modo autonomo, senza essere ridotte a spalle dei colleghi maschi.
La nuova Modalità Foto permette di comporre scatti personalizzati selezionando personaggi, arene, pose ed espressioni facciali. La telecamera è limitata nella mobilità, compensata in parte dalla possibilità di ruotare i personaggi e gestire lo zoom, ma il risultato è comunque soddisfacente per chi vuole dedicarci del tempo.
Online e ritardo di input su console
Il comparto online di Dead or Alive 6: Last Round è funzionale ma porta con sé i limiti strutturali della versione originale del 2019, nessuno dei quali è stato affrontato in questa riedizione. L’assenza di gioco incrociato tra piattaforme è incomprensibile nel 2026. L’assenza del rollback netcode è tecnicamente più comprensibile, dato che l’implementazione in un picchiaduro tridimensionale è notoriamente più complessa rispetto ai titoli 2D, ma non per questo meno problematica: una connessione instabile o su rete wireless può rendere gli scontri online fastidiosamente irregolari, e il problema si aggrava con avversari geograficamente distanti.
Ancora più grave è il ritardo di input sulle versioni console. La versione originale del 2019 era già nota per un ritardo tra la pressione del tasto e l’azione a schermo che poteva raggiungere gli otto fotogrammi anche offline. Last Round non ha corretto questo problema. In un picchiaduro dove la lettura dell’avversario e la precisione del tempismo sono centrali, otto fotogrammi di ritardo sono una distorsione significativa. La versione PC presenta un ritardo trascurabile e offre un’esperienza nettamente superiore. Chi può giocare solo su console si ritrova con un prodotto tecnicamente inferiore senza che sia stato fatto nulla per rimediare.
Dead or Alive 6: Last Round è esattamente quello che la critica italiana e internazionale ha già decretato con voce quasi unanime: un ottimo picchiaduro in un pacchetto difficile da difendere. Il Sistema Triangolare, l’Indicatore devastazione, le Zone pericolo e un sistema di insegnamento tra i migliori del genere sono ancora oggi validi quanto nel 2019. Ma sette anni dopo, presentarsi senza rollback netcode, senza gioco incrociato, senza Battaglia in coppia e con centinaia di euro di contenuti aggiuntivi in vendita non è una mancanza minore: è una scelta editoriale che trasforma una riedizione attesa in un’occasione mancata.
The Review
Dead or Alive 6: Last Round
Dead or Alive 6: Last Round meritava di essere qualcosa di più di questo. La serie ha gli strumenti per competere con i migliori picchiaduro sul mercato, e il sesto capitolo lo dimostra ogni volta che si entra in un'arena. Ma Koei Tecmo e Team Ninja hanno scelto di presentare una riedizione settennale senza affrontare nessuno dei problemi che ne limitavano la diffusione, aggiungendo invece una politica sui contenuti aggiuntivi tra le più aggressive del genere. Per chi non ha mai giocato Dead or Alive 6, questa rimane la versione più completa disponibile. Per tutti gli altri, è difficile trovare una ragione convincente per tornare.
PRO
- Sistema Triangolare ancora oggi tra i più profondi e soddisfacenti del genere
- Roster ampliato a 29 personaggi con stili di combattimento genuinamente distinti
- Accessibile ai principianti senza sacrificare la profondità competitiva
CONTRO
- Nessun rollback netcode e nessun gioco incrociato tra piattaforme nel 2026
- Battaglia in coppia assente nonostante anni di richieste dei fan
- Oltre 440 voci di contenuto aggiuntivo a pagamento
- Il ritardo di input sulle versioni console non è stato corretto
- Aggiornamenti visivi e contenuti inediti al lancio ridotti al minimo indispensabile










