Ci sono due modi di guardare LEGO Batman: L’Eredità del Cavaliere Oscuro. Il primo è come il miglior gioco LEGO degli ultimi vent’anni — da quando LEGO Star Wars: The Video Game stabilì il modello nel 2005 — un titolo che restituisce al genere la freschezza, la cura e la profondità che sembrava aver perduto lungo la strada. Il secondo è come il sequel spirituale della serie Batman: Arkham che Rocksteady non ha ancora fatto, ed è invece sviluppato invece da TT Games con un coraggio e una competenza che sorprendono. In entrambi i casi, il risultato è lo stesso: uno dei giochi più divertenti, generosi e ben costruiti di questo 2026, capace di parlare con eguale efficacia ai fan di Batman di lunga data e a chiunque cerchi un action adventure open world di qualità a tinte LEGO.
Un Batman per ogni generazione
LEGO Batman: L’Eredità del Cavaliere Oscuro racconta una storia originale, in un certo senso. TT Games ha preso decenni di film, serie televisive, fumetti e videogiochi dedicati al Cavaliere Oscuro, li ha smontati mattoncino per mattoncino e li ha riassemblati in un’unica narrativa che non appartiene esattamente a nessuna di quelle fonti, ma le riflette tutte allo stesso tempo. Jack Napier parte come membro di una gang ordinaria, indossa il Cappuccio Rosso, cade in una vasca di sostanze chimiche e diventa il Joker — ma prima aveva già il piano di avvelenare Gotham con il Smilex. Il Pinguino è prima un criminale di strada alla maniera di The Batman, poi un candidato sindaco con abitudini animalesche come in Batman Returns. La storia e funziona perché non cerca mai di nascondere i suoi debiti.
Il tono è quello del miglior umorismo LEGO: brillante, tempestivamente assurdo, pieno di riferimenti trasversali che vanno dai classici del genere a It’s Always Sunny in Philadelphia e Street Fighter 2. La scrittura è affilata, i gag visivi sono numerosi e ben costruiti, e il gioco sa usare il silenzio e il tempismo cinematografico con una maturità inaspettata. Il doppiaggio italiano è di altissimo livello: Marco Balzarotti torna a prestare la voce a Batman con l’autorevolezza che i fan italiani del personaggio conoscono bene, mentre Riccardo Peroni costruisce un Joker capace di passare dal comico al minaccioso in una sola battuta.
La struttura narrativa segue la costruzione della famiglia Bat capitolo dopo capitolo: ogni nuovo alleato viene introdotto con una sezione dedicata che ne illustra le abilità esclusive e la personalità. Robin può far leva sulle crepe con il suo bastone, Batgirl hackera terminali e sistemi di sicurezza, Jim Gordon dispone di uno spara-schiuma e di un proiettile a rimbalzo, Catwoman usa la frusta per raggiungere punti altrimenti inaccessibili. Il cast ristretto rispetto ai soliti roster sterminati dei giochi LEGO è una scelta precisa: ogni personaggio ha un ruolo chiaro, e le sue abilità uniche non si perdono in un catalogo di decine di variazioni intercambiabili.
Un combat system che funziona benissimo
L’impatto più immediato di LEGO Batman: L’Eredità del Cavaliere Oscuro rispetto ai predecessori è il combat system, costruito dichiaratamente sulla struttura free-flow della serie Batman: Arkham, e non è un caso che Rocksteady sia accreditata come co-sviluppatore del progetto. Il ritmo è quello: combo di colpi in mischia, schivate dai contrattacchi segnalati da un avvertimento visivo, parry, uso dei gadget per variare l’approccio. Il Bat-artiglio può agganciare e trascinare nemici a distanza, i Batarang stordiscono o distraggono, e man mano che si sbloccano i chip Waynetech il repertorio di mosse si espande. Il tutto è un po’ più lento rispetto agli Arkham originali (le animazioni di Batman hanno un peso leggermente maggiore, il ritmo dei pugni non raggiunge la stessa fluidità immediata) ma la struttura ritmica è abbastanza vicina da evocare costantemente quella serie, e in un gioco LEGO è un risultato straordinario.
Il sistema a tre livelli di difficoltà amplifica questa dualità: la modalità Classica è quella del LEGO tradizionale, accessibile e perdonante; la modalità Normale introduce sfide più concrete; la modalità Cavaliere Oscuro rende lo stealth e il combattimento significativamente più impegnativi, avvicinando l’esperienza a quella degli Arkham in modo convincente. Un moltiplicatore di bottoni – la valuta raccoglibile del gioco – aggiunge una dimensione strategica alla distruzione degli scenari: accumulare il moltiplicatore prima di raccogliere un oggetto ad alto valore richiede pianificazione, un dettaglio piccolo ma che tiene alta l’attenzione nelle sessioni di esplorazione.
La Gotham City open world è generosa e densa senza essere caotica. Ci si muove planando con il mantello tra i grattacieli, agganciandosi con il Bat-artiglio ai punti più alti, guidando le numerose versioni della Batmobile disponibili o semplicemente esplorando a piedi i vicoli e i tetti. Il ping sonar, ispirato alla Visione del Detective degli Arkham, evidenzia oggetti d’interesse e punti di interazione: una soluzione elegante che elimina la frustrazione tipica dei LEGO quando non si capisce cosa fare per proseguire.
La mappa è piena di contenuti: trofei del Enigmista e di Enigmix da raccogliere, sfide di combattimento in realtà aumentata, gare con la Batmobile, crimini da fermare, enigmi ambientali che sbloccano punti di viaggio rapido. Il Terminale delle Sfide nella Batcaverna offre missioni secondarie a difficoltà crescente — battere un boss senza subire danni, completare percorsi acrobatici entro tempi stretti — che si rivolgono chiaramente anche ai giocatori più esperti. La Batcaverna stessa cresce e si trasforma nel corso della campagna, da un magazzino abbandonato a una base tecnologica all’avanguardia, personalizzabile con i trofei e gli oggetti raccolti in giro per Gotham.
L’unico punto debole: lo stealth
Se c’è un aspetto in cui LEGO Batman: L’Eredità del Cavaliere Oscuro non riesce però a tenere il passo con la serie che lo ispira, è lo stealth. Gli Arkham avevano trasformato le sezioni furtive in qualcosa di unico: Batman come predatore, i criminali come prede terrorizzate, la tensione che saliva man mano che si eliminava un nemico alla volta finché i sopravvissuti non si ritrovavano soli e spaventati. Qui lo stealth è presente (si può planare silenziosamente su un nemico, agganciarlo con il Bat-artiglio, sgattaiolare alle spalle per un’eliminazione silenziosa) ma manca la profondità necessaria a renderlo davvero soddisfacente. I nemici hanno un’intelligenza artificiale troppo permissiva, le aree non sono sempre costruite per sfruttare al meglio le possibilità furtive, e la conseguenza di essere scoperti si riduce quasi sempre a passare semplicemente al combattimento diretto. Non è una sezione fastidiosa, ma è chiaramente la parte meno rifinita di un gioco che altrove eccelle.
LEGO Batman: L’Eredità del Cavaliere Oscuro è un action adventure open world generoso, divertente e costruito con una cura che mancava da anni nel genere LEGO. Il combat system free-flow ispirato agli Arkham funziona meglio di quanto ci si potesse aspettare, la Gotham City open world è densa e piacevole da esplorare, la storia è un tributo enciclopedico e affettuoso a decenni di Batman in ogni forma, e la scrittura è tra le più affilate mai viste in un gioco LEGO. Il sistema stealth è il tallone d’Achille, e la storia principale può risultare un po’ caotica nel collegare universi narrativi nati separati. Ma sono pecche minori in un titolo che per il resto funziona quasi tutto alla perfezione.
The Review
LEGO Batman: L'Eredità del Cavaliere Oscuro
LEGO Batman: L'Eredità del Cavaliere Oscuro è la dimostrazione che i giochi LEGO possono ancora sorprendere, quando ci si mette la cura e il coraggio necessari. TT Games ha smontato decenni di Batman e li ha rimontati in qualcosa di nuovo, sfruttando come fondamenta il miglior combat system mai visto in un gioco di questo tipo. Non è un Arkham e non arriverà mai a quel livello di finezza, ma è la cosa più vicina che esista oggi, impacchettata con l'umorismo e la generosità di contenuti che solo il brand LEGO sa offrire. Per i fan del Cavaliere Oscuro è semplicemente imperdibile.
PRO
- Combat system free-flow ispirato agli Arkham riuscitissimo
- Gotham City open world densa, varia e piacevole da esplorare
- Scrittura brillante, umorismo calibrato e doppiaggio italiano eccellente
- Abilità davvero uniche per ogni personaggio
- Decine di ore tra storia principale ed esplorazione
CONTRO
- Lo stealth è il punto più debole: nemici troppo passivi
- Storia un po' caotica nell'amalgamare universi narrativi diversi









