Sony ha introdotto un sistema di DRM per i giochi digitali acquistati su PlayStation Store dopo l’aggiornamento firmware di marzo 2026: ogni titolo richiede una verifica della licenza tramite connessione a PlayStation Network almeno una volta ogni 30 giorni. In caso contrario, la licenza scade temporaneamente e il gioco non si avvia fino al ripristino della connessione. La scoperta è stata resa pubblica per prima dal modder e YouTuber Lance McDonald (“manfightdragon“), che ha allertato la community.
Il DRM non ha effetto retroattivo: colpisce esclusivamente i titoli acquistati dopo l’aggiornamento di marzo e non quelli già presenti nella libreria. La funzionalità di console principale — normalmente usata per la condivisione dei giochi — non consente di aggirare il requisito. Il supporto tecnico di PlayStation ha ufficialmente confermato il funzionamento del sistema, descrivendo il timer da 30 giorni come “un periodo di validità” e non come una restrizione dell’account.
Any PlayStation game purchased digitally after March’s sytem update will reportedly now require an internet connection once every 30 days to validate the license 🎮
If the console stays offline longer than that, the games will not launch until you reconnect
(via… pic.twitter.com/yN6ZPzEN3L
— Culture Crave 🍿 (@CultureCrave) April 27, 2026
La situazione è controversa anche sul fronte dell’intenzionalità: alcune voci suggeriscono che l’attivazione del DRM sull’intera libreria digitale sia stata accidentale, e che il sistema fosse stato originariamente pensato solo per i titoli concessi a tempo limitato — come i giochi PlayStation Plus.
Sony non ha ancora rilasciato una comunicazione ufficiale che chiarisca se si tratta di un errore o di una scelta deliberata. La misura ricorda ironicamente quella annunciata da Xbox One nel 2013, ampiamente criticata dalla stessa Sony, che contribuì al netto vantaggio commerciale di PS4 nella generazione successiva.






