Sifu – Recensione

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Sloclap, tra i piccoli studi indipendenti, si era già fatto notare in passato per l’interessante Absolver, action RPG in terza persona in cui già aveva messo in mostra la sua bravura nel realizzare titoli che avessero le arti marziali come protagoniste assolute per quanto riguarda il sistema di combattimento.

Anche per questo dopo l’annuncio di Sifu, e soprattutto dopo aver mostrato i primi trailer di gameplay, stampa e videogiocatori hanno subito dedicato molta attenzione a questa nuova, interessante opera videoludica, che faceva intravedere un nuovo titolo davvero promettente, ma di cui non era ben chiara la meccanica di gioco ed il sistema di progressione.

Ora che abbiamo avuto modo di portare a termine il gioco, grazie ad un codice review che ci è stato fornito in anteprima, siamo finalmente pronti a raccontarvi le nostre impressioni su questo attesissimo picchiaduro. Pronti ad intraprendere la lunga e difficile strada per diventare un Maestro di Kung Fu?

La vendetta è un piatto che va servito freddo

Sifu mette le carte in tavola e rivela la sua natura (o almeno quella più superficiale) fin dai primi minuti di gioco, in cui vestiremo momentaneamente i panni del cattivo del gioco, giusto il tempo di un rapido tutorial. Sarà infatti chiaro fin da subito che Sifu è un omaggio ed un atto d’amore verso i film di arti marziali, proponendo moltissime situazioni viste e riviste nei film del genere, clichè compresi. Trama, tipologie di nemici, location: tutto nel titolo firmato Sloclap ci ricorderà infatti i film più famosi di arti marziali.

Il gioco ci mette infatti  al centro della classica storia di vendetta, in cui il nostro alter ego (a voi la decisione se maschio o femmina) decide di diventare un maestro (Sifu) di Kung Fu per vendicare la morte di suo padre, Sifu a sua volta.

Il sistema di progressione del protagonista è molto particolare: grazie ad un ciondolo magico che gli consente di tornare in vita, infatti, sarà in grado di rinascere ad ogni morte e proseguire sulla sua strada a scapitò, però, di alcuni anni di vita sulle sue spalle.

Anche i ciondoli magici, però, hanno i loro limite, e una volta superati i 70 anni la nostra morte sarà permanente e dovremo necessariamente ricominciare daccapo.

Non tutto il gioco però, perchè potremo scegliere di ripetere solo l’ultimo livello partendo dall’età con cui ci siamo arrivati, ma molto spesso sarà necessario rigiocare un livello precedente (che diventerà più breve e con nuovi percorsi nel frattempo sbloccati) per arrivare di nuovo al livello successivo con un’età più bassa. Ed è a questo punto che emerge il cuore nascosto ed estremamente duro di Sifu.

Kung Fu = Duro Lavoro

Sifu, già una volta arrivati al secondo livello, rivela subito la sua natura punitiva. Si tratta infatti di un gioco che non fa sconti a nessuno, ed ha un cuore duro e estremamente difficile, rendendolo un titolo assolutamente non adatto ai casual gamer o a chi cerca un gioco arcade facile e spensierato. Sifu infatti cerca di ricreare la strada di chi decidere di diventare un maestro di Kung Fu anche nel significato più puro del termine, ossia nel “duro lavoro“.




Riuscire ad arrivare alla fine di Sifu (noi abbiamo impiegato circa 17 ore di gioco) richiederà tanta pazienza, tantissime morti, tantissime imprecazioni, ma anche (e soprattutto) tantissima soddisfazione, come nei migliori titoli che fanno della difficoltà e della ricompensa uno dei loro punti di forza (qualcuno ha detto Dark Souls?).

Il sistema di progressione del gioco sarà infatti legato alla possibilità di sbloccare alcune abilità permanentemente dopo che le avremo acquistate 5 volte. E qui, ad onor del vero, bisogna dare una piccola tiratina d’orecchie  ai bravi e talentuosi ragazzi di SloClap: questo particolare non è infatti chiarissimo nel gioco, e la frustrazione iniziale potrebbe diventare insostenibile qualora non ci si accorga di tale possibilità, che sarà invece il vero fulcro su cui ruoterà tutta la progressione del personaggio all’interno del gioco.

Sarà infatti un piacere rigiocare i primi livelli dopo aver sbloccato permanentemente alcune abilità in quelli successivi: ci accorgeremo infatti di essere diventati più forti, più esperti e con tante nuove tecniche da utilizzare, riuscendo così ad arrivare al livello successivo con un’età sempre più bassa.

Un viaggio emozionante

Arrivare ai titoli di coda di Sifu non è stato facile, ma la nostra prova si è rivelata, al netto della difficoltà, un viaggio intenso ed emozionante. Il sistema di combattimento è estremamente tecnico e appagante, e la semplice pressione ripetuta dei pulsanti non vi porterà lontano. Sarà invece necessario riflettere, parare, scegliere i tempi giusti, sfruttare il mondo di gioco e gli spostamenti rapidi, altrimenti gli avversari saranno sempre pronti a circondarvi e attaccarvi contemporaneamente, portandovi così ad una rapida ed inesorabile morte.

Questa scelta del team di sviluppo si traduce quindi in un gioco capace di dare una sensazione di combattimento reale, oltre che spettacolare, contribuendo ancora di più a regalare una soddisfazione davvero unica nel suo genere quando riusciremo a superare i combattimenti più impegnativi e le boss fight più ostiche.

Tutto questo poi è accompagnato da una comparto tecnico riuscitissimo, con una grafica in cel-shading estremamente gradevole e, soprattutto, con un tratto artistico davvero ispirato.  Non manca poi una colonna sonora minimale ma estremamente in tema, pronta a crescere di ritmo e intensità nei momenti opportuni.

Un diamante, ma non adatto a tutti

Sifu si è rivelato un titolo davvero sorprendente, a tratti splendido come un diamante, ma sicuramente non adatto a tutti. Il suo sistema di combattimento estremamente tecnico ed il livello di difficoltà davvero punitivo lo rendono infatti un gioco adatto a chi ha pazienza, o quanto meno riesce a resistere alla frustrazione di alcune situazioni sapendo che alla fine la ricompensa arriverà. E la ricompensa è una soddisfazione impagabile nel veder crescere il proprio personaggio e se stessi, diventando lui più forte con le abilità sbloccate permanentemente, e noi più bravi nella nostra tecnica di gioco. Un gioco che, insieme ad un comparto tecnico artisticamente ispiratissimo, si è rivelato una delle grandi sorprese di questo inizio 2022. Per tutti i fan del genere è un titolo davvero imperdibile.

PRO

  • Sistema di combattimento tecnico e profondo
  • Ricrea alla perfezione tante situazioni cinematografiche
  • Difficile ma estremamente appagante
  • Artisticamente ispiratissimo
  • Noi stiamo già aspettando Sifu 2...

Contro

  • La difficoltà elevata non lo rende adatto a tutti
  • Il sistema di crescita permanente poteva essere più chiaro
9

Imperdibile

Giornalista iscritto all'Ordine di Roma. Webmaster secoli fa di AniGames.it e PlayNow.it, ora fondatore di Videogiocare.it. Appassionato di tecnologia in generale e videogiochi in particolare, inizia il suo cammino con una introvabile Irradio TVG 888, per poi innamorarsi completamente del Commodore 64. Il resto è storia.

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