Rodea The Sky Soldier – Recensione

3DS

QUANDO IL GIOCO SUPERA I LIMITI TECNICI

Rodea è un soldato robot che mille anni fa ha protetto il regno del cielo di Garuda dalla guerra contro Geardo, imperatore di Naga. Siamo nel presente, e l’inventore di nome Ion ritrova il robot nel deserto, quasi distrutto. Con il suo ingegno rimette in sesto Rodea, che riacquista la sua vita artificiale perdendo però la memoria. Ma la storia è un corso e ricorso, ed ecco che dovrà affrontare una nuova guerra contro il perfido Geardo. Rodea the Sky Soldier non è un gioco banale, perché fu creato diversi anni fa da colui che ha pensato Sonic The Hedgehog, quel Yuji Naka che all’epoca ha dotato la Sega di un portavoce, proprio come lo aveva Nintendo da anni con Mario Bros. Non proprio una persona qualunque. Purtroppo l’idea alla base di questo gioco, come accennato, appartiene a diversi anni fa, e proprio per questo Rodea the Sky Soldier soffre di diversi problemi, in primis quello della realizzazione tecnica, al di sotto delle capacità del Nintendo 3DS. Anche la giocabilità è difficile da padroneggiare. Il protagonista Rodea gestisce i suoi attacchi verso i nemici dopo essersi librato in aria. Proprio tra le nuvole i giocatori organizzeranno l’offensiva verso gli avversari con il pad della console, che dovrà puntare un obiettivo tramite un classico mirino, cosa non troppo semplice all’inizio a causa del disorientamento dell’azione in volo. Ma con poca pratica si riesce a prendere la mano: a quel punto il gioco cambia, mostrando una discreta giocabilità che regala divertimento grazie alla capacità di combattere e scorrazzare sempre in cielo. Attenzione però, perché il robot Rodea non potrà stare sempre decine di metri sopra al suolo ma avrà un tempo limite finito il quale perderà una vita.

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La grafica è spoglia, ma il divertimento è assicurato

Sarebbe fin troppo facile scrivere un giudizio su questo gioco condannando la realizzazione tecnica scarsa, la telecamera che a volte perde l’orientamento e la giocabilità abbastanza difficile da padroneggiare. Sarebbe facile, ma qualche volta in un videogioco il divertimento può superare i limiti estetici. Ed è proprio quello che fa Rodea the Sky Soldier, perché appena si riescono a gestire gli attacchi a distanza e a padroneggiare il gioco, le sensazioni che prevalgono sono quelle del grande coinvolgimento scaturito dall’ impersonare un robot che ricorda Sonic per la velocità in cui si muove, specie quando colleziona i bonus nello stage, ma soprattutto nel momento in cui ingaggia gli attacchi ai danni dei nemici.

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Questi ultimi sono caratterizzati dallo stare in volo e, dopo aver puntato l’avversario, andare contro di esso come solo Goku nel cartone Dragonball Z sa fare. Momenti coinvolgenti, che rendono i fondali spogli ed i piccoli problemi di rallentamenti dell’azione (sporadici a dirla tutta) molto meno fastidiosi e passabili in secondo piano. Certo, rimane un pò l’amaro in bocca perché con alcuni accorgimenti questo gioco poteva essere un’assoluta hit del mercato, offrendo anche una buona trama ed un sonoro squillante e vario nelle sue tonalità. Inutile piangere sul latte versato, o in questo caso sul poligono spoglio: anche in questo modo Rodea the Sky Soldier sa offrire un coinvolgimento ludico, aspetto tutt’altro che trascurabile.

Pro

  • Trama coinvolgente
  • Combattimenti in volo memorabili
  • Sonoro ottimo e vario

Contro

  • Grafica scarna
  • Telecamera a volte disorientante
  • Controlli difficili da padroneggiare all'inizio
7

Discreto

L'amore per i videogiochi arriva nel momento in cui compare un fiammante ZX Spectrum nella sua vita all'età di 8 anni. A 40 anni ancora non ne ha abbastanza di videogiocare. Non si sa se la vita è un gioco, ma una cosa è certa: giocare aiuta a vivere nel migliore dei modi. Il suo motto preferito è: "Non esistono luoghi che non possano essere raggiunti seguendo le strade della fantasia".

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