Sifu: dai creatori di Absolver arriva un gioco di vendetta, redenzione e Kung Fu

In uscita in autunno su PS5, PS4 e PC

Sifu: dai creatori di Absolver arriva un gioco di vendetta, redenzione e Kung Fu

Lo studio di sviluppo indipendente Sloclap ha annunciato oggi il suo prossimo titolo durante lo State of Play di Sony PlayStation. Erede di Absolver, ambizioso gioco multiplayer d’esordio del 2017, Sifu è un videogioco di Kung Fu dallo stile artistico ricercato, ma che riproduce in maniera molto fedele il combattimento dell’arte marziale e racconta una storia che esplora le tematiche della vendetta e della redenzione.

Sarà disponibile il prossimo autunno su Epic Games Store, PS4 e PS5.

Ecco il promettente trailer del gioco, mostrato nel corso dell’ultimo State of Play.




Caratterizzato dalla spiccata intensità tipica dei classici film di Kung Fu con combattimenti realistici e violenti, Sifu racconta la storia di un giovane studente di Kung Fu, che ha trascorso la sua vita ad allenarsi in attesa di avere la possibilità di vendicarsi del brutale omicidio di tutta la sua famiglia, opera di un misterioso gruppo di assassini. Dovremo dare la caccia ad ognuno di essi mentre esploriamo i sobborghi in balia di gang criminali, gli angoli bui nel cuore della città fino ai gelidi corridoi delle torri delle grandi aziende. Adattamento, strategia e capacità di posizionarsi sempre in maniera corretta rappresentano l’unica chance di salvezza, e dovrai usare tutto quello che hai a disposizione per riuscire a portare a termine la missione più importante della tua vita.

Il gameplay unico di Sifu propone un mix di due generi molto popolari e amati, e unisce l’intensità e il fascino senza tempo dei picchiaduro con il coinvolgimento e la struttura delle avventure d’azione in 3D.

Giornalista iscritto all'Ordine di Roma. Svezzato a NES, cresciuto a PlayStation e Xbox e sfamato a PC gaming. Ha accolto con entusiasmo il progetto videogiocare.it. Purtroppo spesso non è d’accordo con il pensiero generale riguardo i giochi, ma qualcuno deve pur cantare fuori dal coro. Il suo motto è: “Bisogna prestare poca fede a quelli che parlano molto”. Oh, non lo ha detto lui, ma Catone.

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