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RECENSIONE | Marvel Tokon: Fighting Souls

Arc System Works si prende l'universo Marvel su PS5 e PC

Fabio "Bio" Fiorini di Fabio "Bio" Fiorini
13 Agosto 2026
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Quando Sony annunciò Marvel Tokon: Fighting Souls durante lo State of Play del giugno 2025, bastarono pochi secondi per capire che non sarebbe stato il solito adattamento dei supereroi Marvel. Dietro il progetto c’erano infatti Arc System Works, PlayStation Studios e Marvel Games, con gli autori di Guilty Gear chiamati a reinterpretare personaggi conosciutissimi attraverso la propria sensibilità giapponese. Durante lo sviluppo venne persino accantonato un primo approccio grafico più vicino al fumetto occidentale, lasciando maggiore libertà all’identità visiva di Arc System Works.

Il risultato è un picchiaduro a squadre 4 contro 4 disponibile su PS5 e PC, costruito attorno a venti personaggi al lancio e pensato fin dall’inizio per trovare un equilibrio complicatissimo: essere immediato per chi vuole semplicemente scegliere Spider-Man e divertirsi, senza rinunciare alla profondità richiesta da chi trascorrerà decine di ore ad analizzare combinazioni e strategie. Dopo diverse sessioni di prova, Arc System Works ha inoltre continuato a modificare e rifinire il sistema sulla base dei riscontri ricevuti dai giocatori.

Ed è forse questo l’aspetto che ci ha colpito maggiormente. Tōkon non si accontenta di essere bellissimo da vedere, cosa che gli riesce quasi senza sforzo. Vuole offrire qualcosa a ogni tipo di giocatore: una Modalità Episodio sorprendentemente curata, contenuti per chi preferisce giocare da solo, ottimi strumenti di allenamento e naturalmente un comparto competitivo online molto solido. Non tutto è perfetto e, quando otto personaggi iniziano a riversare effetti sullo schermo, capire cosa stia succedendo può diventare un’impresa. Ma sono davvero pochi i picchiaduro moderni capaci di presentarsi con un pacchetto così convincente.

Quattro contro quattro, senza paura

L’idea di mettere quattro combattenti contro altri quattro potrebbe far pensare immediatamente a un sistema ingestibile. Arc System Works affronta il problema attraverso alcune scelte intelligenti, a partire dalla barra della salute condivisa dall’intera squadra. Non esistono quindi quattro riserve di energia separate da amministrare, né la possibilità di mettere temporaneamente al sicuro un personaggio ferito per recuperare salute.

Può sembrare una semplificazione, ma è una delle decisioni migliori dell’intero progetto. Le partite mantengono una durata ragionevole e soprattutto scompare quella sensazione, tipica di molti picchiaduro a squadre, di dover necessariamente imparare a utilizzare tre o quattro combattenti prima ancora di poter pensare di competere. In Tōkon è possibile partire padroneggiando un solo personaggio e costruire gradualmente tutto il resto attorno a lui.

È esattamente così che il gioco riesce a trascinarti dentro. Si può iniziare con Spider-Man, prendere confidenza con i suoi movimenti attraverso le ragnatele, imparare qualche combinazione affidabile e buttarsi online senza sentirsi completamente fuori posto. Poi arriva naturalmente la curiosità: Blade potrebbe risolvere un certo tipo di scontro, Magneto offrire un supporto migliore, un quarto personaggio aggiungere qualcosa che ancora manca. La squadra cresce insieme alla conoscenza del gioco, e questa progressione naturale dell’apprendimento è tremendamente gratificante.

La profondità emerge soprattutto attraverso i personaggi di supporto. Prima dello scontro, i quattro membri vengono assegnati a differenti ruoli che determinano il tipo di intervento disponibile. Alcuni coprono lo spazio orizzontale con un proiettile, altri proteggono la zona superiore, mentre le azioni più potenti possono essere utilizzate per aumentare la pressione sull’avversario. Il sistema possiede parecchie regole e inizialmente può sembrare più complicato di quanto lasci intendere, ma dopo qualche ora ogni elemento comincia a trovare il proprio posto.

C’è poi un’altra idea interessante: all’inizio del combattimento non sono immediatamente disponibili tutti e quattro i componenti. I compagni vengono progressivamente attivati soddisfacendo determinate condizioni durante la partita e il loro ingresso amplia anche le possibilità offerte dall’indicatore Assemble. È un meccanismo particolare, che limita volutamente il caos iniziale e permette allo scontro di crescere progressivamente d’intensità.

Caos controllato, quasi sempre

Quando il sistema inizia a girare davvero, Tōkon diventa una meraviglia. Cambiare combattente durante un’azione, lasciare che il personaggio uscente copra l’ingresso del compagno e continuare una combinazione sfruttando le caratteristiche di entrambi restituisce quella sensazione di creatività continua che cerchiamo nei migliori picchiaduro a squadre.

Arc System Works ha comunque imposto limiti precisi. Non è possibile concatenare cambi e supporti con la stessa libertà concessa da altri esponenti del genere, ed è probabilmente la scelta giusta. Già così lo schermo può riempirsi in pochi istanti di personaggi, raggi energetici, droni, oggetti e attacchi ad area. Con Peni Parker, Magneto e Magik contemporaneamente coinvolti nello stesso combattimento, persino un occhio allenato può perdere per qualche secondo il filo dell’azione.

La leggibilità rappresenta quindi uno dei pochi veri problemi del sistema. Non è soltanto spettacolo fine a se stesso: dietro quella confusione continuano a esserci posizionamento, tempi di attacco, gestione dei supporti e decisioni precise. Ma nelle situazioni più affollate la quantità di informazioni visive può superare ciò che si riesce realisticamente a interpretare.

Per fortuna, il piacere di sperimentare compensa ampiamente questi momenti. Un cambio eseguito con il tempo giusto può lasciare sul campo l’attacco del personaggio precedente, proteggendo quello appena entrato senza consumare risorse. Sono dettagli apparentemente piccoli, ma proprio scoprire queste interazioni ci ha fatto venire continuamente voglia di tornare nella modalità allenamento per vedere cos’altro fosse possibile inventare.

Marvel secondo Arc System Works

Il roster è probabilmente il risultato più evidente della collaborazione tra Marvel e Arc System Works. I 20 personaggi disponibili al lancio non sono semplicemente versioni in stile anime di eroi e criminali già conosciuti: ciascuno è stato ripensato attorno ai propri poteri e alla propria personalità.

Spider-Man attraversa l’arena sfruttando le ragnatele e può ingannare l’avversario modificando improvvisamente la propria traiettoria. Storm controlla vento e condizioni atmosferiche, Magneto riempie lo spazio di oggetti che diventano parte integrante delle sue offensive, mentre Peni Parker e SP//dr arrivano a occupare una porzione impressionante dello schermo. Sono personaggi che si riconoscono immediatamente anche senza guardare il nome.

Deadpool merita quasi un discorso a parte. Arc System Works lo ha trasformato in una dichiarazione d’amore alla storia dei picchiaduro, disseminando il suo repertorio di riferimenti e reinterpretazioni di tecniche provenienti da Street Fighter, Mortal Kombat, Tekken, The King of Fighters e Guilty Gear. È perfettamente coerente con un personaggio che vive sfondando la quarta parete e rappresenta bene quanto gli sviluppatori si siano divertiti a giocare con il materiale Marvel.

Anche scelte meno immediate finiscono per avere senso una volta preso il controller. Green Goblin, per esempio, probabilmente non sarebbe in cima alla lista dei desideri di molti appassionati, ma la possibilità di combattere sopra e sotto il suo aliante lo rende uno dei personaggi più interessanti da studiare. Danger è una presenza decisamente più insolita, ma contribuisce a differenziare ulteriormente un roster nel quale quasi ogni componente sembra avere una ragione ludica per essere presente.

E poi c’è la grafica. Arc System Works aveva già dimostrato con Guilty Gear -Strive- quanto fosse diventata sottile la separazione tra animazione bidimensionale e grafica tridimensionale, ma qui riesce ancora una volta a sorprendere. Tōkon è meraviglioso in movimento: animazioni, espressioni, pose e attacchi finali sembrano continuamente pronti a trasformarsi nella tavola di un manga. Non è Marvel che prova a imitare l’animazione giapponese, è Marvel passata davvero attraverso lo sguardo di Arc System Works.

Una Modalità Episodio sorprendente

La sorpresa più piacevole arriva però dalla Modalità Episodio. Invece di collegare una serie di combattimenti con qualche filmato dimenticabile, il gioco divide il racconto in cinque episodi dedicati alle squadre canoniche, presentati attraverso una fusione tra fumetto americano e manga.

Il pretesto è volutamente semplice: un’entità invita alcuni dei combattenti più potenti della Terra a partecipare a un torneo, promettendo ai vincitori la possibilità di realizzare un desiderio. Nulla di rivoluzionario, eppure funziona perché la storia sa di essere soprattutto un’occasione per mettere questi personaggi uno contro l’altro e cerca di farlo con leggerezza e rispetto per le loro personalità.

Ogni episodio utilizza tavole animate realizzate con stili differenti, e vedere personaggi come Captain America, Spider-Man o gli X-Men reinterpretati da artisti provenienti dal mondo del manga conferisce alla modalità una personalità tutta sua. Anche la scrittura riesce a sorprendere. Peter Parker deve fare i conti con il peso di guidare Ms. Marvel e Star-Lord, mentre gli X-Men tornano a confrontarsi con il paradosso di proteggere una società che continua a considerarli una minaccia.

Non c’è ovviamente il tempo per affrontare questi temi con particolare profondità, ma non serve. Ciò che conta è che la storia non sembri un’aggiunta obbligatoria messa lì per spuntare una casella. Ci siamo ritrovati a voler vedere l’episodio successivo non soltanto per arrivare al prossimo combattimento, ed è un complimento che non capita spesso di fare alla modalità narrativa di un picchiaduro.

Tanto da fare

Tōkon non esaurisce i propri contenuti nella storia. La modalità Sopravvivenza propone una lunga sequenza di incontri progressivamente più impegnativi, consentendo periodicamente di scegliere potenziamenti e salvando i progressi raggiunti. Non è una sopravvivenza tradizionale e spietata, ma offre comunque un buon motivo per continuare a sperimentare squadre e personaggi senza necessariamente entrare nel competitivo.

Arcadia Rumble è decisamente più particolare. Fino a otto giocatori si muovono attraverso la grande lobby con i propri avatar, raccolgono stelle, partecipano a eventi e si affrontano alternando fasi più libere alle normali battaglie quattro contro quattro. Non crediamo diventerà necessariamente la modalità principale per i giocatori più competitivi, ma possiede quella piacevole dose di follia che permette a utenti con livelli di abilità molto diversi di divertirsi insieme.

Dove Arc System Works merita davvero un applauso è negli strumenti dedicati all’apprendimento. Ci sono lezioni interattive sulle meccaniche generali, guide specifiche per ogni combattente, spiegazioni pratiche delle combinazioni e sfide che non chiedono semplicemente di memorizzare una lunga sequenza di tasti. Il gioco può indicare una determinata tecnica e un obiettivo di danno, lasciando al giocatore la libertà di capire come raggiungerlo con una combinazione personale.

È un approccio molto più stimolante della semplice imitazione. Si impara perché una combinazione funziona, come trasformare in danno un’apertura e cosa fare quando determinate risorse non sono disponibili. A questo si aggiungono un’eccellente modalità allenamento, la ricerca dei replay e Replay Takeover, che consente di prendere il controllo di una registrazione e provare direttamente una soluzione differente. Per chi vuole davvero migliorare, Tōkon è una piccola scuola di picchiaduro.

Online con qualche attesa di troppo

Il comparto online è sostenuto da una struttura complessivamente molto convincente. Gli incontri sono fluidi e il sistema di rete regge bene anche combattimenti estremamente movimentati, un aspetto fondamentale in un gioco nel quale pochi fotogrammi possono separare una difesa riuscita da una combinazione devastante. Le lobby permettono inoltre di incontrare numerosi giocatori nello stesso spazio virtuale.

La versione PC ha avuto qualche difficoltà iniziale sul fronte delle prestazioni e durante le prime partite online era possibile imbattersi in combattimenti rallentati anche contro utenti apparentemente dotati di una buona connessione. Gli aggiornamenti successivi hanno migliorato sensibilmente la situazione, rendendo questi episodi molto meno frequenti.

Rimane invece una certa lentezza nel trovare e concatenare rapidamente gli incontri. Considerata la quantità di giocatori presenti nei primi giorni, ci saremmo aspettati transizioni più immediate tra una sfida e l’altra. Fortunatamente è possibile allenarsi durante la ricerca dell’avversario, trasformando almeno parte dell’attesa in tempo utile per provare una nuova combinazione.

Marvel Tokon: Fighting Souls ci ha conquistati soprattutto perché riesce in una cosa difficilissima: essere accessibile senza dare mai l’impressione di aver sacrificato profondità. Si può scegliere il proprio supereroe preferito, imparare qualche attacco e iniziare immediatamente a divertirsi, oppure trascorrere settimane a studiare supporti, cambi, posizionamento e interazioni tra quattro combattenti.Arc System Works tratta il materiale Marvel con un entusiasmo contagioso. I personaggi sono spettacolari, differenti e riconoscibili, la direzione artistica è tra le migliori mai viste nello studio giapponese e persino la Modalità Episodio riesce a essere qualcosa di più di una distrazione tra un combattimento e l’altro. A tutto questo si aggiungono strumenti di allenamento eccezionali e un comparto online di alto livello.

Qualche limite rimane. Gli scontri possono diventare visivamente caotici, il sistema dei supporti richiede tempo prima di risultare naturale e la ricerca degli avversari potrebbe essere più rapida. Ma sono difetti che pesano poco di fronte a un picchiaduro che continua a regalare quella sensazione bellissima di avere sempre qualcosa di nuovo da imparare.

Marvel Tokon: Fighting Souls non è soltanto un ottimo gioco Marvel e non è soltanto l’ennesima dimostrazione del talento di Arc System Works. È uno dei picchiaduro più riusciti e completi degli ultimi anni, capace di tendere una mano ai curiosi senza smettere di parlare agli appassionati più esigenti. E soprattutto, dopo decine di incontri, riesce ancora a farci venire voglia di dire “un’altra e poi smetto”. Quasi sempre mentendo.

The Review

Marvel Tokon: Fighting Souls

8.8 Voto

Marvel Tōkon: Fighting Souls riesce dove molti picchiaduro a squadre falliscono: accoglie immediatamente chi vuole semplicemente divertirsi con i propri eroi preferiti, ma nasconde sotto quella superficie un sistema di combattimento profondo, creativo e tremendamente soddisfacente da studiare. Arc System Works reinterpreta magnificamente l'universo Marvel, costruisce un roster ricco di personalità e accompagna il tutto con strumenti di allenamento eccellenti, un'inaspettata Modalità Episodio e un comparto online convincente. Nei momenti più affollati l'azione può diventare difficile da leggere e alcune regole dei supporti richiedono tempo per essere assimilate, ma sono limiti marginali all'interno di un pacchetto davvero notevole. Uno di quei picchiaduro capaci di divertire immediatamente e, allo stesso tempo, farti venire voglia di continuare a migliorare.

PRO

  • Sistema di combattimento profondo ma sorprendentemente accessibile
  • Personaggi Marvel reinterpretati magnificamente da Arc System Works
  • Strumenti di allenamento tra i migliori del genere
  • Modalità Episodio sorprendentemente riuscita
  • Comparto online solido e ricco di possibilità

CONTRO

  • L'azione può diventare difficile da leggere nei momenti più caotici
  • Il sistema dei supporti richiede un certo periodo di adattamento
  • Ricerca degli incontri online non sempre abbastanza rapida

Review Breakdown

  • 8 0
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Fabio "Bio" Fiorini

Fabio "Bio" Fiorini

Giornalista iscritto all'Ordine di Roma. Webmaster secoli fa di AniGames.it e PlayNow.it, ora fondatore e direttore di Videogiocare.it. Appassionato di tecnologia in generale e videogiochi in particolare, inizia il suo cammino con una introvabile Irradio TVG 888, per poi innamorarsi completamente del Commodore 64. Il resto è storia.

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