Shenmue HD I & II – Recensione

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Devo essere sincero: non ho mai amato rigiocare a titoli del passato che mi hanno lasciato ricordi indelebili. E il motivo è presto detto: quasi sempre i ricordi sono figli di ciò che eravamo a quel tempo, e rigiocarli con gli occhi di un adulto rischia quasi sempre di rovinare un ricordo praticamente puro e perfetto.

Ed è per questo che, quando è arrivato l’annuncio dell’uscita di questa versione rimasterizzata dei primi due capitoli di Shenmue, ero sia felice che dubbioso. Felice perchè Shenmue è un titolo che meritava sicuramente una versione a passo con i tempi, dubbioso perchè temevo che, rigiocandoci oggi, avrei rovinato il ricordo stupendo che ho del capolavoro firmato Yu Suzuki.

Per fortuna non è stato così, ma procediamo con ordine.

La vendetta è un piatto che va servito freddo

Shenmue è la storia di una vendetta: quella di Ryo Hazuki, che vuole vendicare la morte del padre Iwao Hazuki, avvenuta per mano dello spietato Lan Di davanti ai suoi occhi. Ma oltre ad essere una “semplice” storia di vendetta, è anche una storia epica, profonda e ricca di particolari, dove è possibile respirare la vita quotidiana giapponese.

Ma, soprattutto, su Dreamcast Shenmue è stata una vera e propria rivoluzione nel lontano 1999. Il gioco di Yu Suzuki, infatti, è stato uno dei capostipiti dei titoli “free roaming”, e il primo a permettere una completa immersione nel mondo di gioco anche a costo di alcune forzature.

Un esempio: cercate una gang che gira solo di notte, e sono le 9 del mattino? Bene, dovete aspettare (anche se, ovviamente, l’orologio gira molto più veloce che nella realtà), senza alcun modo di poter far avanzare il tempo. E, per far trascorrere le ore, potete girare per la città per memorizzarla meglio (visto che non c’è una mappa di gioco), parlare con le persone per avere informazioni extra, o fare qualche partita in sala giochi.  Ma l’attesa non è evitabile (almeno nel primo capitolo).

Si trattò, all’epoca, di un’esperienza nuova, profonda ed esaltante, con pochissimi combattimenti (nel primo capitolo) e moltissima storia, rompendo di fatto i canoni con le avventure in terza persona viste sino ad allora, e proponendo un modo nuovo di vivere le avventure dai forti tratti RPG.

Un genere che poi, negli anni, verrà fortemente ripreso dalla serie di Yakuza, sempre firmata SEGA, che farà suoi moltissimi elementi di Shenmue.

Corsi e ricorsi storici

In attesa di Shenmue 3, che arriverà solo nell’estate del 2019 (salvo ulteriori slittamenti), questa versione rimasterizzata di Shenmue 1 e 2 è quindi un’ottima occasione per dare una “ripassata” ai primi due capitoli, per chi li ha già giocati, o per farli scoprire finalmente a chi se li è persi.

Ed è proprio questo, secondo me, il punto cruciale per valutare Shenmue HD I & II, perchè giocarli per la prima volta può essere, per i nuovi giocatori, davvero traumatico.

Personalmente sono sempre stato un fan più dei remake (vedi Ratchet & Clank, o il prossimo Resident Evil 2) piuttosto che delle versioni rimasterizzate. Spesso infatti un semplice adattamento grafico, mantenendo inalterati controlli e gameplay, non basta a “svecchiare” un gioco. E, in parte, è così anche per Shenmue I e II. 

Nonostante l’ottimo lavoro di upscaling e di adattamento in 16:9 (che però torna in 4:3 sequenze d’intermezzo), il gioco risente di un gameplay al giorno d’oggi estremamente legnoso, senza contare che alcune caratteristiche (come ad esempio l’assenza di una mappa) potrebbe sembrare assurda ai più giovani.

Un capolavoro come Shenmue, insomma, avrebbe meritato sicuramente più un remake che non una remastered.

Detto questo però, devo ammettere che, dopo poche ore di gioco, è nuovamente arrivata la magia: ore ed ore a girare per DobuitaYamanoseSakuragaoka, ad aspettare l’arrivo della sera in sala giochi per cercare quei maledetti marinai, o a lavorare tutti i giorni al porto. Tutto questo perchè era impensabile lasciare Lan Di impunito, e la storia doveva nuovamente fare il suo corso.

Shenmue HD I & II, insomma, cattura il giocatore esattamente come faceva sul finire degli anni 90. Ma bisogna precisare che è un titolo difficile da giudicare perchè, se non l’avete giocato a suo tempo, o se siete molto giovani, potreste davvero odiarlo.

Un capolavoro che forse meritava di più

Shenmue è stato un capolavoro. E, come tutti i capolavori, ancora oggi riesce a catturare il giocatore nella sua storia, nel suo tempo che scorre lento, nei suoi vicoli, nei suoi locali, nei suoi combattimenti in Quick Time Events. Ma il peso degli anni, inutile negarlo, si sente. E se chi, come il sottoscritto, ha già giocato a suo tempo i primi due capitoli su Dreamcast (o il secondo anche su Xbox) può facilmente chiudere un occhio su alcune meccaniche di gioco ormai decisamente obsolete, purtroppo lo stesso può non valere per chi non si gustò il capolavoro di Yu Suzuki a suo tempo o, ancora di più, per chi è molto giovane. Una remaster riuscita di due giochi ancora oggi validissimi, ma che forse avrebbero meritato, proprio per il loro valore, più un remake (anche solo parziale) piuttosto che un semplice lavoro di porting in HD.

Pro

  • Una collection a prezzo ridotto
  • Due capolavori ancora oggi validissimi
  • Buon lavoro di adattamento in HD e 16:9
  • Colonna sonora sempre splendida

Contro

  • Il peso degli anni si sente
  • Shenmue meritava di più
  • Audio dei dialoghi non restaurato a dovere
8

Bello

Webmaster secoli fa di AniGames.it e PlayNow.it, ora fondatore di Videogiocare.it. Appassionato di tecnologia in generale e videogiochi in particolare, inizia il cammino di gamer con una introvabile Irradio TVG 888, per poi innamorarsi completamente del Commodore 64. Il resto è storia. Il suo motto è: "Questo è un problema per il Fabio del futuro".

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