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RECENSIONE | Minecraft Dungeons II

Un sequel ricco ma superficiale su PC, PS5, Xbox Series X/S, Switch e Switch 2

Andrea "Osso" Fiorini di Andrea "Osso" Fiorini
30 Settembre 2026
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Quando nel 2020 Mojang decise di trasformare Minecraft in una sorta di Diablo semplificato, il risultato fu curioso ma anche molto limitato. Minecraft Dungeons funzionava soprattutto grazie alla sua immediatezza: pochi sistemi da imparare, combattimenti semplici, tonnellate di bottino e una cooperativa perfetta per giocare senza troppe pretese. Sei anni dopo, Minecraft Dungeons II prova a costruire qualcosa di più ambizioso su quelle fondamenta.

Sviluppato ancora una volta da Mojang Studios insieme a Double Eleven, il sequel amplia praticamente ogni elemento del primo capitolo: più equipaggiamento, più possibilità di personalizzazione, maggiore libertà nell’esplorazione, nuove attività secondarie e soprattutto una nuova dimensione, il Sift, destinata a entrare anche nell’universo principale di Minecraft.

Il problema è che, nonostante tutti questi miglioramenti, il cuore dell’esperienza resta estremamente semplice. Minecraft Dungeons II è senza dubbio un gioco migliore del predecessore, ma dopo qualche ora torna inevitabilmente a emergere quella stessa sensazione di superficialità. Si combatte, si raccoglie equipaggiamento, si cambia qualche bonus e si ricomincia. Divertente in compagnia, certamente, ma raramente davvero coinvolgente.

minecraft_dungeons_2

Più Minecraft, finalmente

Una delle critiche che si potevano muovere al primo Dungeons era la sensazione che Minecraft fosse quasi soltanto una veste grafica appoggiata sopra un dungeon crawler estremamente semplice. In questo seguito, invece, il legame con l’universo originale è molto più evidente e convincente.

La novità più importante è il Sift, una dimensione completamente nuova raggiungibile attraverso portali che ricordano immediatamente quelli del Minecraft tradizionale. È un luogo dominato da tonalità azzurre, rosa e violacee, popolato da creature inedite, automi, anime fluttuanti e scenari decisamente più fantasiosi rispetto alle zone tradizionali.

Ed è proprio qui che Minecraft Dungeons II mostra la sua personalità migliore. Il Sift riesce a sembrare qualcosa che appartiene davvero all’universo Minecraft, invece di limitarsi a utilizzare blocchi, Creeper e scheletri come semplice decorazione. Considerando inoltre che questa dimensione arriverà anche nel Minecraft principale, la sensazione è finalmente quella di trovarsi davanti a un tassello reale del mondo creato da Mojang.

Peccato soltanto che il gioco non riesca sempre a sfruttarlo fino in fondo. Per gran parte del tempo continuiamo comunque a fare ciò che facevamo sei anni fa: avanzare, eliminare gruppi di nemici e raccogliere bottino. Il Sift è affascinante da esplorare, ma avrebbe meritato attività capaci di valorizzarne maggiormente l’identità.

minecraft_dungeons_2-gameplay

Finalmente si può saltare

Può sembrare quasi assurdo doverlo sottolineare, ma una delle aggiunte che cambiano maggiormente l’esperienza è la possibilità di saltare. Il primo Minecraft Dungeons ne era completamente privo, mentre qui il salto apre piccoli percorsi alternativi, piattaforme nascoste, passaggi segreti e nuove possibilità durante gli scontri.

È presente anche un attacco in salto, particolarmente utile contro gruppi numerosi, e l’esplorazione risulta finalmente un po’ meno piatta. Cercare un forziere sopra una struttura, raggiungere una piattaforma apparentemente isolata o controllare dietro una cascata restituisce sensazioni molto più vicine a quelle del Minecraft tradizionale.

Il sistema di equipaggiamento ha ricevuto un’evoluzione ancora più importante. Al posto di un unico pezzo di armatura possiamo ora utilizzare separatamente elmo, corazza, pantaloni e stivali, costruendo configurazioni maggiormente orientate verso veleno, fulmine, anime o altri effetti.

A questi si aggiungono i Talismani, fino a tre contemporaneamente, capaci di offrire bonus passivi o persino evocare creature al nostro fianco. Gli incantamenti ampliano ulteriormente le possibilità, e rispetto al predecessore è finalmente possibile dare una direzione più chiara al proprio personaggio.

Il passo avanti è evidente. Cambiare un singolo pezzo può modificare sensibilmente alcune sinergie e trovare l’oggetto perfetto per completare una configurazione regala quella soddisfazione tipica del genere. Ma anche qui emergono presto dei limiti.

minecraft_dungeons_2-gameplay2

Più profondità, ma non abbastanza

Minecraft Dungeons II rimane infatti un action RPG estremamente accessibile. Non esistono vere classi e tutti i personaggi partono sostanzialmente dalle stesse capacità di base. La differenziazione arriva quasi esclusivamente dall’equipaggiamento trovato durante l’avventura.

Questo significa che il destino della nostra configurazione dipende parecchio dalla casualità. Possiamo voler costruire un personaggio rapido e orientato agli attacchi a distanza, ma se il gioco continua a consegnarci enormi spade e oggetti pensati per il corpo a corpo, dovremo semplicemente adattarci. Il bottino decide spesso più del giocatore, almeno per buona parte della campagna.

Anche il combattimento resta molto elementare. Ogni arma dispone sostanzialmente dello stesso schema offensivo da ripetere continuamente e, pur con incantamenti e artefatti capaci di aggiungere effetti interessanti, la struttura rimane quasi sempre la stessa: attacca, schiva, usa un’abilità, raccogli bottino e ripeti.

È rilassante e immediato, soprattutto in cooperativa, ma sulla lunga distanza diventa inevitabilmente ripetitivo. Chi arriva da Diablo, Path of Exile o anche soltanto da action RPG più strutturati difficilmente troverà qui la stessa profondità.

Nemmeno tutti i sistemi vengono spiegati adeguatamente. Le meccaniche legate alle anime, per esempio, risultano inizialmente poco chiare e costringono a sperimentare più del necessario per comprendere come costruire una configurazione efficace.

Un’economia finalmente utile

Un altro miglioramento riguarda l’economia. Nel primo capitolo gli smeraldi diventavano rapidamente quasi inutili; questa volta hanno finalmente un ruolo concreto grazie al Fabbro e ai mercanti.

Possiamo spendere valuta per migliorare equipaggiamenti già posseduti oppure tentare di ottenere nuovi oggetti dai venditori, che possono essere potenziati ulteriormente attraverso specifiche risorse. È un sistema semplice, ma dà finalmente uno scopo reale agli smeraldi.

Anche qui, però, l’equilibrio non è perfetto. Il limite massimo di 9.999 smeraldi è piuttosto restrittivo e può portare a perdere valuta senza nemmeno rendersene conto, soprattutto quando si smantellano grandi quantità di equipaggiamento. Considerando quanto possano diventare costosi alcuni potenziamenti, è una scelta difficile da comprendere.

Ancora più discutibile è la gestione dei Libri degli Incantamenti. Sono fondamentali per costruire configurazioni più elaborate, ma durante la campagna principale se ne trovano troppo pochi. Il paradosso è che alcune delle combinazioni più divertenti diventano realmente disponibili soltanto quando buona parte dell’avventura è già terminata.

minecraft_dungeons_2-multi

Divertente soprattutto in compagnia

Come il predecessore, Minecraft Dungeons II dà probabilmente il meglio di sé in cooperativa. Giocare con amici rende molto più facile ignorare la ripetitività degli scontri e trasforma la ricerca del bottino in una piacevole attività condivisa.

Il problema è che i personaggi tendono inizialmente ad assomigliarsi troppo tra loro. Senza classi definite e con buona parte della personalizzazione affidata agli oggetti casuali, può capitare che quattro giocatori finiscano per utilizzare strategie molto simili. Solo quando il sistema di equipaggiamento comincia davvero ad aprirsi emergono ruoli e sinergie più interessanti.

La storia, invece, rimane volutamente elementare. Un gruppo di Illager minaccia l’Overworld sfruttando il potere del Sift e tocca naturalmente a noi fermarlo. I Villager assumono un ruolo leggermente più importante rispetto al passato e alcune situazioni hanno più personalità, ma la narrativa resta semplicemente un pretesto per portarci da un dungeon all’altro.

Non è necessariamente un problema in un titolo del genere, ma contribuisce alla sensazione generale di trovarsi davanti a un’avventura piacevole senza particolari momenti memorabili.

Un endgame ancora incerto

Dopo aver completato la campagna rimangono diverse attività. Possiamo affrontare missioni secondarie, dungeon opzionali, boss già incontrati e soprattutto gli eventi Soul Surge, che popolano determinate zone con nemici più forti in cambio di equipaggiamento di livello superiore.

Il sistema di bottino funziona meglio proprio in questa fase, perché iniziamo finalmente a cercare oggetti non soltanto per aumentare un numero, ma per migliorare specifiche sinergie della nostra configurazione.

Il problema è che l’endgame, almeno al lancio, non offre ancora motivazioni abbastanza forti per continuare molto a lungo. Ottenere equipaggiamento migliore è gratificante, ma manca ancora un contenuto davvero impegnativo nel quale utilizzarlo. Le attività disponibili finiscono quindi per riproporre la stessa struttura della campagna con nemici più resistenti e ricompense migliori.

Mojang ha certamente spazio per espandere questa parte nel tempo, ma allo stato attuale la progressione post-game promette più di quanto riesca realmente a mantenere.

Qualche problema di troppo

Ci sono poi alcuni aspetti tecnici che meritano attenzione. L’esperienza può essere disturbata da bug e anomalie nella navigazione, particolarmente fastidiose considerando quanto questo sequel insista maggiormente sull’esplorazione.

Quando un gioco aggiunge salto, piattaforme e percorsi nascosti, qualsiasi problema capace di interferire con i movimenti diventa inevitabilmente più evidente. Non parliamo di qualcosa che distrugge completamente l’esperienza, ma di una rifinitura inferiore a quella che ci saremmo aspettati da un seguito arrivato sei anni dopo l’originale.

Ed è un peccato, perché artisticamente Minecraft Dungeons II possiede ambientazioni piacevoli e colorate, con il Sift nettamente sopra la media. Il nuovo mondo interconnesso e la maggiore verticalità fanno inoltre sembrare l’avventura meno composta da semplici corridoi separati rispetto al passato.

minecraft_dungeons_2-river

Minecraft Dungeons II è un sequel migliore praticamente sotto ogni punto di vista. Il salto rende finalmente più interessante l’esplorazione, l’equipaggiamento offre più libertà, i Talismani aggiungono possibilità alle configurazioni e il Sift rappresenta probabilmente la novità più riuscita dell’intero pacchetto.

Ma migliorare un gioco estremamente semplice non significa automaticamente raggiungere la profondità dei migliori esponenti del genere. Il combattimento rimane ripetitivo, le build dipendono ancora troppo dalla casualità, alcuni sistemi vengono spiegati male e l’endgame non ha ancora abbastanza sostanza per giustificare una lunga rincorsa all’equipaggiamento perfetto.

In compagnia riesce comunque a regalare diverse ore piacevoli e chi cerca un dungeon crawler rilassato e accessibile potrebbe trovare esattamente ciò che desidera. Chi invece sperava che Mojang trasformasse finalmente Minecraft Dungeons in un action RPG davvero profondo resterà probabilmente con la sensazione di un’occasione sfruttata soltanto a metà.

È più ambizioso, più completo e sicuramente più interessante del primo episodio. Ma sotto tutti quei nuovi pezzi di equipaggiamento continua a nascondersi un’avventura fin troppo semplice e ripetitiva. Un passo avanti, insomma, ma ancora lontano dal salto di qualità che aspettavamo.

The Review

Minecraft Dungeons II

6.5 Voto

Minecraft Dungeons II migliora quasi tutto ciò che non funzionava nel primo episodio, offrendo più equipaggiamento, maggiore libertà nelle build, un'esplorazione finalmente più interessante e una nuova dimensione, il Sift, capace di dare al gioco un'identità più forte all'interno dell'universo Minecraft. Tuttavia, sotto le numerose aggiunte rimane un action RPG ancora troppo semplice e ripetitivo. Il combattimento perde rapidamente mordente, il bottino casuale limita la libertà nelle prime ore e l'endgame non offre ancora motivazioni sufficienti per continuare a lungo. In cooperativa resta piacevole e accessibile, ma il salto di qualità rispetto ai migliori dungeon crawler continua a mancare.

PRO

  • Il Sift è la novità più riuscita
  • Sistema di equipaggiamento molto più ricco
  • Esplorazione migliorata grazie al salto
  • Piacevole e immediato in cooperativa
  • Economia finalmente più significativa

CONTRO

  • Combattimento ancora troppo ripetitivo
  • Build condizionate eccessivamente dal bottino casuale
  • Endgame ancora poco sostanzioso
  • Alcuni sistemi vengono spiegati male
  • Diversi problemi tecnici

Review Breakdown

  • 6 0
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Andrea "Osso" Fiorini

Andrea "Osso" Fiorini

Giornalista iscritto all'Ordine di Roma. Cresciuto a pane e Commodore 64, riscopre la passione per i videogames proprio quando pensava fosse finito il tempo di giocare. Il suo motto preferito è: "Non prendere la vita troppo sul serio, tanto non ne uscirai vivo!"

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